Compelled by Fright and Beauty - Biennale Arte Venezia 2026
Dubravka Losic, Sharks, 1986 - 2026, mixed media, ph: Veronica Arevalo © NMMU
Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Zorzi - Padiglione Croazia
Indirizzo: Castello 4930, Salizada Zorzi
Curatori: Branko Franceschi (curator)
Enti promotori:
- Ministry of Culture and Media
Sito ufficiale: http://dubravkalosic.com/biennalearte2026
Compelled by Fright and Beauty, installazione site-specific di Dubravka Lošić a Palazzo Zorzi, presenta cicli aggiornati sviluppati nel corso della carriera quarantennale dell'artista, ora adattati concettualmente e spazialmente al luogo espositivo. Lošić concepisce, espone e produce i propri cicli come sistemi aperti allo sviluppo, all'espansione formale e alla sperimentazione. La sua metodologia espositiva si fonda sull'interazione tra le proprietà formali e concettuali dei singoli cicli e le connotazioni semantiche e spaziali dello spazio espositivo, dando luogo a installazioni che si evolvono da un contesto all'altro. L'allestimento a Palazzo Zorzi prende avvio nel cortile come interazione dinamica dei cicli Libertas Bells (2014–2026), Rosary (2026) e Tondo (2020–2025), che accostano forme scultoree in ferro corroso e bronzo a object-paintings in legno colorato e tessuto. Nella Sala Codussi al piano nobile del palazzo, i cicli Alba Albula (2019), Rain Paris (2018), Imago Anima (2012–2013), Rosary (1987–2026) e Sharks (1986–2026) integrano lo splendore veneziano con la cruda espressività del gesto, della pittura, del tessuto e della forma, articolando una visione creativa del tutto singolare. L'installazione diventa così un'orchestrazione dell'opera dell'artista, attentamente adattata alle specificità spaziali e concettuali del luogo espositivo, con un pronunciato senso di estetizzazione teatrale caratteristico sia di Venezia che della Dubrovnik natale dell'artista. Lošić traccia forme audaci in cui paradigmi creativi modernisti, postmoderni, neo-avanguardisti, locali e tradizionali convergono e si rafforzano a vicenda. Il suo linguaggio artistico è al tempo stesso universale, soggettivo e locale, aprendo uno spazio all'improvvisazione ai confini formali attraverso cui il ruolo emotivo, visivo, sensoriale e affettivo dell'arte diventa accessibile a tutti. Durante gli studi all'Accademia di Belle Arti di Zagabria negli anni Ottanta, il contatto di Lošić con l'estetica postmoderna ha orientato la sua immaginazione verso procedure, forme e formati ibridi di propria invenzione, fondati su principi formali modernisti. I suoi cicli abbracciano un'ampia gamma tecnica, dalla pittura a olio e la figurazione espressionista all'astrazione gestuale, alla pittura monocroma, all'Art Informel, al collage, alla fusione metallica e agli oggetti costruiti, fino all'utilizzo di materiali industriali nelle sue caratteristiche object-paintings. Il linguaggio visivo di Lošić, universale nell'espressione di un senso drammatico dell'esistenza, attinge a riferimenti sublimali a realtà personali, familiari, locali e globali, evocando trasformazioni tettoniche che avvengono al di sotto della superficie visibile. Questi processi si manifestano come tensioni nelle superfici, flussi di materia e colore, e trasformazioni corrosive in cui la materia stessa diventa soggetto. La sua opera è radicata nell'esperienza personale e nella comprensione locale della libertà e dell'indipendenza come forma di bellezza degna di sacrificio, la cui risonanza contemporanea è intensificata dagli attuali conflitti globali. Dubrovnik, dove l'artista vive e lavora, offre un contesto culturale distintivo che ha plasmato la sua sensibilità estetica. Formatasi attraverso dinamici processi storici, la città incarna una cultura della libertà intrecciata con un raffinato discernimento estetico, storicamente considerato come cifra dell'identità urbana. Questa sensibilità risuona nei versi del poeta barocco di Dubrovnik Ivan Gundulić (1589–1638), che celebrava la libertà della città come fonte di tutte le benedizioni concesse da Dio. Attingendo sia all'esaltazione del patrimonio locale che alla tradizione familiare nella lavorazione tessile, i cicli presentati trasformano il trauma in forma e contenuto estetico senza ricorrere alla narrazione didattica, affermando la cultura autoctona come contrappunto alla produzione culturale dominante. Dubravka Lošić è nata a Dubrovnik, Croazia, nel 1964. Ha completato la Scuola di Arti Applicate di Zagabria e ha studiato all'Accademia di Belle Arti di Zagabria nella classe del pittore Ferdinand Kulmer. Dal 1983 espone diffusamente in Croazia e a livello internazionale. Branko Franceschi, storico dell'arte, è direttore del Museo Nazionale d'Arte Moderna di Zagabria.
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