Lavori in corso nel cuore di Roma
Scavi in Piazza Venezia: le prime rivelazioni
Courtesy Soprintendenza Speciale di Roma
Francesca Grego
05/08/2025
Roma - Una palazzina a più piani risalente al periodo imperiale, destinata a ospitare abitazioni popolari e botteghe, un’antica strada e una fornace medievale: sono le prime scoperte emerse dagli scavi realizzati a Roma nella centralissima Piazza Venezia per la nuova stazione della Metro C. La Città Eterna continua a restituire testimonianze della sua ricchissima storia e l’attesa è notevole in un luogo nevralgico dell’Urbe antica, denso di monumenti come il Colosseo, dal Campidoglio, il Teatro di Marcello, i Fori Imperiali e l’area archeologica di Torre Argentina.
“Ancora una volta la costruzione di una stazione della metropolitana ci fa riscoprire il passato della nostra città”, commenta Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma: “È nel sontuoso palinsesto di varie epoche che torna sotto i nostri occhi e dovrà essere valorizzato al meglio nella futura stazione che risiede il fascino di questo scavo”.
Agli archeologi il compito di interpretare i ritrovamenti che, strato dopo strato, raccontano l’evoluzione di Roma. Il complesso abitativo, riconducibile alla tipologia dell’insula e risalente all’epoca tardo repubblicana o all’inizio di quella imperiale, si trovava a ridosso dell’antica via Flaminia, di cui è stato rinvenuto il tracciato medievale. Nel Medioevo la strada non era più pavimentata con i tipici basoli romani, che probabilmente si trovano a un livello più profondo, bensì da diversi strati di terra battuta, che venivano sovrapposti l’uno all’altro quando il precedente si era deteriorato. Allo stesso periodo risalgono probabilmente alcune calcare - fornaci per trasformare il marmo in calce viva - posizionate sul tracciato della Flaminia per facilitare il trasporto dei blocchi di pietra.
“Il rinvenimento di strutture abitative di epoca romana rappresenta una straordinaria occasione di conoscenza della topografia storica del centro di Roma”, spiega Marta Baumgartner, archeologa della Soprintendenza e responsabile scientifica degli scavi: “Questi resti, riconducibili a edifici residenziali di età imperiale, contribuiscono ad arricchire il quadro urbanistico dell’area inserendo i grandi monumenti conosciuti nel tessuto abitativo”.
Gli edifici che si sono succeduti in Piazza Venezia nel corso del tempo - compresi i palazzi abbattuti per l’allargamento della piazza tra Ottocento e Novecento - hanno di volta in volta inglobato le costruzioni precedenti dando vita a un insieme di complessa interpretazione. Il procedere degli scavi e le successive indagini sui reperti rappresenteranno un passo avanti decisivo per ricostruire l’evoluzione del centro di Roma.
“Ancora una volta la costruzione di una stazione della metropolitana ci fa riscoprire il passato della nostra città”, commenta Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma: “È nel sontuoso palinsesto di varie epoche che torna sotto i nostri occhi e dovrà essere valorizzato al meglio nella futura stazione che risiede il fascino di questo scavo”.
Agli archeologi il compito di interpretare i ritrovamenti che, strato dopo strato, raccontano l’evoluzione di Roma. Il complesso abitativo, riconducibile alla tipologia dell’insula e risalente all’epoca tardo repubblicana o all’inizio di quella imperiale, si trovava a ridosso dell’antica via Flaminia, di cui è stato rinvenuto il tracciato medievale. Nel Medioevo la strada non era più pavimentata con i tipici basoli romani, che probabilmente si trovano a un livello più profondo, bensì da diversi strati di terra battuta, che venivano sovrapposti l’uno all’altro quando il precedente si era deteriorato. Allo stesso periodo risalgono probabilmente alcune calcare - fornaci per trasformare il marmo in calce viva - posizionate sul tracciato della Flaminia per facilitare il trasporto dei blocchi di pietra.
“Il rinvenimento di strutture abitative di epoca romana rappresenta una straordinaria occasione di conoscenza della topografia storica del centro di Roma”, spiega Marta Baumgartner, archeologa della Soprintendenza e responsabile scientifica degli scavi: “Questi resti, riconducibili a edifici residenziali di età imperiale, contribuiscono ad arricchire il quadro urbanistico dell’area inserendo i grandi monumenti conosciuti nel tessuto abitativo”.
Gli edifici che si sono succeduti in Piazza Venezia nel corso del tempo - compresi i palazzi abbattuti per l’allargamento della piazza tra Ottocento e Novecento - hanno di volta in volta inglobato le costruzioni precedenti dando vita a un insieme di complessa interpretazione. Il procedere degli scavi e le successive indagini sui reperti rappresenteranno un passo avanti decisivo per ricostruire l’evoluzione del centro di Roma.
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