Quayola. Strata #1
Quayola. Strata #1, Palazzo Citterio | Ledwall, Milano
Dal 18 September 2025 al 11 January 2026
Milano
Luogo: Palazzo Citterio | Ledwall
Indirizzo: Via Brera 12
Orari: da giovedì a domenica, 14.00-19.00 Fino a dicembre 2025, ogni primo sabato del mese, 10.00-19.00
Enti promotori:
- In collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale
Costo del biglietto: Ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://palazzocitterio.org
A Milano, all’interno di Palazzo Citterio prosegue il programma espositivo sviluppato dalla Pinacoteca di Brera insieme al Museo nazionale dell’Arte digitale (MNAD), dedicato a indagare il rapporto tra patrimonio e nuove tecnologie.
In questo quadro, dal 18 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio ospita Strata #1 di Quayola, installazione video che reinterpreta la volta della Chiesa del Gesù a Roma attraverso variazioni algoritmiche.
L’opera, recentemente acquisita per il MNAD, trasforma i codici cromatici e geometrici del barocco romano che si dissolvono in configurazioni astratte, rivelando una nuova estetica non-umana. In questa continua metamorfosi, il patrimonio storico diventa materia viva per esplorare la tensione tra memoria e futuro, figurazione e astrazione. Il ledwall si offre come superficie di traduzione: da un lato la tradizione, dall’altro le possibilità infinite aperte dalla computazione. Si tratta di attraversare il passato con nuovi strumenti, come se lo sguardo digitale fosse in grado di svelarne ulteriori strati, invisibili all’occhio umano.
“A partire da un accurato studio della volta barocca della Chiesa del Gesù a Roma – afferma Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell'Arte digitale- Quayola con Strata#1 ci invita a rileggere l’opera come palinsesto che si compone e si arricchisce continuamente, attraverso nuovi sguardi, strumenti e nuove forme di interrogazione e creatività, delineando una linea di continuità fra patrimonio storico e arte digitale”.
Quayola, riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali interpreti dell’arte digitale, propone così una riflessione radicale: nel cuore di Brera, luogo di memoria e conoscenza, Strata #1 celebra l’instabilità come forma di bellezza. È un invito a contemplare la tradizione non come icona immobile, ma come campo aperto a nuove genealogie visive.
Strata #1 fa parte di una serie di opere selezionate per il Museo da Maria Grazia Mattei, direttrice del MEET – Digital Culture Center.
“L'arte digitale - sottolinea Maria Grazia Mattei- deve essere derubricata come fatto tecnologico e scritta nel capitolo dell'arte contemporanea. Quayola si collega alla storia d'arte e ripropone una lettura delle opere d'arte più significative del nostro passato rielaborando un percorso che fa risuonare quelle visioni dentro ciascuno di noi in modo originale. In un certo senso rappresenta un ponte perfetto tra passato e futuro, una riconciliazione tra arte e tecnologia”.
L’opera è stata acquisita dal Museo nazionale dell’Arte digitale grazie al PAC/MIC 2024 -Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Davide Quayola
Quayola impiega la tecnologia come lente per esplorare le tensioni e gli equilibri tra forze apparentemente opposte: il reale e l’artificiale, il figurativo e l’astratto, il vecchio e il nuovo. La pittura paesaggista, la scultura e l’iconografia classica sono alcune delle estetiche tradizionali di cui si serve come punto di partenza per le sue opere d’arte ibride e installazioni immersive.
Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali tra le quali V&A Museum di Londra, Park Avenue Armory di New York; National Art Center di Tokyo; UCCA di Pechino, How Art Museum di Shanghai, SeMA di Seoul; Palais de Tokyo di Parigi; Ars Electronica Festival di Linz; Sonar Festival di Barcellona e al Sundance Film Festival. Nel 2013 è stato premiato con il Golden Nica ad Ars Electronica.
In questo quadro, dal 18 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, il grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio ospita Strata #1 di Quayola, installazione video che reinterpreta la volta della Chiesa del Gesù a Roma attraverso variazioni algoritmiche.
L’opera, recentemente acquisita per il MNAD, trasforma i codici cromatici e geometrici del barocco romano che si dissolvono in configurazioni astratte, rivelando una nuova estetica non-umana. In questa continua metamorfosi, il patrimonio storico diventa materia viva per esplorare la tensione tra memoria e futuro, figurazione e astrazione. Il ledwall si offre come superficie di traduzione: da un lato la tradizione, dall’altro le possibilità infinite aperte dalla computazione. Si tratta di attraversare il passato con nuovi strumenti, come se lo sguardo digitale fosse in grado di svelarne ulteriori strati, invisibili all’occhio umano.
“A partire da un accurato studio della volta barocca della Chiesa del Gesù a Roma – afferma Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell'Arte digitale- Quayola con Strata#1 ci invita a rileggere l’opera come palinsesto che si compone e si arricchisce continuamente, attraverso nuovi sguardi, strumenti e nuove forme di interrogazione e creatività, delineando una linea di continuità fra patrimonio storico e arte digitale”.
Quayola, riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali interpreti dell’arte digitale, propone così una riflessione radicale: nel cuore di Brera, luogo di memoria e conoscenza, Strata #1 celebra l’instabilità come forma di bellezza. È un invito a contemplare la tradizione non come icona immobile, ma come campo aperto a nuove genealogie visive.
Strata #1 fa parte di una serie di opere selezionate per il Museo da Maria Grazia Mattei, direttrice del MEET – Digital Culture Center.
“L'arte digitale - sottolinea Maria Grazia Mattei- deve essere derubricata come fatto tecnologico e scritta nel capitolo dell'arte contemporanea. Quayola si collega alla storia d'arte e ripropone una lettura delle opere d'arte più significative del nostro passato rielaborando un percorso che fa risuonare quelle visioni dentro ciascuno di noi in modo originale. In un certo senso rappresenta un ponte perfetto tra passato e futuro, una riconciliazione tra arte e tecnologia”.
L’opera è stata acquisita dal Museo nazionale dell’Arte digitale grazie al PAC/MIC 2024 -Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Davide Quayola
Quayola impiega la tecnologia come lente per esplorare le tensioni e gli equilibri tra forze apparentemente opposte: il reale e l’artificiale, il figurativo e l’astratto, il vecchio e il nuovo. La pittura paesaggista, la scultura e l’iconografia classica sono alcune delle estetiche tradizionali di cui si serve come punto di partenza per le sue opere d’arte ibride e installazioni immersive.
Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali tra le quali V&A Museum di Londra, Park Avenue Armory di New York; National Art Center di Tokyo; UCCA di Pechino, How Art Museum di Shanghai, SeMA di Seoul; Palais de Tokyo di Parigi; Ars Electronica Festival di Linz; Sonar Festival di Barcellona e al Sundance Film Festival. Nel 2013 è stato premiato con il Golden Nica ad Ars Electronica.
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