Fausto Roma. Le Terre del Caffè
Fauto Roma. Le Terre del Caffè, Complesso del Vittoriano, Roma
Dal 16 Aprile 2014 al 18 Maggio 2014
Luogo: Complesso del Vittoriano
Indirizzo: piazza Ara Coeli
Curatori: Claudio Strinati
Telefono per informazioni: +39 06 3225380
E-Mail info: p.polidoro@comunicareorganizzando.it
Sito ufficiale: http://www.faustoroma.it
La mostra “Le Terre del Caffè”, ospitata al Complesso del Vittoriano dal 16 aprile al 18 maggio 2014, propone circa trenta opere di Fausto Roma. L’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire un percorso nel quale lo spazio stesso diventa parte integrante delle opere esposte, un viaggio intorno alla Terra vista dall’alto con gli occhi dall’artista, un immaginario giro del mondo sulla linea dell’Equatore attraverso le Terre da cui prendono origine i semi del caffè.
«Ciò che ha sostenuto sempre il lavoro di Fausto Roma è la capacità di pensare strutturalmente, cioè la sua astrazione, che in un certo senso è fatta di concretezza. In lui c’è una tendenza molto forte alla costruzione della forma, della pura forma, ma questa tendenza è sempre legata ad un afflato morale, al desiderio di dare un messaggio, un messaggio di energia, un afflato che è sempre presente nelle sue opere», scrive Claudio Strinati, curatore della mostra. «Tutto in lui è lieve e ben costruito e, come gli antichi, il maestro è ideatore e costruttore dei simboli che mette in scena».
«Fausto Roma è innegabilmente un personaggio eccentrico nel paesaggio attuale delle arti in Italia. Sembra possedere un buon umore visivo che innegabilmente va contro tendenza. Ama il colore, e il segno che lo articola come se fosse una scrittura indecifrata. Sembra un narratore, di quelli curiosi apparsi da una sorta di magia arcana. Uno scrittore descrittore della propria pittura», così ne parla Philippe Daverio, autore di uno dei testi critici in catalogo.
«Ciò che ha sostenuto sempre il lavoro di Fausto Roma è la capacità di pensare strutturalmente, cioè la sua astrazione, che in un certo senso è fatta di concretezza. In lui c’è una tendenza molto forte alla costruzione della forma, della pura forma, ma questa tendenza è sempre legata ad un afflato morale, al desiderio di dare un messaggio, un messaggio di energia, un afflato che è sempre presente nelle sue opere», scrive Claudio Strinati, curatore della mostra. «Tutto in lui è lieve e ben costruito e, come gli antichi, il maestro è ideatore e costruttore dei simboli che mette in scena».
«Fausto Roma è innegabilmente un personaggio eccentrico nel paesaggio attuale delle arti in Italia. Sembra possedere un buon umore visivo che innegabilmente va contro tendenza. Ama il colore, e il segno che lo articola come se fosse una scrittura indecifrata. Sembra un narratore, di quelli curiosi apparsi da una sorta di magia arcana. Uno scrittore descrittore della propria pittura», così ne parla Philippe Daverio, autore di uno dei testi critici in catalogo.
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