Piero Sani. La natura e altri rebus
Piero Sani. La natura e altri rebus, Museo Civico Archeologico, Fiesole (FI)
Dal 6 December 2013 al 6 January 2014
Fiesole | Firenze
Luogo: Museo Civico Archeologico
Indirizzo: via Portigiani 3
Orari: 10-14; chiuso martedì
Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 8
Telefono per informazioni: +39 055 5961293
E-Mail info: infomusei@comune.fiesole.fi.it
Sito ufficiale: http://www.museidifiesole.it
Appuntamento con la pittura di Piero Sani a Fiesole in occasione della sua personale in programma dal 6 dicembre al 6 gennaio nella Sala Costantini del Museo Archeologico.
Tende, panneggi e drappi, così frequenti in primo piano, nella tipica iconografica di Sani, sono sospesi su orizzonti lontani che aprono alla vista dello spettatore il paesaggio toscano, rappresentando così una sorta di sipario. Variopinti tessuti immobili nell’aria, le cui pieghe profonde e le ondulazioni diventano le uniche protagoniste dell’opera.
L’esposizione raccoglie circa 30 dipinti dell’ultimo periodo, e va a formare una sorta di excursus dell’attività artistica di Sani.
“È facile, peraltro, smarrirsi con la mente in simili scenari - spiega Faccenda -. L’aura di incanto che li abita sovrana favorisce illusioni ottiche, conduce l’artista verso intriganti abbandoni cromatici. La tavolozza si adegua celere: improvvisi, balenano colori arditi; rinascono gradazioni di rosa che allagano di stupore cieli immacolati. Una luce chiara, ebbra di vivide fascinazioni, sciama sinuosa fra i dolci declivi delle colline e le romite valli”.
Tende, panneggi e drappi, così frequenti in primo piano, nella tipica iconografica di Sani, sono sospesi su orizzonti lontani che aprono alla vista dello spettatore il paesaggio toscano, rappresentando così una sorta di sipario. Variopinti tessuti immobili nell’aria, le cui pieghe profonde e le ondulazioni diventano le uniche protagoniste dell’opera.
L’esposizione raccoglie circa 30 dipinti dell’ultimo periodo, e va a formare una sorta di excursus dell’attività artistica di Sani.
“È facile, peraltro, smarrirsi con la mente in simili scenari - spiega Faccenda -. L’aura di incanto che li abita sovrana favorisce illusioni ottiche, conduce l’artista verso intriganti abbandoni cromatici. La tavolozza si adegua celere: improvvisi, balenano colori arditi; rinascono gradazioni di rosa che allagano di stupore cieli immacolati. Una luce chiara, ebbra di vivide fascinazioni, sciama sinuosa fra i dolci declivi delle colline e le romite valli”.
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