Sergio Agosti: Off Loom | Oltre il telaio
Sergio Agosti, Ambiguità del segno
Dal 12 May 2023 al 30 May 2023
Chieri | Torino
Luogo: Museo del Tessile di Chieri
Indirizzo: Via Santa Clara 10
Orari: sabato 14-18, martedì 10-12. Gradita la prenotazione: prenotazioni@fmtessilchieri.org
Curatori: Silvana Nota
Costo del biglietto: 3 euro (museo + mostra)
Sito ufficiale: http://www.fmtessilchieri.org
Venerdì 12 maggio, alle ore 16.00, al Museo del Tessile di Chieri, si inaugura la mostra «Sergio Agosti: Off Loom | Oltre il telaio», curata da Silvana Nota e ospitata fino al 30 maggio.
Pittore, scultore, incisore, Sergio Agosti (1933-2003) è stato un artista poliedrico e raffinato che nella sua ricerca di matrice concettuale ha sperimentato l’olio e l’encausto, la stratificazione dei cartoni vegetali, il collage anche con l’utilizzo di carte di riso giapponesi, l’acquaforte, la litografia e la calcografia per la realizzazione di libri d’artista, fino ad arrivare ai Mandala creati con pigmenti in polvere e minerali su supporti cartacei.
A partire dagli anni Settanta, Sergio Agosti sviluppa un inedito ciclo di lavori nei quali impiega l’elemento tessile, anticipando in Italia le innovative esperienze internazionali collegate al movimento artistico della Fiber Art.
Formatosi a Piacenza, Agosti debutta giovanissimo, appena ventiduenne, inaugurando con la sua prima mostra personale un’attività espositiva ininterrotta negli anni a venire soprattutto in Italia ma anche partecipazioni in eventi di respiro internazionale. Nel 1961 si trasferisce a Torino e successivamente a Chieri, dove vivrà fino alla morte, avvenuta nel 2003, e dove nel 1972 riceverà il prestigioso Premio “Navetta d’Oro”. Nell’atelier chierese del Maestro nasce la sua più vasta produzione di opere d’arte
La mostra «Sergio Agosti: Off Loom | Oltre il telaio» vuole essere - a novanta anni dalla nascita e a venti dalla scomparsa - un omaggio ad un pioniere dell’arte tessile attraverso dodici opere facenti parte dellaCollezione civica Trame d’Autore, a cui si aggiungono alcuni prestiti della famiglia dell’Artista.
Scrive la curatrice della mostra, Silvana Nota: «Artista di straordinario rigore e al tempo stesso lieve e lirico nel timbro inconfondibile della sua cifra stilistica, Sergio Agosti è stato un grande sperimentatore che ha percorso senza sosta la via della ricerca come disciplina indispensabile al raggiungimento della simbiosi armonica tra elaborazione poetica e sviluppo segnico-formale. In questa dimensione, dove trovano espressione la scultura, il collage, la calcografia, la serigrafia, le carte giapponesi, i libri d’artista, l’assemblage e la poesia visuale, avviene l’incontro, negli anni Settanta, con l’elemento tessile del quale ne intuisce il potenziale racchiuso nel millenario giacimento di memorie e di bellezza. Inizia così una rilevante produzione di lavori che si distinguono per connotazioni di avanguardia sul versante del movimento internazionale della Fiber Art, che proprio in quegli anni trova una sua precisa identità, e che a Chieri, dove Agosti ha vissuto e avuto il suo studio, troverà a partire dal 1998 un riferimento importante grazie alle Biennali chieresi che hanno visto l’approdo di artisti da tutto il mondo».
