Dal 14 marzo la grande mostra a Perugia
Giotto e San Francesco, alle origini della modernità
Giotto di Bondone, Madonna col Bambino, 1315-1320 circa. Tempera e oro su tavola. The Ashmolean Museum - The University of Oxford, presented by Mrs James Reddie Anderson 1913
Francesca Grego
19/02/2026
Perugia - Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, una grande mostra ne rilegge la figura in dialogo con un altro grande rivoluzionario del suo tempo. Teatro del confronto è l’Umbria tra la fine del XIII secolo e i primi decenni del XIV, dove l’incontro tra Giotto e San Francesco ha segnato la storia della spiritualità e della religione, della politica e della società, ma anche quella dell’arte, dando il via a fenomeni destinati ad andare ben oltre i confini regionali. Cielo e terra, corpo e spirito dialogano in modo nuovo nella predicazione di San Francesco così come nella pittura di Giotto, all’origine dell’arte così come la conosciamo oggi. Lo racconterà dal 14 marzo al 14 giugno di quest’anno la mostra Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, a cura di Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, frutto di una vasta rete di collaborazioni con la regia dei Musei Nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali Umbria.
L’esposizione, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, riunirà oltre 60 opere di artisti che animarono il vivace ambiente artistico di Assisi e dell’Umbria del XIV secolo, da Gubbio a Perugia, da Montefalco a Orvieto, da Spoleto a Foligno. Prestiti da importanti musei italiani ed europei offriranno ai visitatori della Galleria Nazionale dell’Umbria l’occasione di ammirare opere ricomposte dopo secoli di smembramento, lavori mai esposti al pubblico, preziosi dipinti restaurati per l’occasione.

Maestro di Figline, Pietà Fogg., Compianto su Cristo morto, 1330 circa. Tempera e oro su tavola. Harvard Art Museums / Fogg Museum, Gift of Meta and Paul J. Sachs in memory of Grace Norton
Il racconto inizia intorno al 1290, quando il giovane Giotto inizia a lavorare nel cantiere della chiesa superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi: un passaggio cruciale per l’arte europea, dove le immagini forbite e stilizzate di matrice bizantina lasciano il posto a un linguaggio concreto e terreno, capace di catturare la realtà e i sentimenti umani con un’aderenza e un’immediatezza mai viste prima. Il talento innovativo di Giotto si manifesta con forza dirompente, prima nelle Storie di Isacco e poi nella Legenda francescana. In mostra questa fase sarà rappresentata da capolavori come la Madonna di San Giorgio alla Costa, concessa in prestito dalla Diocesi di Firenze, e il Polittico di Badia proveniente dagli Uffizi, seguite dalla preziosissima Madonna col Bambino dell’Asmolean Museum di Oxford.
Pietro Lorenzetti, Madonna col Bambino (Madonna di Monticchiello), 1310-1315 circa. Tempera e oro su tavola. Palazzo Borgia - Museo Diocesano di Pienza
Accanto a Giotto, protagonisti di questa indimenticabile stagione sono Simone Martini e Pietro Lorenzetti, che nel secondo decennio del Trecento portano ad Assisi l’eleganza dello stile senese, lavorando anche loro nella Basilica. Ma la mostra è anche l’occasione per far emergere i molti e talentuosi maestri umbri cresciuti intorno al cantiere francescano, protagonisti di un fermento artistico che avrebbe cambiato il volto della regione: pionieri rimasti a lungo nell’ombra, di cui in molti casi non conosciamo il nome di battesimo, ma che identifichiamo grazie alla spiccata personalità delle loro opere, dal Maestro della Croce di Gubbio al Maestro di Cesi o al Maestro della Croce di Trevi. Del Maestro di Figline, pittore di straordinaria potenza espressiva, potremo osservare un magnifico polittico ricostruito per l’occasione, le cui parti sono oggi smembrate tra il Worcester Art Museum di Worcester, l’Harvard Art Museums di Cambridge, le Courtauld Institute Galleries di Londra, la Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo, la van Heek Collection e il Musée du Petit Palais di Avignone.

Puccio Capanna, Madonna col Bambino e San Francesco. Affresco staccato. Pinacoteca Comunale di Assisi
Il percorso alla Galleria Nazionale dell’Umbria troverà il suo naturale seguito negli affreschi dipinti da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento. Per i più dinamici, inoltre, speciali itinerari tematici inviteranno a percorrere le strade dell’Umbria sulle tracce del Santo. L’eremo di Portaria a Cesi, lo speco di san Francesco e la chiesa di san Francesco a Narni, il Sacro speco francescano di Sant’Urbano, il convento e bosco di Stroncone, la chiesa di san Cristoforo e il convento e chiesa di Santa Maria delle Grazie a Terni, la chiesa e convento di San Francesco a Lugnano in Teverina, il borgo di Alviano sono tra i centri coinvolti nel palinsesto Il Cantico e il creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità, da scoprire tra ottobre e giugno 2026 con visite guidate, passeggiate, incontri ed eventi.

