Giancarla Frare. Terre. Opere 2004/2013
Giancarla Frare. Terre. Opere 2004/2013, Galleria Aleandri Arte Moderna, Roma
Dal 13 Febbraio 2014 al 8 Marzo 2014
Luogo: Galleria Aleandri Arte Moderna
Indirizzo: piazza Costaguti 12
Orari: tutti i giorni non festivi 10-19
Curatori: Carlo Fabrizio Carli
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 347 6309520
E-Mail info: giancarlafrare1@alice.it
Sito ufficiale: http://www.aleandriartemoderna.com
Ripetutamente presente in prestigiose rassegne e sedi istituzionali in Italia e all’estero dall’Istituto Nazionale per la Grafica (2012) al Museo Civico di Bassano del Grappa (2011), dall’Università di Innsbruck all’Istituto italiano di Cultura di Vienna, al Museum im Traklhaus di Salisburgo (2006); vincitrice di concorsi di grande notorietà, da Ca’ Pesaro (Premio Bevilacqua La Masa, 1981), alla Biennale Nazionale di Incisione Contemporanea di Bassano (2008); presente su invito nelle grandi Rassegne di Arte Grafica (dalla Moderna Galerija di Lubiana, al Museo Nazionale di Haifa), Giancarla Frare era tuttavia assente da alcuni anni (dopo la mostra alla Galleria Giulia), con una personale, dall’ambito delle gallerie private romane. Questa mostra, curata da Carlo Fabrizio Carli presso la nuova sede della Galleria Aleandri Arte Moderna, risarcisce tale omissione. Trentacinque le opere esposte e documentate in catalogo, eseguite nell’ultimo decennio, dal 2004 al 2013. Si tratta di carte, elaborate a china e a pigmenti naturali all’uovo, tecnica all’acqua, preferita dall’artista, in quanto particolarmente congeniale al suo procedimento operativo, che si concentra, via via, sui singoli lavori, iniziandoli e conducendoli a termine, senza lasciarli interrotti. Un progetto espositivo che s’inserisce coerentemente nel percorso della Galleria Aleandri che, dal 2007, si dedica alla grafica italiana e mitteleuropea moderna e contemporanea.
Terre: così s’intitola la mostra, con evidente riferimento alla tecnica con cui le opere sono realizzate, ma anche ad un sapore tettonico e litico che esse prepotentemente trasmettono; quasi paesaggi lunari e mineralizzati, pur al di là di ogni suggestione e allusività figurale. La loro è tuttavia una tettonicità non intatta, ma incessantemente aggredita e lentamente consunta dal trascorrere del tempo, comunque segnata dalla traccia dell’uomo. Semmai essa è interprete di una sorta di stratificazione fossile, portatrice di un forte significato scultoreo. Queste carte di Giancarla Frare denunciano una rotta bordeggiante tra il qui e l’altrove; interpretano la nostra condizione esistenziale caratterizzata dal paradosso straniante di essere (e percepirci) dentro e fuori da un determinato contesto, vicini e lontani dalla realtà. Non a caso, il testo di Carli s’intitola “Abitare la distanza”, poetico ossimoro mutuato dall’omonimo saggio di Pier Aldo Rovatti, filosofo molto caro a Frare. Chi conosce il lavoro recente dell’artista, vi troverà una coerente riconnessione con il suo precedente percorso e soprattutto con il ciclo dedicato alla poesia del grande e tormentato poeta austriaco Georg Trakl; un ciclo esposto in svariate rassegne, in Italia e all’estero, e alla fine acquisito nella sua interezza dalle raccolte dell’Istituto Nazionale per la Grafica.
Terre: così s’intitola la mostra, con evidente riferimento alla tecnica con cui le opere sono realizzate, ma anche ad un sapore tettonico e litico che esse prepotentemente trasmettono; quasi paesaggi lunari e mineralizzati, pur al di là di ogni suggestione e allusività figurale. La loro è tuttavia una tettonicità non intatta, ma incessantemente aggredita e lentamente consunta dal trascorrere del tempo, comunque segnata dalla traccia dell’uomo. Semmai essa è interprete di una sorta di stratificazione fossile, portatrice di un forte significato scultoreo. Queste carte di Giancarla Frare denunciano una rotta bordeggiante tra il qui e l’altrove; interpretano la nostra condizione esistenziale caratterizzata dal paradosso straniante di essere (e percepirci) dentro e fuori da un determinato contesto, vicini e lontani dalla realtà. Non a caso, il testo di Carli s’intitola “Abitare la distanza”, poetico ossimoro mutuato dall’omonimo saggio di Pier Aldo Rovatti, filosofo molto caro a Frare. Chi conosce il lavoro recente dell’artista, vi troverà una coerente riconnessione con il suo precedente percorso e soprattutto con il ciclo dedicato alla poesia del grande e tormentato poeta austriaco Georg Trakl; un ciclo esposto in svariate rassegne, in Italia e all’estero, e alla fine acquisito nella sua interezza dalle raccolte dell’Istituto Nazionale per la Grafica.
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