Kate Moss: The Icon
Kate Moss: The Icon, ONO Arte Contemporanea, Bologna
Dal 13 March 2014 al 1 May 2014
Bologna
Luogo: ONO Arte Contemporanea
Indirizzo: via S. Margherita 10
Orari: da martedì a sabato 10-13 / 15-21.30; domenica 9 e 16 marzo 16-21
Curatori: ONO Arte Contemporanea
Enti promotori:
- Comune di Bologna
- Regione Emilia Romagna
- The British Chamber of Commerce for Italy
- British Council
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 051 262465
E-Mail info: beatrice@onoarte.com
Sito ufficiale: http://www.onoarte.com
ONO Arte Contemporanea presenta “Kate Moss: The Icon”, una mostra unica per l'Italia in un anno fatidico per la top model che il 16 gennaio scorso ha compiuto 40 anni. Kate Moss sin dal suo primo shooting è diventata un fenomeno culturale, sociale e artistico da imitare e studiare. Dalle passerelle alle gallerie d'arte, è lei la protagonista indiscussa. Modella, cantante, designer e musa ispiratrice: Kate è stato tutto questo e molto altro, in primis un'Icona di stile. Nulla fu più come prima dopo la comparsa di Kate Moss: il volto della ragazzina con la pettinatura da pellerossa, il sorriso genuino e l'inusuale magrezza fisica, affascinarono il mondo intero.
Alla fine degli anni Ottanta si percepì l'esaurirsi di quell'aura eterea che aveva caratterizzato le modelle dei decenni precedenti: non più vestiti eleganti e scenari sontuosi, ma al contrario aspetto trasandato, capelli arruffati e jeans rattoppati iniziano a essere i tratti distintivi dello stile grunge, che ha caratterizzato gli anni Novanta. Uno stile che non interessò solo il mondo della musica ma investì tutto il campo del sapere: Coupland in Generazione X racconta le gesta di una gioventù schiacciata dalla mancanza di ottimismo; Mark insieme all'amico Spud corrono con la mente offuscata dall'eroina sulle note di Lust for Life di Iggy Pop nel film Transpotting; Nevermind dei Nirvana diventa “l'emblema della cultura giovanile”. Una brusca caduta nella realtà più sudicia ma anche più autentica, quella dei ‘90, una sinergia culturale e creativa resa manifesta nel servizio fotografico di Kate Moss, che Corinne Day le dedica proprio in quell’anno. A livello visivo e mediatico, Kate Moss inaugura un nuovo inizio e un nuovo stile caratterizzato dal dirty realism: fisico esile, occhiaie marcate e tratti imperfetti, sono tutti elementi che l'hanno portata a diventare la Queen of Cool, laddove il cool è da considerarsi ora imperfetto, reale, abbandonando i modelli di perfezione che l’avevano anticipata. Kate Moss è un'icona controversa e chiacchierata dalla personalità carismatica, che ha affascinato e ispirato i più grandi stilisti da Alexander McQueen a John Galliano, ma anche numerosi artisti di cui è divenuta musa: Lucian Freud, Marc Quinn, Tracy Emin e molti altri.
In mostra le immagini di fotografi celebri che hanno documentato la straordinaria carriera oltre che la vita privata della top model e tra questi: Albert Watson, Chris Levine, Ellen von Unwerth, David Ross, Jurgen Ostarhild, Roxanne Lowit, Satoshi Saikusa. Gli scatti presenti in mostra celebrano non solo la carriera, ma anche lo stile, le tendenze e il clima di un'epoca, la nostra, che essa ha concorso a creare.
Alla fine degli anni Ottanta si percepì l'esaurirsi di quell'aura eterea che aveva caratterizzato le modelle dei decenni precedenti: non più vestiti eleganti e scenari sontuosi, ma al contrario aspetto trasandato, capelli arruffati e jeans rattoppati iniziano a essere i tratti distintivi dello stile grunge, che ha caratterizzato gli anni Novanta. Uno stile che non interessò solo il mondo della musica ma investì tutto il campo del sapere: Coupland in Generazione X racconta le gesta di una gioventù schiacciata dalla mancanza di ottimismo; Mark insieme all'amico Spud corrono con la mente offuscata dall'eroina sulle note di Lust for Life di Iggy Pop nel film Transpotting; Nevermind dei Nirvana diventa “l'emblema della cultura giovanile”. Una brusca caduta nella realtà più sudicia ma anche più autentica, quella dei ‘90, una sinergia culturale e creativa resa manifesta nel servizio fotografico di Kate Moss, che Corinne Day le dedica proprio in quell’anno. A livello visivo e mediatico, Kate Moss inaugura un nuovo inizio e un nuovo stile caratterizzato dal dirty realism: fisico esile, occhiaie marcate e tratti imperfetti, sono tutti elementi che l'hanno portata a diventare la Queen of Cool, laddove il cool è da considerarsi ora imperfetto, reale, abbandonando i modelli di perfezione che l’avevano anticipata. Kate Moss è un'icona controversa e chiacchierata dalla personalità carismatica, che ha affascinato e ispirato i più grandi stilisti da Alexander McQueen a John Galliano, ma anche numerosi artisti di cui è divenuta musa: Lucian Freud, Marc Quinn, Tracy Emin e molti altri.
In mostra le immagini di fotografi celebri che hanno documentato la straordinaria carriera oltre che la vita privata della top model e tra questi: Albert Watson, Chris Levine, Ellen von Unwerth, David Ross, Jurgen Ostarhild, Roxanne Lowit, Satoshi Saikusa. Gli scatti presenti in mostra celebrano non solo la carriera, ma anche lo stile, le tendenze e il clima di un'epoca, la nostra, che essa ha concorso a creare.
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ono arte contemporanea
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