Dal 24 maggio al 25 settembre
Una mela di Pistoletto spunta a Caracalla
Terme di Caracalla, Sotterranei. La Mela Reintegrata vista da est | Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma - Foto di Fabio Caricchia
Ludovica Sanfelice
24/05/2016
Roma - Rifulge in tutto il suo candido pallore marmoreo nelle cavità oscure sotto le Terme di Caracalla dove come una sirena ammaliatrice cattura e strega la mente. Qui, con la complicità di Achille Bonito Oliva, ha voluto sistemarla Michelangelo Pistoletto che con questo spazio aveva già stabilito una relazione attraverso il suo "Terzo Paradiso" e con la nuova "Mela Reintegrata" intende portare avanti un discorso coerente. Un discorso che apre anche alle rovine del sito, alle sue imponenti architetture, come una cucitura tra passato e presente.

Così questo frutto intriso di storia e di richiami, monumentale e grandiosamente scolpito in un blocco di marmo puro di Carrara si mostra lacerato da un morso a cui l'artista pone rimedio con dei punti di sutura, anch'essi scolpiti nello stesso marmo. Lungo la cicatrice, nel solco rimarginato, corre il desiderio di conciliare e ricomporre l'artificio e la natura da cui l'uomo si è scollato con quel morso primordiale. Il suo scopo è produrre un nuovo equilibrio.
Comportandosi come l'altro Michelangelo, Pistoletto lavora questa volta con lo sguardo teso a lezioni antiche realizzando un'opera concretamente classica che celebra le abilità progettuali del passato e richiama al presente i suoi nobili materiali. La collocazione storica agisce sull'opera differenziandola profondamente dalla sua variante recentemente inaugurata davanti alla Stazione Centrale di Milano e pur nella somiglianza produce un senso nuovo. Ogni mela ha il suo sapore del resto, ma questa risulta particolarmente tentatrice.
Vedi anche:
Guida d'arte di Roma
Da Carrara a Caracalla. Una Mela trova il suo Paradiso
Una mela di Pistoletto in Piazza del Duomo

Così questo frutto intriso di storia e di richiami, monumentale e grandiosamente scolpito in un blocco di marmo puro di Carrara si mostra lacerato da un morso a cui l'artista pone rimedio con dei punti di sutura, anch'essi scolpiti nello stesso marmo. Lungo la cicatrice, nel solco rimarginato, corre il desiderio di conciliare e ricomporre l'artificio e la natura da cui l'uomo si è scollato con quel morso primordiale. Il suo scopo è produrre un nuovo equilibrio.
Comportandosi come l'altro Michelangelo, Pistoletto lavora questa volta con lo sguardo teso a lezioni antiche realizzando un'opera concretamente classica che celebra le abilità progettuali del passato e richiama al presente i suoi nobili materiali. La collocazione storica agisce sull'opera differenziandola profondamente dalla sua variante recentemente inaugurata davanti alla Stazione Centrale di Milano e pur nella somiglianza produce un senso nuovo. Ogni mela ha il suo sapore del resto, ma questa risulta particolarmente tentatrice.
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