Futurismo

 

Dal 19 March 2026 al 12 July 2026

Genova

Luogo: Palazzo della Meridiana

Indirizzo: Salita di S. Francesco, 4, 16124 Genova

Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 18 e Sabato, Domenica e Festivi dalle 10 alle 19. Martedì chiuso.

Curatori: Simona Bartolena, Armando Fettolini

Enti promotori:

  • Associazione Amici di Palazzo della Meridiana - APS

Costo del biglietto: € 12,50

Telefono per informazioni: 010 2541996

Sito ufficiale: http://www.palazzodellameridiana.it/futurismo_mostra_genova/


Dal 19 marzo al 12 luglio 2026 Palazzo della Meridiana di Genova ospita la mostra “Futurismo”, curata da Simona Bartolena con la collaborazione di Armando Fettolini e promossa dall’Associazione Amici di Palazzo della Meridiana – APS.

Negli ultimi anni il ruolo del Futurismo nel panorama delle Avanguardie di inizio Novecento è stato ampiamente riconosciuto anche a livello internazionale. La mostra genovese sceglie di approfondire un capitolo meno indagato ma fondamentale: il secondo Futurismo, concentrandosi in particolare sugli anni Venti e Trenta, fase in cui il movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti entra in una nuova stagione espressiva e comunicativa.

Rumoroso, dinamico, visionario, capace di attraversare linguaggi e discipline diverse, il Futurismo rappresenta uno snodo cruciale nel passaggio dell’Italia alla modernità. La mostra ne indaga la natura poliedrica e la diffusione capillare, con un’attenzione speciale alla Liguria, territorio che ebbe un ruolo significativo nello sviluppo del movimento.

Grazie alla collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Genova, la Wolfsoniana, il Museo Campari, con sede a Sesto San Giovanni (MI), archivi d’artista e importanti collezioni private, il percorso espositivo presenta opere celebri accanto a lavori meno noti, offrendo nuove prospettive di lettura su una stagione ancora ricca di spunti critici.

“Negli ultimi anni si è parlato molto di Futurismo, eppure l’avanguardia di Marinetti ha ancora molto da raccontare. Questa mostra ne mette in luce alcuni aspetti sorprendenti, meno noti, quali la sua capillare diffusione nella penisola, la notevole capacità di radicarsi nei singoli territori, e la sua azione multidisciplinare, che investe tutti i campi della creatività e del sapere. Il Futurismo ha ampiamente contribuito alla sprovincializzazione e all’evoluzione della cultura italiana, con un’apertura verso il contesto internazionale e una libertà espressiva che hanno ancora tantissimo da insegnare. In mostra ci sarà anche un Futurismo poco visto, tutto da scoprire, con opere rare e interessantissime, che ben testimonieranno la forza e l’originalità di questo movimento culturale”, dichiara Simona Bartolena, storica dell’arte e curatrice della mostra.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA

Il percorso si articola in sezioni tematiche che accompagnano il visitatore alla scoperta di un Futurismo diverso, diffuso, sorprendentemente attuale.

Un altro Futurismo introduce la seconda fase del movimento, con particolare attenzione all’aeropittura, espressione emblematica degli anni Venti e Trenta, in cui il volo e la visione dall’alto diventano simbolo di modernità e slancio verso il futuro. In mostra opere di Enrico Prampolini, Fillia, Gerardo Dottori, Tato, Barbara e un giovane Bruno Munari, agli inizi del suo percorso artistico.

Un Universo futurista approfondisce la straordinaria capacità del movimento di invadere ogni ambito della vita culturale: più di cinquanta manifesti testimoniano un’attività che spazia dal cinema alla letteratura, dalla musica al teatro, dalla moda alla pubblicità. In questa sezione trovano spazio bozzetti per arti applicate di Giacomo Balla, gli Intonarumori di Luigi Russolo, le opere visionarie di Fortunato Depero, ceramiche di Albissola legate a Tullio Mazzotti, arazzi M.I.T.A. e un focus dedicato all’esperienza Campari, esempio emblematico del nuovo rapporto tra arte e comunicazione.

Liguria: terra futurista mette in luce la diffusione del movimento sul territorio regionale, dalle esperienze precoci di Sexto Canegallo e Giuseppe Cominetti fino agli sviluppi degli anni Quaranta. Genova, definita da Marinetti nel 1915 “la città futurista per eccellenza”, ma anche La Spezia, Savona e Albisola diventano nodi fondamentali di una rete culturale vivace e articolata.

CONTRIBUTI IN CATALOGO

La mostra si avvale del coinvolgimento di Matteo Fochessati, direttore della Wolfsoniana, che firma un saggio in catalogo dedicato a uno degli aspetti più significativi del secondo Futurismo: «La Liguria ha rappresentato un laboratorio originale e dinamico del futurismo italiano: da Genova ad Albissola, da Savona alla Spezia, il movimento ha trovato qui un terreno fertile grazie alla vocazione industriale, alla ricerca tecnologica e a una rete di artisti e manifatture capaci di tradurre le istanze d’avanguardia in sperimentazioni concrete, dalla pittura alla ceramica, dall’editoria alle arti applicate. Un’esperienza forse frammentaria, ma profondamente innovativa, che ha contribuito in modo significativo alla storia del futurismo nazionale e internazionale.».


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