Gian Marco Montesano. Era una notte che pioveva
© Gian Marco Montesano
Dal 20 Dicembre 2015 al 31 Gennaio 2016
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita
Indirizzo: via Clavature 8-10
Orari: dal martedì alla domenica 10-19
Curatori: Christian Caliandro
Enti promotori:
- Genus Bononiae - Musei nella Città
Telefono per informazioni: +39 051.199.36.317
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.genusbononiae.it
Dal 20 dicembre 2015 al 31 gennaio 2016, presso il Complesso Monumentale di Santa Maria della Vita, si terrà la mostra Era una notte che pioveva. Gian Marco Montesano, curata da Christian Caliandro e promossa da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Genus Bononiae. Musei nella Città.
Nell’anno delle celebrazioni dell’inizio della Grande Guerra la mostra intende proporre attraverso le intense opere di Gian Marco Montesano, una riflessione su quell’evento che inaugurò, sconvolgendola, la configurazione dell'Europa odierna. “Si tratta dunque di un progetto - scrive l’artista - la cui ragion d'essere travalica ampiamente i significati, più o meno importanti, di una qualsiasi mostra incentrata sulle soggettive intenzioni d’artista. Infatti le opere esposte fanno memoria di un evento tremendo e decisivo inserito nella storia e nella cultura (sia pure ormai inconscia) di una intera collettività”.
Nelle opere di Montesano, realizzate per l’occasione, sembra di guardare le immagini di un passato lontano, sepolto, fatto di trincee, baionette, filo spinato. La conflittualità insita nella stessa idea di “guerra”, con gli opposti concetti del conflitto e del soccorso, viene costantemente veicolata dai contenuti e dalle “disposizioni d’animo” del tessuto artistico e visivo italiano, in particolare della pittura rinascimentale e barocca, intese come il luogo di un’appartenenza elementare.
Nei suoi dipinti l’artista gioca con gli stereotipi e le figure retoriche, con il monocromo e i colori artificiali da cartolina: la crocerossina, il bersagliere, l’alpino, Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, attori come Kirk Douglas e Vittorio Gassman. Simboli evocativi come i titoli delle opere stesse che rimandano e citano celebri frasi tratte da canzoni popolari dell’epoca.
Il fatto che questa serie di opere sia esposta nel medesimo luogo che ospita il Compianto del Cristo Morto di Niccolò dell’Arca – capolavoro di espressionismo e drammaticità - completa e approfondisce il dialogo intimo con l’arte italiana.
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