La collezione sarà esposta a Milano dal 28 settembre al 18 novembre
Arte Liberata. Andy Warhol, Christo, Jean Arp strappati alla criminalità
Emilio Vedova, Venezia, 1919 – Venezia, 2006 Ciclo N.4 ’61/’62 1961-1962 olio e carta su tela 146,5 x 200 cm
Francesca Grego
27/09/2018
Milano - Sembra esserci un preciso disegno dietro l’esorbitante collezione d’arte confiscata alla criminalità organizzata tra il 2014 e il 2016, nell’ambito di un’indagine per gravi reati finanziari in area lombarda.
Una rara scultura di Jean Arp, due di Arnaldo Pomodoro, un nucleo di dipinti di Victor Vasarely e un Giorgio Armani ritratto da Andy Warhol; e poi l’Arte Povera di Giuseppe Penone, il collage di Giulio Paolini, i pattern di Sol LeWitt, le proteste su tela di Emilio Vedova, fino a un precoce empaquetage di Christo e a un’installazione di Chen Zhen: ce n’è abbastanza per seguire gli sviluppi dell’arte nella seconda metà del Novecento.
Il proprietario, dotato di spiccate preferenze per l’astratto, l’informale e le neo-avanguardie degli anni Sessanta, dev’essersi affidato a consiglieri esperti: il risultato è una raccolta di 69 opere dall’identità ben definita e dotata di un respiro internazionale, come ha notato il professor Paolo Campiglio dell’Università di Pavia, che ne ha anche verificato l’autenticità.
Da oggi questo notevole corpus artistico diventa patrimonio collettivo. A sancire il passaggio, la mostra Arte Liberata – Dal sequestro al museo, visitabile dal 28 settembre al 18 novembre al piano nobile del barocco Palazzo Litta.
Per il futuro l’obiettivo è invece lacreazione di un Polo dell’Arte Liberata, dove la testimonianza di legalità e il valore simbolico della restituzione sociale possano risaltare accanto alla qualità artistica delle opere. Un museo dove il nucleo possa essere esposto nella sua interezza e un centro studi permanente dedicato ai temi del rapporto tra arte e criminalità e del riutilizzo sociale dei beni culturali sequestrati, da realizzare a Milano, probabilmente in un immobile anch’esso strappato alle mani del malaffare.
Portabandiera del progetto è il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Lombardia, che il 20 settembre ha ricevuto in consegna la collezione dall’Agenzia Nazionale per L’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata.
In attesa di stabilirne la sede definitiva, le 69 opere della raccolta saranno esposte tutte insieme alla GAMEC di Bergamo, che si è resa disponibile a valorizzarle all’interno del suo percorso museale recentemente rinnovato.
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• Operazione Demetra: recuperati reperti archeologici per 40 milioni di euro
• Capolavori ritrovati
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Il proprietario, dotato di spiccate preferenze per l’astratto, l’informale e le neo-avanguardie degli anni Sessanta, dev’essersi affidato a consiglieri esperti: il risultato è una raccolta di 69 opere dall’identità ben definita e dotata di un respiro internazionale, come ha notato il professor Paolo Campiglio dell’Università di Pavia, che ne ha anche verificato l’autenticità.
Da oggi questo notevole corpus artistico diventa patrimonio collettivo. A sancire il passaggio, la mostra Arte Liberata – Dal sequestro al museo, visitabile dal 28 settembre al 18 novembre al piano nobile del barocco Palazzo Litta.
Per il futuro l’obiettivo è invece lacreazione di un Polo dell’Arte Liberata, dove la testimonianza di legalità e il valore simbolico della restituzione sociale possano risaltare accanto alla qualità artistica delle opere. Un museo dove il nucleo possa essere esposto nella sua interezza e un centro studi permanente dedicato ai temi del rapporto tra arte e criminalità e del riutilizzo sociale dei beni culturali sequestrati, da realizzare a Milano, probabilmente in un immobile anch’esso strappato alle mani del malaffare.
Portabandiera del progetto è il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Lombardia, che il 20 settembre ha ricevuto in consegna la collezione dall’Agenzia Nazionale per L’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata.
In attesa di stabilirne la sede definitiva, le 69 opere della raccolta saranno esposte tutte insieme alla GAMEC di Bergamo, che si è resa disponibile a valorizzarle all’interno del suo percorso museale recentemente rinnovato.
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