Margareth Dorigatti. Chroma
Margareth Dorigatti, Tell, 2008, tecnica mista su tela, cm. 100x70
Dal 26 April 2025 al 22 June 2025
Bolzano
Luogo: Castello di Castelbello
Indirizzo: Via del Castello 1, Castelbello
Curatori: Karin Dalla Torre
“Chroma”, ovvero colore e intensità, è il titolo dell’ampia personale che il Castello di Castelbello – Ciardes, in Val Venosta, dedica a Margareth Dorigatti. Dell’artista romano di origini bolzanine vengono proposte ben 64 opere rappresentative della sua cinquantennale produzione, dove si confrontano diversi potenti cicli tematici, tra cui “Salomè”, “Diari romani”, “Charlotte-Goethe”, “Rubra”, “Heroes”, “Erlkönig”, “Luna-Mond” e “Epistolarium”.
Nella sua presentazione, Karin Dalla Torre, sovrintendente ai Beni Culturali e del Paesaggio della Provincia di Bolzano, descrive come la pittrice usa il colore per distillare i concentrati del vasto flusso dell’esistenza umana, evidenziando una profonda familiarità con la teoria dei colori di Goethe.
«Il profilo inconfondibile di quest’arte è stato ritagliato come un antico gioiello dagli innumerevoli strati culturali della città di Roma, che costituisce la più importante fonte di ispirazione per Margareth Dorigatti. Archetipi, figure mitologiche, bibliche e letterarie, negli ultimi anni i pianeti e la materia stessa hanno funzionato come nuclei di cristallizzazione. Con precisione alchemica, compone il suo intenso mondo fatto di colori, che riflette anche la realtà lacerata e pericolosa.
La pittrice ci invita innanzitutto ad incontrare le donne, le maestre dell’esistenza femminile oggi: le donne della mitologia, le sante, le madri e le figlie che rappresentano l’inconscio, il notturno e il femminile. Elettra, Antigone e Ismene, Teresa d’Avila, Santa Margherita e, soprattutto, Salomè, che danza disperata per l’amore di sua madre.»
Ma lo sguardo cade anche sugli uomini, sugli eroi, che sembrano intrappolati nel loro esibizionismo e nell’autocommiserazione, senza via d’uscita. Nella luce fredda sono in balia della loro fisicità e dei topoi maschili. Con le immagini del ciclo “Erlkönig”, invece, che trae ispirazione dalla ballata spaventosa di Goethe, dobbiamo confrontarci con l’inimmaginabile, l’indicibile, in un’astrazione che risuona e commuove profondamente.
Dagli incontri osmotici e altamente produttivi tra arte, musica e letteratura emergono interconnessioni, emozioni ribollenti e stati aggregati mutevoli. Di grande impatto, per citarne uno, è il ciclo dedicato alla corrispondenza di Charlotte von Stein con Goethe. L’artista dà voce a Charlotte, le cui lettere sono andate perdute, attraverso le immagini di buste sigillate che respirano e pulsano di amore e sofferenza.
Nel ciclo di opere più recente, “Epistolarium”, Dorigatti ritorna alla natura potente dei messaggi scritti, utilizzando tecniche miste per evocare l’intimità di una forma di comunicazione durata per secoli e ormai relegata al passato. Come nelle altre serie presenti nella mostra, la potenza dei colori e delle forme crea immagini che si fissano nella memoria, dando gioia e facendo riflettere in un sorprendente dialogo interiore.
Margareth Dorigatti nasce a Bolzano nel 1954, vive e lavora a Roma e a Berlino. Dopo gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e la laurea in Comunicazione Visiva all’Università delle Arti a Berlino, studia a New York e inizia l’attività di pittrice prima a Berlino, poi a Roma, dove si trasferisce e vince la cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti.
Mostre personali in Italia e all’estero (Parigi, Colonia, Berlino e.a.), tra le quali la collaborazione stabile con la Galleria Goethe Bolzano, la Galleria AC Bolzano e la Galleria MAC Roma.
