Patricia Leite. Cold Water
Patricia Leite. Cold Water, Palazzetto Tito - Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia
Dal 6 Maggio 2025 al 27 Luglio 2025
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzetto Tito - Fondazione Bevilacqua la Masa
Indirizzo: Sestiere Dorsoduro 2826
Orari: da mercoledì a domenica, dalle 11.00 alle 18.00
Curatori: Milovan Farronato
Costo del biglietto: ingresso gratuito
L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia è lieta di presentare, per la prima volta negli spazi espositivi del Palazzetto Tito, un’artista sudamericana: la pittrice brasiliana Patricia Leite, la cui carriera decennale viene qui celebrata con la sua prima mostra personale ospitata da un'istituzione italiana.
L’esposizione fa parte della serie dedicata alle figure di spicco della pittura internazionale che l'istituzione ospita da tempo, con l'intento di offrire una prospettiva approfondita sulle voci più significative della scena artistica contemporanea.
La mostra presenta opere create appositamente per l'occasione nello studio dell'artista a San Paolo e offre una visione completa della sua ricerca più attuale.
Cold Water, a cura di Milovan Farronato, riflette sui temi centrali della pratica dell'artista. Il titolo rende omaggio a un omonimo dipinto esposto in mostra, ma, al contempo, evoca anche uno stato d'animo, un momento di chiarezza improvvisa, vulnerabilità e risveglio, come il rinvigorente shock dell'acqua fredda sulla pelle, che ci riporta a ciò che è essenziale, crudo e immediato.
In Cold Water, Patricia Leite porta a Venezia paesaggi che appartengono non solo al Brasile, ma a una dimensione interiore fatta di silenzi, pause e luce rarefatta. Le sue tele non raffigurano luoghi: li sognano. Una cascata verticale diventa un pensiero che scende lentamente; una caverna si apre come un rifugio da cui osservare il mondo da lontano; i fuochi d'artificio tremano sull'acqua come ricordi sfocati. Al Palazzetto Tito — uno spazio che sembra custodire voci antiche e stanze vuote pronte ad accogliere — la pittura di Leite si adagia delicatamente, permettendo a ogni immagine di diventare una soglia, un respiro, un rallentamento del tempo. In Lampadario (2025), Leite trasforma una costellazione di luci in una forma incerta, sospesa tra astrazione e figurazione. I punti luminosi, disposti in una geometria fragile e irregolare, evocano sia un oggetto domestico che un fenomeno naturale, come se un lampadario si stesse dissolvendo in una galassia, o viceversa.
La mostra è organizzata con il supporto di Mendes Wood DM e Thomas Dane Gallery.
L’esposizione fa parte della serie dedicata alle figure di spicco della pittura internazionale che l'istituzione ospita da tempo, con l'intento di offrire una prospettiva approfondita sulle voci più significative della scena artistica contemporanea.
La mostra presenta opere create appositamente per l'occasione nello studio dell'artista a San Paolo e offre una visione completa della sua ricerca più attuale.
Cold Water, a cura di Milovan Farronato, riflette sui temi centrali della pratica dell'artista. Il titolo rende omaggio a un omonimo dipinto esposto in mostra, ma, al contempo, evoca anche uno stato d'animo, un momento di chiarezza improvvisa, vulnerabilità e risveglio, come il rinvigorente shock dell'acqua fredda sulla pelle, che ci riporta a ciò che è essenziale, crudo e immediato.
In Cold Water, Patricia Leite porta a Venezia paesaggi che appartengono non solo al Brasile, ma a una dimensione interiore fatta di silenzi, pause e luce rarefatta. Le sue tele non raffigurano luoghi: li sognano. Una cascata verticale diventa un pensiero che scende lentamente; una caverna si apre come un rifugio da cui osservare il mondo da lontano; i fuochi d'artificio tremano sull'acqua come ricordi sfocati. Al Palazzetto Tito — uno spazio che sembra custodire voci antiche e stanze vuote pronte ad accogliere — la pittura di Leite si adagia delicatamente, permettendo a ogni immagine di diventare una soglia, un respiro, un rallentamento del tempo. In Lampadario (2025), Leite trasforma una costellazione di luci in una forma incerta, sospesa tra astrazione e figurazione. I punti luminosi, disposti in una geometria fragile e irregolare, evocano sia un oggetto domestico che un fenomeno naturale, come se un lampadario si stesse dissolvendo in una galassia, o viceversa.
La mostra è organizzata con il supporto di Mendes Wood DM e Thomas Dane Gallery.
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