A Reggio Emilia dal 24 aprile all’8 giugno la ventesima edizione
Avere vent'anni. Fotografia Europea guarda alla Generazione Z
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Toma Gerzha, Anya e Ilya, Kolchugino 2021 © Toma Gerzha
Samantha De Martin
27/02/2025
Reggio Emilia - “Avessi di nuovo vent’anni…”. A quale adulto non è mai capitato di dirlo? Un pensiero che somiglia a un’evasione, forse pronunciato ad alta voce nel tentativo di tornare a bagnarsi nelle acque della giovinezza e della leggerezza, in un tempo in cui tutto è ancora possibile.
Ma cosa vuol dire per un giovane, oggi, avere vent’anni? Iperconnessi, eppure in molti casi estremamente soli, a tu per tu con un’età ricca di contraddizioni, i ragazzi della Generazione Z stanno riscoprendo l’importanza e la necessità di lottare per i propri diritti e per un futuro più equo.
Soprattutto a loro si rivolge quest’anno l’edizione numero venti di Fotografia Europea, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, atteso dal 24 aprile all’8 giugno a Reggio Emilia, città che torna ad osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e di giovani esordienti.
“Avere vent’anni” è il tema scelto dalla direzione artistica del Festival composta da Tim Clark, Walter Guadagnini e Luce Lebart.
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Luigi Ghirri, Torino, Rivoli, 1985 © Eredi Luigi Ghirri
I Chiostri di San Pietro saranno protagonisti in città accogliendo dieci mostre. Il progetto Daido Moriyama: A retrospective, a cura di Thyago Nogueira dell’Instituto Moreira Salles, racconterà il fotografo giapponese, pioniere della street photography, che nel corso dei suoi sessant’anni di carriera ha esplorato la società giapponese del dopoguerra, raccontando il divario creatosi a seguito dell’occupazione militare del Giappone da parte degli Stati Uniti, tra l’antica tradizione giapponese e l'occidentalizzazione accelerata. Nell’unica tappa in Italia, Moriyama, arriva a Fotografia Europea anche con rari libri fotografici, riviste e installazioni di grandi dimensioni.
Il progetto espositivo Mal de Mer di Claudio Majorana inviterà invece a un viaggio nel complesso universo dell’adolescenza, tra dubbi, domande, paure, pensieri che si muovono spontanei sullo sfondo di paesaggi evocativi: campi estivi, foreste, cimiteri silenziosi e altri spazi della periferia di Vilnius, in Lituania. Se con You don’t die Ghazal Golshiri e Marie Sumalla raccontano la storica rivolta del popolo iraniano all’indomani dalla tragica morte della ventiduenne Mahsa Amini, la fotografa britannica Vinca Petersen raccoglie nel progetto Raves and Riots scatti provenienti dai suoi viaggi in tutta Europa, luoghi che raccontano fotograficamente uno stato d’animo preciso, quel breve momento di totale libertà che si percepisce partecipando a un rave, a un raduno, a una manifestazione. L’illegalità di questi eventi, unita alla tensione che li caratterizza, regala quello che l’autrice chiama la “gioia sovversiva” rivelata da queste immagini. Control Refresh è invece il frutto del lavoro di Toma Gerzha, una giovane fotografa di origini russe cresciuta ad Amsterdam, la cui ricerca si concentra sulla vita e sull'ambiente della Generazione Z in Russia e nell’Europa orientale, influenzata tanto dalle tradizioni quanto dai social media e dalla politica.
Si cambia sede. Palazzo da Mosto sarà la cornice di una serie di progetti che caratterizzano questa edizione, come la committenza di Fotografia Europea - realizzata da Federica Sasso che, con il progetto intitolato Intangibili, si sofferma sulla vita dei giovani caregiver nel territorio di Reggio Emilia - oppure la mostra dedicata ai libri fotografici, i due progetti vincitori della Open Call, la collettiva dello Speciale Dicottoventicinque e quella di WeWorld e infine l'esposizione realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut.
Ra di Martino, Electric Whispers 3, Beirut 2024 © l'artista
La mostra Electric Whispers di Rä di Martino, a cura di Maria Rosa Sossai, esamina l’importanza del ruolo dei luoghi di aggregazione e d'incontro per i giovani che vivono in Libano, in un periodo drammatico, sconvolto dall’acuirsi di conflitti. A partire dal 2023, l’artista si è avvicinata al mondo giovanile per studiare quali fossero i luoghi di incontro virtuali e fisici. Ad abbracciare il festival, numerose altre mostre partner che gravitano intorno ad esso, organizzate dalle più importanti istituzioni culturali cittadine e ospitate nei loro spazi.
