Maiorano. Possibili atmosfere
Serafino Maiorano, Interno Luminoso, 2021
Dal 5 November 2021 al 26 November 2021
Firenze
Luogo: Galleria Pananti Casa d’Aste
Indirizzo: Via Maggio 28/a
Orari: dal lunedì al venerdì 9.30/13.30 – 14.30/18.30
Curatori: Alessandra Maria Sette in collaborazione con Giuliana Lamanda
Telefono per informazioni: +39 055 2741011
E-Mail info: info@pananti.com
Sito ufficiale: http://www.pananti.com
Nel solco dell’eredità del Mecenatismo culturale fiorentino, accanto alle
storiche attività, la Galleria Pananti Casa d’Aste avvia una nuova stagione
dedicata all’arte contemporanea.
Venerdì 5 novembre, alle ore 18, presso la prestigiosa sede di Palazzo Peruzzi
de’ Medici, Filippo Pananti propone ai suoi collezionisti la mostra di Maiorano
Possibili atmosfere, a cura di Alessandra Maria Sette in collaborazione con
Giuliana Lamanda.
L’esposizione, la prima di un ciclo che si snoda nella stagione 2021 – 2022,
presenta al pubblico opere recenti dell’artista Serafino Maiorano. Opere inedite
apriranno i saloni della Galleria, inaugurando questa importante iniziativa
culturale.
Possibili atmosfere Serafino Maiorano, calabrese di nascita e romano di adozione, propone un linguaggio caratterizzato da commistioni, contaminazioni, sconfinamenti tra più tecniche espressive. La fotografia, medium dal quale Maiorano inizia la sua ricerca, diviene una sorta di tela sulla quale l’artista traccia i segni della sua poetica con pochi, sapienti tocchi di colore, pennellate leggere ma decise, che lasciano un solco lieve e al contempo fortemente distintivo. I soggetti privilegiati sono le architetture, espressioni della città nella quale l’artista vive, che sono il suo paesaggio, la sua casa, luoghi concreti e solidi. Questi luoghi, attraverso lame di luce ricreate nello studio e segni cromatici, attraverso una decostruzione e ricostruzione, divengono spazi dell’anima, visioni, dialoghi muti tra il paesaggio e le persone. Noi spettatori riconosciamo Roma, ma non l’abbiamo mai vista con questa prospettiva, con questi occhi, con queste atmosfere. La presenza di monumenti ed edifici, di luoghi interni ed esterni è costante, ma il lavoro di Maiorano non è solo fotografico. Il dato reale sfuma nella visione, la realtà sconfina nell’astrazione e ci restituisce un’emozione piuttosto che una veduta. Le geometrie prendono il sopravvento, governano la composizione, si impongono e guidano lo sguardo dello spettatore verso i punti focali dell’opera. Ed è la luce, anch’essa astratta e inconsistente, la vera protagonista di questi lavori. La luce, che si posa dove vuole, per enfatizzare, e di conseguenza esclude tutto ciò che non interessa. La luce, che trasforma le immagini reali in sogni e visioni.
Possibili atmosfere Serafino Maiorano, calabrese di nascita e romano di adozione, propone un linguaggio caratterizzato da commistioni, contaminazioni, sconfinamenti tra più tecniche espressive. La fotografia, medium dal quale Maiorano inizia la sua ricerca, diviene una sorta di tela sulla quale l’artista traccia i segni della sua poetica con pochi, sapienti tocchi di colore, pennellate leggere ma decise, che lasciano un solco lieve e al contempo fortemente distintivo. I soggetti privilegiati sono le architetture, espressioni della città nella quale l’artista vive, che sono il suo paesaggio, la sua casa, luoghi concreti e solidi. Questi luoghi, attraverso lame di luce ricreate nello studio e segni cromatici, attraverso una decostruzione e ricostruzione, divengono spazi dell’anima, visioni, dialoghi muti tra il paesaggio e le persone. Noi spettatori riconosciamo Roma, ma non l’abbiamo mai vista con questa prospettiva, con questi occhi, con queste atmosfere. La presenza di monumenti ed edifici, di luoghi interni ed esterni è costante, ma il lavoro di Maiorano non è solo fotografico. Il dato reale sfuma nella visione, la realtà sconfina nell’astrazione e ci restituisce un’emozione piuttosto che una veduta. Le geometrie prendono il sopravvento, governano la composizione, si impongono e guidano lo sguardo dello spettatore verso i punti focali dell’opera. Ed è la luce, anch’essa astratta e inconsistente, la vera protagonista di questi lavori. La luce, che si posa dove vuole, per enfatizzare, e di conseguenza esclude tutto ciò che non interessa. La luce, che trasforma le immagini reali in sogni e visioni.
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