Google celebra i 126 anni della "signora di ferro"
Un doodle per la Tour Eiffel
Ludovica Sanfelice
31/03/2015
Dopo ventisei mesi di cantiere, il 31 marzo 1889, Parigi accolse con una festa l’inaugurazione della Tour Eiffel. 126 anni più tardi, Google celebra l’“anniversaire” del monumento più simbolico di Francia, con un doodle che raffigura un gruppo di operai dell’epoca impegnati a dipingere la Torre. Sullo sfondo si intravedono Notre Dame e le Sacré Coeur, mentre uno dei cavi che assicura i lavoratori forma la scritta Google.
Il monumento, realizzato per l’Esposizione Universale che inaugurò il 6 maggio dello stesso anno, era stato progettato come una struttura effimera che, da contratto, sarebbe stata smantellata al massimo vent’anni più tardi.
Inizialmente l’opera fu rifiutata dall’ambiente culturale che mostrò di non gradire l’irruzione nell’elegante contesto urbano parigino di una simile architettura, definita “inutile e mostruosa” e per bloccare il progetto, venne addirittura presentata una petizione firmata da intellettuali come Guy de Maupassant.
Con il tempo le proteste si stemperarono e i cittadini familiarizzarono con il monumento fino a non volerlo più demolire. La “signora di ferro”, oltre a funzionare come ripetitore radio, divenne conosciuta e si trasformò in un’attrazione che oggi richiama annualmente quasi sette milioni di visitatori.
Per approfondimenti:
Le nuove trasparenze della Tour Eiffel
Una Tour Eiffel più green
Il monumento, realizzato per l’Esposizione Universale che inaugurò il 6 maggio dello stesso anno, era stato progettato come una struttura effimera che, da contratto, sarebbe stata smantellata al massimo vent’anni più tardi.
Inizialmente l’opera fu rifiutata dall’ambiente culturale che mostrò di non gradire l’irruzione nell’elegante contesto urbano parigino di una simile architettura, definita “inutile e mostruosa” e per bloccare il progetto, venne addirittura presentata una petizione firmata da intellettuali come Guy de Maupassant.
Con il tempo le proteste si stemperarono e i cittadini familiarizzarono con il monumento fino a non volerlo più demolire. La “signora di ferro”, oltre a funzionare come ripetitore radio, divenne conosciuta e si trasformò in un’attrazione che oggi richiama annualmente quasi sette milioni di visitatori.
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