Ha partecipato alle maggiori Mostre Collettive degli ultimi venti anni, tra le quali Biennale Internazionale di Arte Sacra Pescara, Triennale Internazionale Arte Sacra Celano, “L’Ombelico del Mondo” Galleria Studio Mazzoli Modena, Biennale Venezia.
Inaugurazione: sabato 26 aprile 2025, ore 17
Nella sua presentazione, Karin Dalla Torre, sovrintendente ai Beni Culturali e del Paesaggio della Provincia di Bolzano, descrive come la pittrice usa il colore per distillare i concentrati del vasto flusso dell’esistenza umana, evidenziando una profonda familiarità con la teoria dei colori di Goethe.
«Il profilo inconfondibile di quest’arte è stato ritagliato come un antico gioiello dagli innumerevoli strati culturali della città di Roma, che costituisce la più importante fonte di ispirazione per Margareth Dorigatti. Archetipi, figure mitologiche, bibliche e letterarie, negli ultimi anni i pianeti e la materia stessa hanno funzionato come nuclei di cristallizzazione. Con precisione alchemica, compone il suo intenso mondo fatto di colori, che riflette anche la realtà lacerata e pericolosa.
La pittrice ci invita innanzitutto ad incontrare le donne, le maestre dell’esistenza femminile oggi: le donne della mitologia, le sante, le madri e le figlie che rappresentano l’inconscio, il notturno e il femminile. Elettra, Antigone e Ismene, Teresa d’Avila, Santa Margherita e, soprattutto, Salomè, che danza disperata per l’amore di sua madre.»
Ma lo sguardo cade anche sugli uomini, sugli eroi, che sembrano intrappolati nel loro esibizionismo e nell’autocommiserazione, senza via d’uscita. Nella luce fredda sono in balia della loro fisicità e dei topoi maschili. Con le immagini del ciclo “Erlkönig”, invece, che trae ispirazione dalla ballata spaventosa di Goethe, dobbiamo confrontarci con l’inimmaginabile, l’indicibile, in un’astrazione che risuona e commuove profondamente.
Dagli incontri osmotici e altamente produttivi tra arte, musica e letteratura emergono interconnessioni, emozioni ribollenti e stati aggregati mutevoli. Di grande impatto, per citarne uno, è il ciclo dedicato alla corrispondenza di Charlotte von Stein con Goethe. L’artista dà voce a Charlotte, le cui lettere sono andate perdute, attraverso le immagini di buste sigillate che respirano e pulsano di amore e sofferenza.
Nel ciclo di opere più recente, “Epistolarium”, Dorigatti ritorna alla natura potente dei messaggi scritti, utilizzando tecniche miste per evocare l’intimità di una forma di comunicazione durata per secoli e ormai relegata al passato. Come nelle altre serie presenti nella mostra, la potenza dei colori e delle forme crea immagini che si fissano nella memoria, dando gioia e facendo riflettere in un sorprendente dialogo interiore.
Margareth Dorigatti nasce a Bolzano nel 1954, vive e lavora a Roma e a Berlino. Dopo gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia e la laurea in Comunicazione Visiva all’Università delle Arti a Berlino, studia a New York e inizia l’attività di pittrice prima a Berlino, poi a Roma, dove si trasferisce e vince la cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti.
Mostre personali in Italia e all’estero (Parigi, Colonia, Berlino e.a.), tra le quali la collaborazione stabile con la Galleria Goethe Bolzano, la Galleria AC Bolzano e la Galleria MAC Roma.
Ha partecipato alle maggiori Mostre Collettive degli ultimi venti anni, tra le quali Biennale Internazionale di Arte Sacra Pescara, Triennale Internazionale Arte Sacra Celano, “L’Ombelico del Mondo” Galleria Studio Mazzoli Modena, Biennale Venezia.
Inaugurazione: sabato 26 aprile 2025, ore 17
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