Artezip

Francesco Meliciani
 

20/02/2003

Da lunedì 3 marzo parte su Planete, canale satellitare della piattaforma Telepiù, una trasmissione frizzante e nuova che ci mostrerà i tesori del patrimonio culturale italiano, utilizzando la chiave della semplicità e dell’ironia. Artezip propone dal lunedì al venerdì “pillole” di arte di due o tre minuti distribuite nell’arco della giornata, e il sabato e la domenica le cinque puntate in un’unica soluzione . Abbiamo incontrato i due ideatori del programma, Tommaso Strinati storico dell’arte e conduttore del format e il regista Francesco Meliciani, per parlare e presentare questo progetto artistico-televisivo che si preannuncia divertente e istruttivo. Come è nata l’idea di Artezip? F.M. “Di solito intorno al mondo dell’arte c’è sempre una sorta di alone di sacralità che il più delle volte cela solo un’ipocrisia o ignoranza, aspettarsi dall’opera d’arte il silenzio della contemplazione a volte può essere assurdo.Un’opera d’arte esprime la vita, un’idea, la concezione del mondo della persona che l’ha creata, la visione del modo e la realizzazione materiale di quello che è il pensiero di quell’uomo nel momento in cui agisce. Bisognava restituire tranquillità all’osservazione delle opere d’arte. Molte volte i bambini o le persone che non hanno molti strumenti osservano quello che è di fronte a loro senza pregiudizi riuscendo ad esprimere e a dire cose molto più interessanti della maggior parte di professori che parlano di un quadro”. E’ stato difficile riuscire ad ottenere le autorizzazioni e la collaborazione dei vari istituti culturali e delle Sopraintendenze? T.S. “Non è stato semplice; normalmente c’è una tassa che dovrebbe essere pagata, quella cioè della Legge Ronchey. In questo caso ci siamo battuti per evitare questo contributo, sottolineando che la trasmissione è a carattere culturale…e che non avremmo venduto nient’altro che i quadri ed i musei stessi dando alla alle persone le informazioni e la possibilità per andarli a vedere. In realtà esiste una clausola per cui si può lavorare nei musei in una forma chiamata esenzione dalla Legge Ronchey, che noi siamo riusciti ad ottenere, e senza la quale non avremmo potuto pensare di realizzare il progetto. Aldilà delle questioni burocratiche ci siamo dovuto scontrare con le realtà dei musei che spesso sono complicate; avendo esperienza personale in diverse realtà museali siamo riusciti ad avere degli ottimi contatti e a divertirci. A proposito colgo l’occasione per ringraziare i direttori dei musei, le Sopraintendenze, il personale per l’accoglienza e la disponibilità che ci hanno dimostrato”. Quanti e quali sono i musei coinvolti? T.S. “Per ora quelli più grandi: gli Uffizi, la Galleria dell’Accademia anche il Giardino di Boboli, a Firenze poi quelli di Napoli , Venezia, Caserta e speriamo Pompei. Adesso abbiamo iniziato con i musei più noti e familiari al pubblico, ci auguriamo nel tempo di riuscire a rivelare realtà straordinarie ma meno conosciute”. Pensate che la televisione possa essere un mezzo possibile per diffondere e commentare l’arte? F.M. “Sicuramente la televisione è il veicolo adatto per far arrivare il messaggio e i contenuti legati al modo dell’arte e della cultura a parecchie persone”. ARTEZIP Di Francesco Meliciani e Tommaso Strinati Da lunedì 3 marzo Dal lunedì al venerdì ore 11.00- 20.55 – 23.00 – 01.00 Sabato e domenica ore 20.45

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