Passatempo
Opera esposta alla mostra "Passatempo 1956-2006"
26/06/2006
La memoria con diverse prospettive e differenti approcci è il tema dominante che accomuna i lavori di Gianni Caverni (“Ho quasi paura che si perda”) che quelli di Aroldo Marinai (“Mopso Nisa Datur”).
Per entrambi gli artisti, il punto di partenza è il recupero e l'adattamento di fotografie appartenute ad un vissuto personale lavorate e “combinate” con altre immagini (personali o storiche) come in un gioco, da cui il titolo della mostra “Passatempo”.
Caverni e Marinai lavorano su passato e presente, realtà e finzione, sfruttando le possibilità offerte dalla fotografia, che afferma l’esistenza, ma al cntempo la modifica e modellain una creazione nuova e originale.
Diciotto fotografie quadrate di 30 cm per lato, sono i lavori che Gianni Caverni presenta per la prima volta in mostra. Il progetto inizia con il ritrovamento casuale, in una vecchia busta di fotografie di famiglia, delle foto di un viaggio dei genitori a Roma nel 1956, a bordo della loro FIAT seicento fiammante. A distanza di cinquant’anni, Caverni decide di tornare con la moglie nei luoghi visitati dai genitori, con la deliberata intenzione di confondere le tracce, sovrapponendo alle immagini di allora quelle di adesso.
Il gioco portato avanti da Aroldo Marinai parte dalle le immagini ritrovate casualmente, questa volta su una bancarella a Budapest nel 2006. Cinque lavori dove si combinano e confrontano le foto della rivolta di Budapest del 1956 con i momenti di un’anonima famiglia ungherese: amore, matrimonio, luna di miele, maternità e vecchiaia. Su questa elementare sintesi binaria (pubblico/privato; Storia/storia) irrompe dal lontanissimo passato il canto disperato di Damone (Virgilio, Bucoliche, Egloga VIII) per il tradimento dell’amante, che urla la sua protesta esistenziale per l’ingiustizia subita.
Passatempo 1956-2006 – Gianni Caverni e Aroldo Marinai
a cura di Cosimo Chiarelli
date mostra 28 giugno - 15 luglio 2006
orario d’apertura dal Martedì al Sabato ore 10-12 e 16-20 e per appuntamento
Info: La Corte Arte Contemporanea , Via de’ Coverelli 27 r, tel 055- 284435
Per entrambi gli artisti, il punto di partenza è il recupero e l'adattamento di fotografie appartenute ad un vissuto personale lavorate e “combinate” con altre immagini (personali o storiche) come in un gioco, da cui il titolo della mostra “Passatempo”.
Caverni e Marinai lavorano su passato e presente, realtà e finzione, sfruttando le possibilità offerte dalla fotografia, che afferma l’esistenza, ma al cntempo la modifica e modellain una creazione nuova e originale.
Diciotto fotografie quadrate di 30 cm per lato, sono i lavori che Gianni Caverni presenta per la prima volta in mostra. Il progetto inizia con il ritrovamento casuale, in una vecchia busta di fotografie di famiglia, delle foto di un viaggio dei genitori a Roma nel 1956, a bordo della loro FIAT seicento fiammante. A distanza di cinquant’anni, Caverni decide di tornare con la moglie nei luoghi visitati dai genitori, con la deliberata intenzione di confondere le tracce, sovrapponendo alle immagini di allora quelle di adesso.
Il gioco portato avanti da Aroldo Marinai parte dalle le immagini ritrovate casualmente, questa volta su una bancarella a Budapest nel 2006. Cinque lavori dove si combinano e confrontano le foto della rivolta di Budapest del 1956 con i momenti di un’anonima famiglia ungherese: amore, matrimonio, luna di miele, maternità e vecchiaia. Su questa elementare sintesi binaria (pubblico/privato; Storia/storia) irrompe dal lontanissimo passato il canto disperato di Damone (Virgilio, Bucoliche, Egloga VIII) per il tradimento dell’amante, che urla la sua protesta esistenziale per l’ingiustizia subita.
Passatempo 1956-2006 – Gianni Caverni e Aroldo Marinai
a cura di Cosimo Chiarelli
date mostra 28 giugno - 15 luglio 2006
orario d’apertura dal Martedì al Sabato ore 10-12 e 16-20 e per appuntamento
Info: La Corte Arte Contemporanea , Via de’ Coverelli 27 r, tel 055- 284435
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