Giotto da Bondone, Pentecoste, 1310-1318. Tempera su tavola. The National Gallery, London
L’esposizione, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, riunirà oltre 60 opere di artisti che animarono il vivace ambiente artistico di Assisi e dell’Umbria del XIV secolo, da Gubbio a Perugia, da Montefalco a Orvieto, da Spoleto a Foligno. Prestiti da importanti musei italiani ed europei offriranno ai visitatori della Galleria Nazionale dell’Umbria l’occasione di ammirare opere ricomposte dopo secoli di smembramento, lavori mai esposti al pubblico, preziosi dipinti restaurati per l’occasione.

Maestro di Figline, Pietà Fogg., Compianto su Cristo morto, 1330 circa. Tempera e oro su tavola. Harvard Art Museums / Fogg Museum, Gift of Meta and Paul J. Sachs in memory of Grace Norton
Il racconto inizia intorno al 1290, quando il giovane Giotto inizia a lavorare nel cantiere della chiesa superiore della Basilica di San Francesco ad Assisi: un passaggio cruciale per l’arte europea, dove le immagini forbite e stilizzate di matrice bizantina lasciano il posto a un linguaggio concreto e terreno, capace di catturare la realtà e i sentimenti umani con un’aderenza e un’immediatezza mai viste prima. Il talento innovativo di Giotto si manifesta con forza dirompente, prima nelle Storie di Isacco e poi nella Legenda francescana. In mostra questa fase sarà rappresentata da capolavori come la Madonna di San Giorgio alla Costa, concessa in prestito dalla Diocesi di Firenze, e il Polittico di Badia proveniente dagli Uffizi, seguite dalla preziosissima Madonna col Bambino dell’Asmolean Museum di Oxford.
Pietro Lorenzetti, Madonna col Bambino (Madonna di Monticchiello), 1310-1315 circa. Tempera e oro su tavola. Palazzo Borgia - Museo Diocesano di Pienza
Accanto a Giotto, protagonisti di questa indimenticabile stagione sono Simone Martini e Pietro Lorenzetti, che nel secondo decennio del Trecento portano ad Assisi l’eleganza dello stile senese, lavorando anche loro nella Basilica. Ma la mostra è anche l’occasione per far emergere i molti e talentuosi maestri umbri cresciuti intorno al cantiere francescano, protagonisti di un fermento artistico che avrebbe cambiato il volto della regione: pionieri rimasti a lungo nell’ombra, di cui in molti casi non conosciamo il nome di battesimo, ma che identifichiamo grazie alla spiccata personalità delle loro opere, dal Maestro della Croce di Gubbio al Maestro di Cesi o al Maestro della Croce di Trevi. Del Maestro di Figline, pittore di straordinaria potenza espressiva, potremo osservare un magnifico polittico ricostruito per l’occasione, le cui parti sono oggi smembrate tra il Worcester Art Museum di Worcester, l’Harvard Art Museums di Cambridge, le Courtauld Institute Galleries di Londra, la Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo, la van Heek Collection e il Musée du Petit Palais di Avignone.

Puccio Capanna, Madonna col Bambino e San Francesco. Affresco staccato. Pinacoteca Comunale di Assisi
Il percorso alla Galleria Nazionale dell’Umbria troverà il suo naturale seguito negli affreschi dipinti da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti nella Basilica di San Francesco ad Assisi e nel Museo del Tesoro del Sacro Convento. Per i più dinamici, inoltre, speciali itinerari tematici inviteranno a percorrere le strade dell’Umbria sulle tracce del Santo. L’eremo di Portaria a Cesi, lo speco di san Francesco e la chiesa di san Francesco a Narni, il Sacro speco francescano di Sant’Urbano, il convento e bosco di Stroncone, la chiesa di san Cristoforo e il convento e chiesa di Santa Maria delle Grazie a Terni, la chiesa e convento di San Francesco a Lugnano in Teverina, il borgo di Alviano sono tra i centri coinvolti nel palinsesto Il Cantico e il creato. San Francesco tra arte, natura e spiritualità, da scoprire tra ottobre e giugno 2026 con visite guidate, passeggiate, incontri ed eventi.

Giotto da Bondone, Pentecoste, 1310-1318. Tempera su tavola. The National Gallery, London
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