Rodolfo Aricò. Pittura inquieta. Anni Novanta
Rodolfo Aricò. Pittura inquieta. Anni Novanta, Gallerie d'Italia, Milano
Dal 3 Ottobre 2014 al 18 Gennaio 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Gallerie d'Italia
Indirizzo: piazza della Scala 6
Orari: da martedì a domenica 9.30-19.30; giovedì 9.30-22.30
Curatori: Francesca Pola
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: 800 167619
E-Mail info: info@gallerieditalia.com
Sito ufficiale: http://www.gallerieditalia.com
Intesa Sanpaolo, in collaborazione con l’Archivio Rodolfo Aricò, presenta dal 3 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, a Milano, nelle Gallerie d’Italia - Piazza Scala, polo museale della Banca, l’esposizione monografica Rodolfo Aricò. Pittura inquieta, curata da Francesca Pola nell’ambito del progetto Cantiere del ’900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, realizzato da Francesco Tedeschi.
La mostra ha come fulcro l’ultima stagione creativa di Rodolfo Aricò (Milano, 1930-2002), uno tra i protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del XX secolo, punto di riferimento di quella corrente internazionale che negli Stati Uniti prende il nome di Post-Minimal Painting (Pittura Analitica nella definizione italiana), una riflessione intima dell’artista sul suo ruolo e sul fare pittura che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà.
Come per le altre quattro Monographiae proposte al pubblico negli ultimi 18 mesi – mostre di approfondimento su tematiche o su autori presenti nella collezione del Novecento di Intesa Sanpaolo – l’esposizione sarà arricchita da un percorso multimediale, realizzato con Zenit Arti Audiovisive e costruito con la documentazione messa a disposizione in gran parte dall’Archivio Rodolfo Aricò, che approfondisce il percorso creativo dell’artista, focalizzando l’attenzione sulla sua produzione artistica e letteraria degli anni Novanta, con cataloghi, foto e documenti.
Il progetto Cantiere del ’900
L’immagine del “cantiere” è stata scelta dal curatore Francesco Tedeschi come filo conduttore del primo progetto espositivo dedicato all’arte del Novecento alle Gallerie di Piazza Scala per le sue molteplici proprietà e significati.
Il “cantiere” ha sempre il carattere dell’attesa e del provvisorio, ma soprattutto incarna il senso della fase di elaborazione, di uno stato di trasformazione che porta a immaginare o a costruire il futuro.
Il cantiere può anche semplicemente essere identificato con il momento dello scavo. In archeologia, “aprire un cantiere” o “condurre un cantiere” significa avviare e sviluppare una ricerca finalizzata a una “ri-costruzione”.
Parlare di un “cantiere del Novecento” significa in primo luogo partire dalla constatazione che l’arte del Ventesimo secolo, nel suo insieme, sia un importante terreno di esplorazione e dia spazio a una costruzione o ricostruzione della storia della recente modernità che permette ulteriori interventi, letture interpretative, forme di presentazione. I materiali che essa fornisce sono infatti apparentemente ben noti, ma possono richiedere altre ipotesi di elaborazione.
Nasce quindi con questa idea aperta e in evoluzione Cantiere del ‘900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, il primo allestimento dedicato alle collezioni del XX secolo della Banca che presenta una selezione di quasi duecento opere fra le oltre tremila che compongono le collezioni del Gruppo. In futuro, altre iniziative potranno dunque andare ad arricchire e ampliare l’attività del nuovo spazio espositivo, con l’obiettivo di presentare autori, opere e argomenti riguardanti l’arte italiana del secondo Novecento sotto diversi profili, tra loro coordinati, ma anche diversificati per prospettiva e focale.
La mostra ha come fulcro l’ultima stagione creativa di Rodolfo Aricò (Milano, 1930-2002), uno tra i protagonisti dell’arte italiana della seconda metà del XX secolo, punto di riferimento di quella corrente internazionale che negli Stati Uniti prende il nome di Post-Minimal Painting (Pittura Analitica nella definizione italiana), una riflessione intima dell’artista sul suo ruolo e sul fare pittura che si distacca completamente dai condizionamenti della realtà.
Come per le altre quattro Monographiae proposte al pubblico negli ultimi 18 mesi – mostre di approfondimento su tematiche o su autori presenti nella collezione del Novecento di Intesa Sanpaolo – l’esposizione sarà arricchita da un percorso multimediale, realizzato con Zenit Arti Audiovisive e costruito con la documentazione messa a disposizione in gran parte dall’Archivio Rodolfo Aricò, che approfondisce il percorso creativo dell’artista, focalizzando l’attenzione sulla sua produzione artistica e letteraria degli anni Novanta, con cataloghi, foto e documenti.
Il progetto Cantiere del ’900
L’immagine del “cantiere” è stata scelta dal curatore Francesco Tedeschi come filo conduttore del primo progetto espositivo dedicato all’arte del Novecento alle Gallerie di Piazza Scala per le sue molteplici proprietà e significati.
Il “cantiere” ha sempre il carattere dell’attesa e del provvisorio, ma soprattutto incarna il senso della fase di elaborazione, di uno stato di trasformazione che porta a immaginare o a costruire il futuro.
Il cantiere può anche semplicemente essere identificato con il momento dello scavo. In archeologia, “aprire un cantiere” o “condurre un cantiere” significa avviare e sviluppare una ricerca finalizzata a una “ri-costruzione”.
Parlare di un “cantiere del Novecento” significa in primo luogo partire dalla constatazione che l’arte del Ventesimo secolo, nel suo insieme, sia un importante terreno di esplorazione e dia spazio a una costruzione o ricostruzione della storia della recente modernità che permette ulteriori interventi, letture interpretative, forme di presentazione. I materiali che essa fornisce sono infatti apparentemente ben noti, ma possono richiedere altre ipotesi di elaborazione.
Nasce quindi con questa idea aperta e in evoluzione Cantiere del ‘900. Opere dalle collezioni Intesa Sanpaolo, il primo allestimento dedicato alle collezioni del XX secolo della Banca che presenta una selezione di quasi duecento opere fra le oltre tremila che compongono le collezioni del Gruppo. In futuro, altre iniziative potranno dunque andare ad arricchire e ampliare l’attività del nuovo spazio espositivo, con l’obiettivo di presentare autori, opere e argomenti riguardanti l’arte italiana del secondo Novecento sotto diversi profili, tra loro coordinati, ma anche diversificati per prospettiva e focale.
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