L’Arte che protegge. Pittura contemporanea e Sacro
Dal 7 Dicembre 2018 al 13 Gennaio 2019
Ascoli Piceno | Visualizza tutte le mostre a Ascoli Piceno
Luogo: Palazzo dei Capitani del Popolo
Indirizzo: piazza del Popolo 10
Orari: da lunedì a sabato dalle 8 alle 20; domenica e festivi 10-13 / 15-19
Curatori: Camillo Langone
Enti promotori:
- Comune di Ascoli Piceno
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0736298334
E-Mail info: serv.eventi@comune.ascolipiceno.it
Sito ufficiale: http://www.comuneap.gov.it
Il Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e con il contributo fondamentale della Società Ascoli Reti Gas, presenta la mostra L’Arte che protegge. Pittura contemporanea e Sacro, una ricognizione nel panorama italiano dell’arte sacra contemporanea, a cura di Camillo Langone.
“Un ringraziamento speciale va al nostro Main Sponsor Ascoli Reti Gas, senza il cui sostegno la nostra città non avrebbe potuto accogliere un’esposizione di così grande prestigio – ha dichiarato il Sindaco Guido Castelli – Ascoli è da sempre riconosciuta, sia nelle Marche che in tutto il centro Italia, come una delle città più sensibili nell’ambito della produzione culturale – continua – Ecco perché manteniamo costante l’impegno di offrire a cittadini, visitatori e artisti l’opportunità di vedere o di esporre in mostra, nelle sale più rappresentative del Comune, le opere d’arte”.
Per secoli la Chiesa è stata segnata dal rapporto fraterno tra arte e liturgia, tra arte e fede – per usare un’espressione di Joseph Ratzinger – poi arrivata la Modernità, e con lei la secolarizzazione, questo legame si è spezzato e oggi diventa difficile spiegare l’arte sacra. Nel tempo profano in cui la Chiesa commissiona molto meno che nel passato, e con molto meno rigore teologico, spesso senza esigere il rispetto nemmeno dei più elementari criteri iconografici cattolici, che cosa producono gli artisti comunque attirati dal sacro? Infine, che cosa può offrire l'arte a chi continua a cercare il trascendente? La mostra L’Arte che protegge. Pittura contemporanea e Sacro nasce in risposta a queste domande fornendo anche una sorta di stato dell’arte sacra in Italia.
“Indipendentemente dai motivi che spingono gli artisti a produrla – afferma Camillo Langone - sono dunque in mostra sia esempi di arte sacra ufficiale, tratti dalla non molta arte sacra oggi commissionata dalle istituzioni religiose, sia esempi di arte sacra realizzata per devozione privata, dell'autore o dell'eventuale committente, sia esempi di arte sacra priva di immediata finalità religiosa ma scaturita dal confronto, magari all'apparenza soltanto formale eppure sempre aperto a ulteriori valenze, con le Madonne e i Santi dei secoli d'oro.” Nonostante il clima culturale, il confronto con il sacro non è per nulla infrequente nelle opere degli artisti contemporanei, con una tensione trascendentale spesso sottovalutata e dunque da evidenziare.
In mostra trentadue artisti di varie generazioni attivi nel panorama italiano della pittura, in un arco lungo mezzo secolo che si estende da Ercole Pignatelli (classe 1935) fino a Ilaria Del Monte che è dell'85. L’ambito privilegiato da tutti gli artisti è quello figurativo, al cui interno trovano spazio le rappresentazioni più realistiche e quelle più stilizzate. Si va dalle reinterpretazioni delle Storie dei Santi con La Strada del Santo di Stefano Di Stasio in cui uno smarrito San Francesco in compagnia del lupo si muove in un minaccioso sfondo metropolitano, alle scene di natività, ricreata da Vanni Cuoghi come una scenografia tascabile o nei dipinti di Letizia Fornasieri e Giulia Huober, passando per le Madonne arricchite da un citazionismo a tratti pop, come il trittico Madonnina del vetro, Madonnina della passione, Madonnina del cardellino di Fulvia Mendini, a tratti surrealista come la Regina Pacis Mundi Spes di Giuliano Guatta oppure ispirato alla tradizione quattrocentesca come Mary’s finger, olio di Federico Guida.
Alcune opere in mostra erano già esistenti, altre sono state create per l'occasione. Appositamente realizzata anche l'unica scultura, plasmata in terracotta dallo scultore piceno Paolo Annibali, solito a confrontarsi col sacro.
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