Nell’atmosfera rarefatta della sala della “Porta del Tessile”, un tempo cappella del convento di Santa Chiara d’impianto quattrocentesco, si possono ammirare eleganti Arazzi non convenzionali, gli Assemblage, i Teatrini, le Pietre cucite, i lavori realizzati con la tela Bandera chierese, sculture e installazioni che sanno catturare l’attenzione per il loro profondo significato, per la bellezza delicata e onirica, e che rappresentano un veicolo importante per parlare al grande pubblico, come agli esperti, delle molteplici possibilità espressive dell’antica tradizione tessile chierese, che Sergio Agosti ha mirabilmente declinato in arte di matrice concettuale.
Pittore, scultore, incisore, Sergio Agosti (1933-2003) è stato un artista poliedrico e raffinato che nella sua ricerca di matrice concettuale ha sperimentato l’olio e l’encausto, la stratificazione dei cartoni vegetali, il collage anche con l’utilizzo di carte di riso giapponesi, l’acquaforte, la litografia e la calcografia per la realizzazione di libri d’artista, fino ad arrivare ai Mandala creati con pigmenti in polvere e minerali su supporti cartacei.
A partire dagli anni Settanta, Sergio Agosti sviluppa un inedito ciclo di lavori nei quali impiega l’elemento tessile, anticipando in Italia le innovative esperienze internazionali collegate al movimento artistico della Fiber Art.
Formatosi a Piacenza, Agosti debutta giovanissimo, appena ventiduenne, inaugurando con la sua prima mostra personale un’attività espositiva ininterrotta negli anni a venire soprattutto in Italia ma anche partecipazioni in eventi di respiro internazionale. Nel 1961 si trasferisce a Torino e successivamente a Chieri, dove vivrà fino alla morte, avvenuta nel 2003, e dove nel 1972 riceverà il prestigioso Premio “Navetta d’Oro”. Nell’atelier chierese del Maestro nasce la sua più vasta produzione di opere d’arte
La mostra «Sergio Agosti: Off Loom | Oltre il telaio» vuole essere - a novanta anni dalla nascita e a venti dalla scomparsa - un omaggio ad un pioniere dell’arte tessile attraverso dodici opere facenti parte dellaCollezione civica Trame d’Autore, a cui si aggiungono alcuni prestiti della famiglia dell’Artista.
Scrive la curatrice della mostra, Silvana Nota: «Artista di straordinario rigore e al tempo stesso lieve e lirico nel timbro inconfondibile della sua cifra stilistica, Sergio Agosti è stato un grande sperimentatore che ha percorso senza sosta la via della ricerca come disciplina indispensabile al raggiungimento della simbiosi armonica tra elaborazione poetica e sviluppo segnico-formale. In questa dimensione, dove trovano espressione la scultura, il collage, la calcografia, la serigrafia, le carte giapponesi, i libri d’artista, l’assemblage e la poesia visuale, avviene l’incontro, negli anni Settanta, con l’elemento tessile del quale ne intuisce il potenziale racchiuso nel millenario giacimento di memorie e di bellezza. Inizia così una rilevante produzione di lavori che si distinguono per connotazioni di avanguardia sul versante del movimento internazionale della Fiber Art, che proprio in quegli anni trova una sua precisa identità, e che a Chieri, dove Agosti ha vissuto e avuto il suo studio, troverà a partire dal 1998 un riferimento importante grazie alle Biennali chieresi che hanno visto l’approdo di artisti da tutto il mondo».
Nell’atmosfera rarefatta della sala della “Porta del Tessile”, un tempo cappella del convento di Santa Chiara d’impianto quattrocentesco, si possono ammirare eleganti Arazzi non convenzionali, gli Assemblage, i Teatrini, le Pietre cucite, i lavori realizzati con la tela Bandera chierese, sculture e installazioni che sanno catturare l’attenzione per il loro profondo significato, per la bellezza delicata e onirica, e che rappresentano un veicolo importante per parlare al grande pubblico, come agli esperti, delle molteplici possibilità espressive dell’antica tradizione tessile chierese, che Sergio Agosti ha mirabilmente declinato in arte di matrice concettuale.
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