Bruno Raspanti. Confronti
Dal 6 Maggio 2017 al 1 Ottobre 2017
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Museo Civico Medievale
Indirizzo: via Manzoni 4
Orari: dal martedì al venerdì h 9-15; sabato, domenica e festivi h 10-18.30; chiuso lunedì feriali
Curatori: Graziano Campanini
Enti promotori:
- Comune di Bologna
- Bologna Musei
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3, gratuito Card Musei Metropolitani Bologna e la prima domenica del mese
Telefono per informazioni: +39 051 2193916
E-Mail info: museiarteantica@comune.bologna.it
Sito ufficiale: http://www.museibologna.it/arteantica
Dal 7 maggio al 1 ottobre 2017 i Musei Civici d’Arte Antica dell’Istituzione Bologna Musei presentano una mostra antologica dello scultore bolognese Bruno Raspanti allestita negli ambienti di Palazzo Ghisilardi, sede del Museo Civico Medievale.
L’esposizione, a cura di Graziano Campanini, si intitola Confronti per il suo disporsi in un sapiente colloquio con gli spazi e le opere della collezione permanente del museo, attraverso una selezione di 30 sculture, realizzate dagli anni Settanta a oggi, che scandiscono l'intera vicenda creativa dell'ar- tista votata ad una incessante sperimentazione della materia.
Proporre un confronto non solo tra antico e moderno, ma tra così diverse concezioni dell'arte e della rappresentazione è la scommessa che il museo ha inteso intraprendere, allestendo occasioni di scambio e dialogo che hanno come scenario le sale espositive.
Se questo confronto, in particolare nel caso di Bruno Raspanti, può apparire spiazzante, esso al tempo stesso mette in luce un filo assai resistente, che collega i diversi momenti della storia dell'arte, divertendosi a unire la contemporaneità con la storia.
Nel suo studio-officina, l'artista reinventa il mondo giocando abilmente con assemblaggi di forme e materiali tra i più eterogenei, spesso poveri e riciclati - come bronzo, terracotta, pezzi di legno, tegole, vetro, sedie, plastica - per inventare uno stupefacente repertorio di teatri visionari che si propongono non come copia del mondo, ma come uso del mondo.
Un uso derisorio e impossibile, da cui hanno origine i cicli tematici dei baccelli, i carrioli, le zolle e i teatrini, tutti parte di una rappresentazione ironica e teneramente inattuale, in cui lo spazio, le proporzioni e le prospettive si mischiano e si confondono. Composizioni polimateriche e fragili, la cui esibita vocazione figurativa viene messa in causa e contraddetta dallo stesso autore, che pur dando vita a questo confronto così improbabile, riafferma e sancisce quella continuità nella differenza in cui ogni artista ama collocarsi.
L’artista ha personalmente concepito la disposizione e la collocazione delle opere, in un percorso di grande suggestione che fa risaltare la loro carica spettacolare e scenografica nei mutui rimandi con gli spazi del museo temporaneamente abitati.
Nell’opera Il muro del canto esposta lungo lo scalone principale, l'intenzione è, ad esempio, di mescolare la forma con l'idea della musica e del colore, intendendo quest'ultimo come tentativo di nascondere leggermente la forma scultorea che crea una sorta di evocazione, mentre nelle Tre colonne, esposte nel cortile, l'artista ha voluto ironizzare sull'idea antica del monumento, ribadendo l'inutilità della retorica monumentale. Concetto riproposto nel piano sotterraneo del museo dove Raspanti ha messo volutamente in contraddizione la scultura La casa di cera, realizzata con un materiale precario come la cera, con altre sue opere in bronzo, contraddicendo così l'idea immortale della vita stessa simboleggiata da questo materiale duraturo.
Esempi della capacità di Raspanti di animare un seducente universo visionario dalla struttura tanto semplice quanto capace di straordinaria efficacia lirica.
La mostra è accompagnata da un catalogo, in corso di pubblicazione, con contributi critici di Graziano Campanini e Sandro Parmiggiani.
Nel corso della mostra sono previste visite guidate e laboratori realizzati da RTI Senza titolo s.r.l. e ASTER s.r.l.
Bruno Raspanti è nato nel 1938 a Ozzano Emilia (Bologna). Vive e lavora a Bologna.
Studia presso l’Istituto Statale d’Arte di Bologna sotto la guida di Quinto Ghermandi, per poi passare al corso di scultura di Umberto Mastroianni presso l’Accademia di Belle Arti della medesima città, dove si diploma nel 1961. Ha insegnato ad Ancona, Modena e Bologna, città quest’ultima dove è sta- to poi docente all’Accademia di Belle Arti fino al 1995.
Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre collettive sia in Italia che all’estero e, a partire da- gli anni Sessanta, all’interno di personali in gallerie o musei pubblici.
Tra i numerosi premi e riconoscimenti, assegnatigli da critici e artisti come Arcangeli, Ghermandi e Sassu, si ricorda il “Premio internazionale di Pittura Scultura e Arte elettronica Guglielmo Marconi”, ricevuto nel 2004.
Si sono occupati del suo lavoro alcuni dei più noti e attivi critici d’arte in Italia, tra cui Baccilieri, Ba- sile, Cerritelli, Dehò, Evangelisti, Frattarolo, Guadagnini, Parmiggiani, Quintavalle, Ruggeri, Savo- nuzzi e Spadoni. Inaugurazione sabato 6 maggio h 18
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