La mostra Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia, a cura di Ilaria Campioli, trova invece spazio a Palazzo dei Musei. Il percorso si origina dalle lezioni di fotografia che Ghirri tenne all’Università del Progetto di Reggio Emilia tra il 1989 e il 1990, occasione per ripercorrere la propria produzione e affrontare tematiche a lui care, oltre ad approfondire la storia stessa della fotografia, presentata e inserita dall’autore nel contesto più ampio della storia delle immagini. Sempre Palazzo dei Musei sarà il parterre della 12esima edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, l’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia, in partnership con alcuni festival internazionali, dedicata alla valorizzazione dei talenti della fotografia under 35 in Italia. Documenti e incisioni che abbracciano i primi 20 anni della storia della fotografia nelle collezioni della Fototeca, giunti in Biblioteca tramite donazioni e acquisizioni, conservati con lo scopo di documentare la storia delle tecniche fotografiche, saranno in mostra alla fototeca della Biblioteca Panizzi che partecipa all’edizione del 2025 con l’esposizione Attraverso la luce a cura di Monica Leoni e Elisabeth Sciarretta, con Laura Gasparini.
Il percorso espositivo presenta rari esempi di fotografie su carta salata, numerosi dagherrotipi delle collezioni Mandarino e Davoli, insieme alla prestigiosa collezione di Michael G. Jacob.
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Thaddè Comar, ItsRaining_HowWasYourDream © Thaddè Comar
La mostra Volpe Laila Slim e gli altri. Resistere a vent’anni curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri per Spazio Gerra e e da Massimo Storchi (storico) e Marco Cerri (sociologo) per Istoreco si espande idealmente sulla piazzetta antistante lo Spazio Gerra e sul porticato dell’Isolato San Rocco, fino a Piazza della Vittoria per esplorare la complessità dell'esperienza dei giovani partigiani durante la Resistenza italiana, nel contesto dell'80°anniversario della Liberazione.
La vita quotidiana, le sfide, l’emancipazione di genere, le scelte etiche e il contesto ambientale attiveranno una riflessione su cosa significhi avere vent'anni in un'epoca di conflitti. Collegata al festival, la Collezione Maramotti presenta This Body Made of Stardust, ampia esposizione personale di Viviane Sassen, composta da oltre cinquanta fotografie e un’opera video realizzate dal 2005 al 2025, alle quali si aggiungono alcuni lavori creati appositamente per l’occasione. Sassen invita a entrare nel suo universo poliedrico, onirico e seducente, intriso di Surrealismo, in dialogo con alcune sculture della Collezione Maramotti.
Ad arricchire l’offerta del Festival sarà, come ogni anno, un ampio calendario di appuntamenti tra conferenze, incontri con gli artisti, presentazione di libri, workshop, che accompagnerà i visitatori dalle giornate inaugurali – 24, 25, 26 e 27 aprile – fino all’8 giugno.
Ma cosa vuol dire per un giovane, oggi, avere vent’anni? Iperconnessi, eppure in molti casi estremamente soli, a tu per tu con un’età ricca di contraddizioni, i ragazzi della Generazione Z stanno riscoprendo l’importanza e la necessità di lottare per i propri diritti e per un futuro più equo.
Soprattutto a loro si rivolge quest’anno l’edizione numero venti di Fotografia Europea, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, atteso dal 24 aprile all’8 giugno a Reggio Emilia, città che torna ad osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e di giovani esordienti.
“Avere vent’anni” è il tema scelto dalla direzione artistica del Festival composta da Tim Clark, Walter Guadagnini e Luce Lebart.
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Luigi Ghirri, Torino, Rivoli, 1985 © Eredi Luigi Ghirri
I Chiostri di San Pietro saranno protagonisti in città accogliendo dieci mostre. Il progetto Daido Moriyama: A retrospective, a cura di Thyago Nogueira dell’Instituto Moreira Salles, racconterà il fotografo giapponese, pioniere della street photography, che nel corso dei suoi sessant’anni di carriera ha esplorato la società giapponese del dopoguerra, raccontando il divario creatosi a seguito dell’occupazione militare del Giappone da parte degli Stati Uniti, tra l’antica tradizione giapponese e l'occidentalizzazione accelerata. Nell’unica tappa in Italia, Moriyama, arriva a Fotografia Europea anche con rari libri fotografici, riviste e installazioni di grandi dimensioni.
