Giuseppe Camerini. Orme nel tempo 2017
Giuseppe Camerini, Flessuosità
Dal 7 Giugno 2017 al 16 Giugno 2017
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Gli Eroici Furori arte contemporanea
Indirizzo: via Melzo 30
Orari: da martedì a venerdì 15:30-19; mattina e sabato su appuntamento
Curatori: Alessia Locatelli
Telefono per informazioni: +39 02 3764 8381
E-Mail info: silvia.agliotti@furori.it
Sito ufficiale: http://www.furori.it
Inaugura il 7 Giugno 2017 alle 18.30 “Orme nel tempo 2017” la mostra personale del pittore milanese Giuseppe Camerini, negli spazi della Galleria di arte contemporanea Gli Eroici Furori situata nel cuore della Milano Liberty.
Giuseppe Camerini (Milano,1938) si laurea in ingegneria, ma per tutta la sua esistenza ricerca la bellezza, l'armonia, il complesso gioco di relazione tra la casualità e le regole della matematica. Le arti visive ed in particolare la pittura e la scultura, dopo un primo approccio figurativo, ben sembrano accordarsi alla complessa ricerca dell'artista. Attraverso algoritmi atti a sviluppare differenti relazioni - che l’artista decide di esplorare - ottiene opere che quasi paiono elaborazioni strutturate: partendo da rapporti di supplementarietà, complementarietà, simmetria, secondo le scelte di relazione matematica che l’artista ritiene opportuno utilizzare, seguendo le sue suggestioni. Opere che si basano sulla riproduzione visiva di funzioni capaci di elaborare strutture anche molto complesse come l'Isola Ideale: rappresentazione artistica di un frattale al 12° stadio di sviluppo ottenuta grazie all'uso di un software, realizzato come tutti gli altri dal suo collaboratore per i calcoli Andrea Cavalli.
Suggestioni nuove, insolite per una percezione associata d’abitudine a formule matematiche dall'ardua comprensione. Lo sguardo dell'osservatore rimane così sospeso tra la logica del pensiero formale e la creatività misurata dalla mano dell'artista, pronto ad aprirsi verso nuove inedite visioni.
Giuseppe Camerini è un artista che affida alle leggi matematiche la funzione di generatrici di armonie formali, decidendo in autonomia gli equilibri cromatici e compositivi capaci di dare perfezione estetica finale alla composizione.
“Le forme create dal matematico, come quelle create dal pittore o dal poeta, devono essere belle (...) Le idee, come i colori o le parole, devono legarsi armoniosamente.
La bellezza è il requisito fondamentale”.
E’ una citazione del matematico britannico Godfrey Harold Hardy, molto in sintonia con il risultato artistico ottenuto da Giuseppe Camerini.
In galleria sarà presente una selezione accurata di opere di grafica, scultura e pittura che ripropongono i primi lavori di figurazione sino ad arrivare all’essenzialità strutturata della produzione odierna, al fine di ripercorrere un'antologia dei principali lavori dell'artista con un focus particolare sulle produzioni più attuali, presenti anche nel nuovo compendio al catalogo edito - e realizzato per l'occasione - dall'Editoriale Giorgio Mondadori. I visitatori della mostra a Gli Eroici Furori potranno inoltre fare una particolare esperienza emotiva attraverso un’ installazione in galleria riconducibile ad un’opera presente in esposizione.
Giuseppe Camerini Nasce a Milano nel 1938, dove attualmente vive e lavora. Si laurea in Ingegneria chimica al Politecnico della sua città. Sin dagli anni successivi alla laurea, coltiva lo studio della matematica e delle sue applicazioni. Per anni dirige una fabbrica per la produzione di ossidi di piombo e affianca al lavoro una profonda passione per l’arte, per la letteratura e per gli studi matematici. Attraverso le sue numerose attività Camerini esprime in maniera caleidoscopica una forte necessità di comunicare e di astrarre dalla realtà qualcosa di essenziale: la bellezza, che egli ritrova nelle forme geometriche, nella purezza delle linee, nelle formule matematiche. Aspetti, questi, che sono parte integrante del reale e quindi della sua arte, in cui la realtà oggettuale, vista dalle angolazioni più pure e limpide, non è fine a se stessa, ma specchio di un’armonia formale che Camerini definisce “un sentimento profondo che tenga tutto il campo, per esempio quello della solitudine o di una quieta contemplazione”.
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