A Firenze fino al 9 luglio una riflessione sull'uso del colore nero nella pittura e nella scultura
Il nero nell'arte contemporanea in mostra a Villa Bardini
Alberto Burri, Catrame, 1950, olio, catrame e sabbia su tela, 110 x 92, collezione privata, Firenze | Courtesy of Tornabuoni Arte
Samantha De Martin
26/04/2017
Firenze - Dalle pagine di Leonardo Sciascia ai cinque tagli neri di Lucio Fontana. L'arte contemporanea, a Villa Bardini, indossa il "total black" e diventa protagonista di un'originale riflessione sull'uso del colore nero nella pittura e nella scultura italiana a parete, attraverso una selezione di 31 capolavori di grandi maestri.
Nero su Nero. Da Fontana e Kounellis a Galliani, in calendario fino al 9 luglio nelle sale espositive al terzo piano della villa - promossa dalla Fondazione Bardini Peyron in collaborazione con Tornabuoni Arte - prende il titolo dall'omonimo romanzo di Sciascia, nel quale lo scrittore siciliano rispondeva all'accusa di pessimismo che spesso gli fu rivolta.
Un filo nero intenso, magmatico, spogliato degli atavici significati di lutto e di assenza, e riannodato dalla vitale potenza dell'arte, congiunge lo Spazialismo di Fontana all'Informale di Alberto Burri, il Concettuale di Vincenzo Agnetti all'Arte Povera di Mario Ceroli e del maestro Jannis Kounellis. Il nero domina il Paesaggio africano di Tano Festa, lo smalto su tela senza titolo di Franco Angeli, La monaca di Enzo Cucchi.
È ricco, sontuoso, composito, il nero che descrive le allegorie contemporanee del fiorentino Iacopo Raugei. Neri sono gli abiti dello stilista Roberto Capucci, a confronto con tre lavori di Alberto Burri, Enzo Cucchi, Omar Galliani.
Per tutta la durata dell'esposizione, anche i modelli in mostra al Museo Capucci, ospitato nella villa fiorentina immersa in uno scenografico giardino, indossano il colore della notte.
E se Anish Kapoor aveva acquistato dalla società britannica Surrey NanoSystems, e tra non poche polemiche, i diritti esclusivi del “vantablack”, assegnando al “suo” colore l'assoluto significato de “il nero più nero del mondo”, la mostra a Villa Bardini sceglie i maestri che hanno utilizzato talvolta questo colore, nelle sue diverse sfumature, privilegiando la sua vibrante, cangiante, multiforme bellezza.
Leggi anche:
• Italian Pop Art Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano
• Anish Kapoor e la guerra del nero
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Un filo nero intenso, magmatico, spogliato degli atavici significati di lutto e di assenza, e riannodato dalla vitale potenza dell'arte, congiunge lo Spazialismo di Fontana all'Informale di Alberto Burri, il Concettuale di Vincenzo Agnetti all'Arte Povera di Mario Ceroli e del maestro Jannis Kounellis. Il nero domina il Paesaggio africano di Tano Festa, lo smalto su tela senza titolo di Franco Angeli, La monaca di Enzo Cucchi.
È ricco, sontuoso, composito, il nero che descrive le allegorie contemporanee del fiorentino Iacopo Raugei. Neri sono gli abiti dello stilista Roberto Capucci, a confronto con tre lavori di Alberto Burri, Enzo Cucchi, Omar Galliani.
Per tutta la durata dell'esposizione, anche i modelli in mostra al Museo Capucci, ospitato nella villa fiorentina immersa in uno scenografico giardino, indossano il colore della notte.
E se Anish Kapoor aveva acquistato dalla società britannica Surrey NanoSystems, e tra non poche polemiche, i diritti esclusivi del “vantablack”, assegnando al “suo” colore l'assoluto significato de “il nero più nero del mondo”, la mostra a Villa Bardini sceglie i maestri che hanno utilizzato talvolta questo colore, nelle sue diverse sfumature, privilegiando la sua vibrante, cangiante, multiforme bellezza.
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