Il progetto espositivo Mal de Mer di Claudio Majorana inviterà invece a un viaggio nel complesso universo dell’adolescenza, tra dubbi, domande, paure, pensieri che si muovono spontanei sullo sfondo di paesaggi evocativi: campi estivi, foreste, cimiteri silenziosi e altri spazi della periferia di Vilnius, in Lituania. Se con You don’t die Ghazal Golshiri e Marie Sumalla raccontano la storica rivolta del popolo iraniano all’indomani dalla tragica morte della ventiduenne Mahsa Amini, la fotografa britannica Vinca Petersen raccoglie nel progetto Raves and Riots scatti provenienti dai suoi viaggi in tutta Europa, luoghi che raccontano fotograficamente uno stato d’animo preciso, quel breve momento di totale libertà che si percepisce partecipando a un rave, a un raduno, a una manifestazione. L’illegalità di questi eventi, unita alla tensione che li caratterizza, regala quello che l’autrice chiama la “gioia sovversiva” rivelata da queste immagini. Control Refresh è invece il frutto del lavoro di Toma Gerzha, una giovane fotografa di origini russe cresciuta ad Amsterdam, la cui ricerca si concentra sulla vita e sull'ambiente della Generazione Z in Russia e nell’Europa orientale, influenzata tanto dalle tradizioni quanto dai social media e dalla politica.
Si cambia sede. Palazzo da Mosto sarà la cornice di una serie di progetti che caratterizzano questa edizione, come la committenza di Fotografia Europea - realizzata da Federica Sasso che, con il progetto intitolato Intangibili, si sofferma sulla vita dei giovani caregiver nel territorio di Reggio Emilia - oppure la mostra dedicata ai libri fotografici, i due progetti vincitori della Open Call, la collettiva dello Speciale Dicottoventicinque e quella di WeWorld e infine l'esposizione realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut.
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Ra di Martino, Electric Whispers 3, Beirut 2024 © l'artista
La mostra Electric Whispers di Rä di Martino, a cura di Maria Rosa Sossai, esamina l’importanza del ruolo dei luoghi di aggregazione e d'incontro per i giovani che vivono in Libano, in un periodo drammatico, sconvolto dall’acuirsi di conflitti. A partire dal 2023, l’artista si è avvicinata al mondo giovanile per studiare quali fossero i luoghi di incontro virtuali e fisici. Ad abbracciare il festival, numerose altre mostre partner che gravitano intorno ad esso, organizzate dalle più importanti istituzioni culturali cittadine e ospitate nei loro spazi.
La mostra Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia, a cura di Ilaria Campioli, trova invece spazio a Palazzo dei Musei. Il percorso si origina dalle lezioni di fotografia che Ghirri tenne all’Università del Progetto di Reggio Emilia tra il 1989 e il 1990, occasione per ripercorrere la propria produzione e affrontare tematiche a lui care, oltre ad approfondire la storia stessa della fotografia, presentata e inserita dall’autore nel contesto più ampio della storia delle immagini. Sempre Palazzo dei Musei sarà il parterre della 12esima edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, l’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia, in partnership con alcuni festival internazionali, dedicata alla valorizzazione dei talenti della fotografia under 35 in Italia. Documenti e incisioni che abbracciano i primi 20 anni della storia della fotografia nelle collezioni della Fototeca, giunti in Biblioteca tramite donazioni e acquisizioni, conservati con lo scopo di documentare la storia delle tecniche fotografiche, saranno in mostra alla fototeca della Biblioteca Panizzi che partecipa all’edizione del 2025 con l’esposizione Attraverso la luce a cura di Monica Leoni e Elisabeth Sciarretta, con Laura Gasparini.
Il percorso espositivo presenta rari esempi di fotografie su carta salata, numerosi dagherrotipi delle collezioni Mandarino e Davoli, insieme alla prestigiosa collezione di Michael G. Jacob.
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Thaddè Comar, ItsRaining_HowWasYourDream © Thaddè Comar
La mostra Volpe Laila Slim e gli altri. Resistere a vent’anni curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri per Spazio Gerra e e da Massimo Storchi (storico) e Marco Cerri (sociologo) per Istoreco si espande idealmente sulla piazzetta antistante lo Spazio Gerra e sul porticato dell’Isolato San Rocco, fino a Piazza della Vittoria per esplorare la complessità dell'esperienza dei giovani partigiani durante la Resistenza italiana, nel contesto dell'80°anniversario della Liberazione.
La vita quotidiana, le sfide, l’emancipazione di genere, le scelte etiche e il contesto ambientale attiveranno una riflessione su cosa significhi avere vent'anni in un'epoca di conflitti. Collegata al festival, la Collezione Maramotti presenta This Body Made of Stardust, ampia esposizione personale di Viviane Sassen, composta da oltre cinquanta fotografie e un’opera video realizzate dal 2005 al 2025, alle quali si aggiungono alcuni lavori creati appositamente per l’occasione. Sassen invita a entrare nel suo universo poliedrico, onirico e seducente, intriso di Surrealismo, in dialogo con alcune sculture della Collezione Maramotti.
Ad arricchire l’offerta del Festival sarà, come ogni anno, un ampio calendario di appuntamenti tra conferenze, incontri con gli artisti, presentazione di libri, workshop, che accompagnerà i visitatori dalle giornate inaugurali – 24, 25, 26 e 27 aprile – fino all’8 giugno.
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