Dal 16 novembre al 21 aprile presso i Musei Civici
A Bassano del Grappa arriva Brassaï. "L'occhio di Parigi" in mostra con 200 scatti
Brassaï, Coppia di amanti in un piccolo caffè in place d’Italie, 1932 c. © Estate Brassaï Succession - Philippe Ribeyrolles
Samantha De Martin
14/11/2024
Vicenza - “Se tutto può diventare banale, tutto può ridiventare meraviglioso: che cos’è il banale se non il meraviglioso impoverito dall’abitudine?”.
Parola di Gyula Halász, in arte Brassaï. Per il poliedrico genio dal multiforme talento, ungherese di nascita, parigino di adozione - che ha sperimentato i sentieri del disegno, della pittura, della scultura - la fotografia era il mezzo perfetto per affrontare il reale. L’obiettivo della macchina fotografica divenne per lui un filtro capace di depurare il mondo dalle convenzioni e dalle consuetudini, trasformando anche l’oggetto più banale in qualcosa di sorprendente.
“L’occhio vivo della fotografia”, come lo definì l’amico scrittore Henry Miller, dal 16 novembre al 21 aprile sarà ospite dei Musei Civici di Bassano del Grappa, protagonista di un nuovo grande capitolo della storia della fotografia nell’ambito della mostra Brassaï. L’occhio di Parigi, in collaborazione con Silvana Editoriale e con l’Estate Brassaï Succession.
Attraverso quasi 200 stampe d’epoca, i curatori Philippe Ribeyrolles e Barbara Guidi consentiranno di conoscere e approfondire l’opera di questo acuto osservatore che, trasferitosi a Parigi nel 1924, immortalò la capitale francese e i suoi abitanti, dai monumenti simbolo ai quartieri operai, dalla gente di strada agli amici artisti e intellettuali, dalle serate di alta moda alla Parigi segreta dei club e delle “case delle illusioni”.

Brassaï, Soirée Haute couture, Paris 1935 © Estate Brassaï Succession - Philippe Ribeyrolles
Se l’amicizia con personaggi del calibro di Picasso, Prévert e Dalí, ma anche la vicinanza al movimento surrealista, consentono a Brassaï di unirsi allo straordinario fermento culturale che investì Parigi in quegli anni, le sue foto ispirano la nascente poetica del Surrealismo. La mostra le abbraccerà in undici sezioni tematiche che faranno immergere il visitatore nelle sofisticate e misteriose atmosfere della capitale francese della prima metà del Novecento, accanto a una selezione di sculture, un arazzo tessuto a partire dalle foto dei graffiti di Brassaï, documenti e oggetti personali dell’artista.
La mostra, patrocinata dalla Regione Veneto, sarà accompagnata dall’omonima pubblicazione in lingua italiana e inglese a cura di Philippe Ribeyrolles, studioso nonché nipote del grande fotografo.
Parola di Gyula Halász, in arte Brassaï. Per il poliedrico genio dal multiforme talento, ungherese di nascita, parigino di adozione - che ha sperimentato i sentieri del disegno, della pittura, della scultura - la fotografia era il mezzo perfetto per affrontare il reale. L’obiettivo della macchina fotografica divenne per lui un filtro capace di depurare il mondo dalle convenzioni e dalle consuetudini, trasformando anche l’oggetto più banale in qualcosa di sorprendente.
“L’occhio vivo della fotografia”, come lo definì l’amico scrittore Henry Miller, dal 16 novembre al 21 aprile sarà ospite dei Musei Civici di Bassano del Grappa, protagonista di un nuovo grande capitolo della storia della fotografia nell’ambito della mostra Brassaï. L’occhio di Parigi, in collaborazione con Silvana Editoriale e con l’Estate Brassaï Succession.
Attraverso quasi 200 stampe d’epoca, i curatori Philippe Ribeyrolles e Barbara Guidi consentiranno di conoscere e approfondire l’opera di questo acuto osservatore che, trasferitosi a Parigi nel 1924, immortalò la capitale francese e i suoi abitanti, dai monumenti simbolo ai quartieri operai, dalla gente di strada agli amici artisti e intellettuali, dalle serate di alta moda alla Parigi segreta dei club e delle “case delle illusioni”.

Brassaï, Soirée Haute couture, Paris 1935 © Estate Brassaï Succession - Philippe Ribeyrolles
Se l’amicizia con personaggi del calibro di Picasso, Prévert e Dalí, ma anche la vicinanza al movimento surrealista, consentono a Brassaï di unirsi allo straordinario fermento culturale che investì Parigi in quegli anni, le sue foto ispirano la nascente poetica del Surrealismo. La mostra le abbraccerà in undici sezioni tematiche che faranno immergere il visitatore nelle sofisticate e misteriose atmosfere della capitale francese della prima metà del Novecento, accanto a una selezione di sculture, un arazzo tessuto a partire dalle foto dei graffiti di Brassaï, documenti e oggetti personali dell’artista.
La mostra, patrocinata dalla Regione Veneto, sarà accompagnata dall’omonima pubblicazione in lingua italiana e inglese a cura di Philippe Ribeyrolles, studioso nonché nipote del grande fotografo.
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