Dal 25 agosto 2022 a marzo 2023 un progetto in due tappe

Da Bologna alla Cina A/R. Gli Etruschi si raccontano in una mostra

Statuetta di devoto, Bronzo, 480 a.C. circa, provenienza: Monteacuto Ragazza, Grizzana, Bologna Museo Civico Archeologico, Bologna | Foto: © Carlo Vannini
 

Samantha De Martin

15/07/2022

Mondo - Monili in oro, ambra e vetro, urne cinerarie in alabastro, il celeberrimo specchio in bronzo inciso, meglio conosciuto come “patera cospiana” datato alla seconda metà del IV sec. a.C. con raffigurata la nascita di Atena armata dal cervello di Tinia (lo Zeus etrusco).
Sono solo alcuni degli oltre 300 i reperti che hanno lasciato il Museo Civico Archeologico di Bologna per volare alla volta della Cina in occasione del progetto in due tappe dal titolo Etruschi. Signori dell’Italia antica (Etruscans. Lords of ancient Italy).

Ad accogliere la mostra tra agosto 2022 e marzo 2023, finalizzata a far conoscere l’affascinante civiltà etrusca ancora quasi del tutto sconosciuta in Cina, saranno le città di Suzhou e Chengdu. Il progetto rientra tra le iniziative inserite nel programma ufficiale dell’Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina 2022, rassegna sulla cooperazione internazionale nel settore turistico e culturale dei due Paesi, inizialmente indetto nel 2020 per celebrare 50 anni di rapporti diplomatici e posticipato al 2022 a causa della pandemia.


Museo Civico Archeologico, Bologna, Veduta di allestimento della Sezione Etrusca | Foto: © Ornella De Carlo | Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Ci sarà anche Felsina, l’antica Bologna etrusca sviluppatasi tra il IX e il IV secolo a.C., a fare capolino nel progetto nella Repubblica Popolare di Cina ideato e curato dal Museo Civico Archeologico di Bologna con l’organizzazione di MondoMostre.

La prima tappa, dal 25 agosto al 25 novembre, sarà ospitata dal Wuhzong Museum di Suzhou, città a ovest di Shanghai nella provincia di Jiangsu, mentre la seconda, tra dicembre 2022 e marzo 2023, vedrà coinvolto Chengdu, capoluogo della provincia sud-occidentale di Sichuan.
Al prestito eccezionale di oltre 300 reperti parte dalle collezioni storiche del Museo Civico Archeologico di Bologna, che includono i rinvenimenti effettuati durante gli scavi ottocenteschi a Bologna e nel suo territorio, si aggiungono 27 reperti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.



Museo Civico Archeologico, Bologna, Veduta di allestimento della Sezione Etrusca | Foto: © Ornella De Carlo | Courtesy Settore Musei Civici Bologna

Il percorso si snoda in cinque sezioni tematiche che, a partire da quel composito mondo che fu l’Italia preromana, accendono l’attenzione sugli Etruschi. Ricordati dalle fonti come il popolo che, ancor prima di Roma, dominò quasi l’intera la penisola, i Rasna - come gli Etruschi chiamavano se stessi, ricoprirono un ruolo importante nel quadro dei popoli dell’italia antica. La definizione geografica dell’Etruria, il suo assetto “politico” e sociale, le forme di produzione e i commerci con il Mediterraneo, l’Asia Minore e l’Europa transalpina lasciano il posto al nucleo centrale della mostra che analizza i principali aspetti della vita quotidiana nel mondo etrusco.

A dare il benvenuto agli ospiti accogliendo il visitatore nel loro mondo saranno due statuette in bronzo di devoti da Monteacuto Ragazza (Grizzana, Bologna). Accanto a loro spicca il celeberrimo specchio in bronzo inciso noto come “patera cospiana”, datato alla seconda metà del IV secolo. a.C., con la raffinata decorazione che ritrae la nascita di Atena armata dal cervello di Tinia.
Il pubblico cinese ammirerà i monili in oro e vetro provenienti dai sepolcreti bolognesi, il cratere attico della tomba 78 del sepolcreto Arnoaldi con la presentazione di Eracle all’Olimpo, o ancora la statua di leone funerario dal sepolcreto dei Giardini Margherita e le due urne cinerarie in alabastro della Collezione Universitaria realizzate nel III sec. a.C., rispettivamente decorate dal mito di Mirtilo e da una scena di caccia al cinghiale calidonio.


Coppia di orecchini a bauletto, Oro, V sec. a.C. Provenienza: Sepolcreto della Certosa Museo Civico Archeologico, Bologna | Foto: © Carlo Vannini

Dall’ornamento e dalla cura del corpo il percorso spazia alle forme collettive del consumo di cibi e bevande nelle ritualità di banchetti e simposi, dalla pratica della scrittura - desunta dai greci e adattata nell’alfabeto alle esigenze della loro lingua - fino al culto religioso che giocò un ruolo fondamentale nella società etrusca fin dai suoi esordi.
Dal mondo dei vivi l’attenzione del pubblico cinese si sposterà verso quello dell’Aldilà, attraverso ricostruzioni e reperti che mostreranno rituali e credenze etrusche, ma anche le forme della sepoltura. Tombe e oggetti che compongono il corredo funerario fin dai tempi più antichi consentono pertanto di interpretare non solo lo sviluppo della società, ma anche la trasformazione della ritualità connessa al concetto di Aldilà e di destino dopo la morte.

Una copia perfetta della "situla della Certosa", realizzata da Stefano Buson, chiuderà il percorso di visita. L’opera originale, considerata la "regina delle situle" etrusche per la complessa decorazione, uno degli oggetti più prestigiosi del Museo Civico Archeologico di Bologna, per la sua importanza nella collezione bolognese e per l'estrema fragilità, non può viaggiare. Il vaso è composto da un'unica lamina di bronzo, decorata con scene figurate a sbalzo e ad incisione. Le scene tracciano un racconto distribuito su quattro registri che ripercorrono la storia di una comunità etrusca tra la fine del VII e gli inizi VI secolo a.C. nelle sue tematiche essenziali: la guerra, la caccia, le attività di sussistenza, il consumo del vino, la musica.


Specchio inciso con nascita di Atena Bronzo, 330-310 a.C. Provenienza: Collezione Universitaria Museo Civico Archeologico, Bologna | Foto: © Carlo Vannini

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