Niccolò Montesi. Family Games
Niccolò Montesi. Family Games, Bologna
Dal 16 Novembre 2015 al 31 Dicembre 2015
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Galleria d'Arte Maggiore G.A.M.
Indirizzo: via Massimo D'Azeglio 15
Telefono per informazioni: +39 051 235843
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.maggioregam.com
Nell'opera di Niccolò Montesi (Padova, 1977) l'atto di mettere a fuoco assume una nuova valenza, non solo visiva.
È nel dato sensibile e tattile, nelle dinamiche ludiche del supporto che l'immagine immortalata dall'obiettivo fotografico si differenzia da una semplice stampa per diventare un'opera d'arte unica in cui è richiesta la partecipazione attiva del fruitore. La realizzazione formale rende centrale il tema del gioco in tutti i suoi aspetti e conduce a un significato più universale che partendo dai risvolti più leggeri dell'infanzia, si inserisce nel contesto più ampio dei grandi giochi di potere.
In tutte le sue opere il gioco di logica, dove l'artista seduce e al tempo stesso sfida lo spettatore a confrontarsi con se stesso e a dare una propria personale interpretazione, si collega al gioco ludico dove il ritorno all'innocenza e alla spensieratezza infantile - spesso in forte contrasto con l'immagine in cui le tematiche dai risvolti emotivi, sociali o di attualità sono espresse in un equilibrio formale di fascinazione estetica – creano realtà differenti che si incastrano e si ripetono tra loro.
Tramite meccanismi magnetici l'immagine si scompone e si ricompone, dando vita così a un continuo scambio che dalla figurazione realista porta all'astrazione (più o meno pronunciata) e viceversa, non solo nella sua forma estetica, ma anche e soprattutto nel cercare di rappresentare e mettere in evidenza un valore immateriale come quello contenuto in un significato, in un concetto, in un'emozione, in un pensiero.
Come svelato dal titolo Family Games, tema centrale di questa prima mostra di debutto sono i legami famigliari nei loro risvolti emotivi.
In La scusa è servita un vassoio apparecchiato, un bottone con impresso lo stemma di una famiglia storica italiana dove appaiono 5 stelle che corrispondono a 5 crociate, si mescolano con il sangue di un erede e l'inquietante presenza della zampa di un corvo tranciata. Un "gioco dei 15" dove l'immagine si scompone e ricompone, dalla figurazione all'astrazione. In L'erede, che richiama il noto gioco "Forza 4" in una variante rappresentata dal numero 7, l'orsacchiotto compagno di giochi dell'infanzia è innalzato sulla coppa, come a voler sottolineare nell'inserimento dei gettoni le variabili che possono influenzare e cambiare la vita di un bambino. In Famiglia la forma a cerchi concentrici di un bersaglio del tiro con l'arco e i diversi oggetti rappresentati che mostrano la presenza del maschile (i reggi calzini) e del femminile (un un porta bouquet del XIX secolo), sono uniti nel centro messo in risalto dalla presenza di un calice del XVIII secolo, simbolo di matrimonio e unione. In Rito di passaggio un teschio bendato e bagnato dello stesso sangue dell'erede sembra aver terminato un pasto che si scompone e si ricompone in una circolarità contratta, in Guerra di secessione il gioco della dama cinese svela e rivela due Galli Buccellati su dei gioccatoli da infanti. Ispirato alle mutevoli combinazioni dei "Lego", Intrecci rappresenta un albero genealogico e lo stemma su una una tomba come se il passato intrecciasse il presente in un incastro sempre variabile. Di matrice apparentemente pop le tre opere Delitto passionale, Educazione di un altro tempo e Lava e asciuga in cui un personaggio amato ed iconico come Mickey Mouse appare in duplice versione su barre che scompongono e ricompongono l'immagine a seconda del punto di vista, scoprono i giochi che si nascondono dietro il suo volto rassicurante.
Niccolò Montesi è nato a Padova nel 1977. Vive e lavora a Milano.
È nel dato sensibile e tattile, nelle dinamiche ludiche del supporto che l'immagine immortalata dall'obiettivo fotografico si differenzia da una semplice stampa per diventare un'opera d'arte unica in cui è richiesta la partecipazione attiva del fruitore. La realizzazione formale rende centrale il tema del gioco in tutti i suoi aspetti e conduce a un significato più universale che partendo dai risvolti più leggeri dell'infanzia, si inserisce nel contesto più ampio dei grandi giochi di potere.
In tutte le sue opere il gioco di logica, dove l'artista seduce e al tempo stesso sfida lo spettatore a confrontarsi con se stesso e a dare una propria personale interpretazione, si collega al gioco ludico dove il ritorno all'innocenza e alla spensieratezza infantile - spesso in forte contrasto con l'immagine in cui le tematiche dai risvolti emotivi, sociali o di attualità sono espresse in un equilibrio formale di fascinazione estetica – creano realtà differenti che si incastrano e si ripetono tra loro.
Tramite meccanismi magnetici l'immagine si scompone e si ricompone, dando vita così a un continuo scambio che dalla figurazione realista porta all'astrazione (più o meno pronunciata) e viceversa, non solo nella sua forma estetica, ma anche e soprattutto nel cercare di rappresentare e mettere in evidenza un valore immateriale come quello contenuto in un significato, in un concetto, in un'emozione, in un pensiero.
Come svelato dal titolo Family Games, tema centrale di questa prima mostra di debutto sono i legami famigliari nei loro risvolti emotivi.
In La scusa è servita un vassoio apparecchiato, un bottone con impresso lo stemma di una famiglia storica italiana dove appaiono 5 stelle che corrispondono a 5 crociate, si mescolano con il sangue di un erede e l'inquietante presenza della zampa di un corvo tranciata. Un "gioco dei 15" dove l'immagine si scompone e ricompone, dalla figurazione all'astrazione. In L'erede, che richiama il noto gioco "Forza 4" in una variante rappresentata dal numero 7, l'orsacchiotto compagno di giochi dell'infanzia è innalzato sulla coppa, come a voler sottolineare nell'inserimento dei gettoni le variabili che possono influenzare e cambiare la vita di un bambino. In Famiglia la forma a cerchi concentrici di un bersaglio del tiro con l'arco e i diversi oggetti rappresentati che mostrano la presenza del maschile (i reggi calzini) e del femminile (un un porta bouquet del XIX secolo), sono uniti nel centro messo in risalto dalla presenza di un calice del XVIII secolo, simbolo di matrimonio e unione. In Rito di passaggio un teschio bendato e bagnato dello stesso sangue dell'erede sembra aver terminato un pasto che si scompone e si ricompone in una circolarità contratta, in Guerra di secessione il gioco della dama cinese svela e rivela due Galli Buccellati su dei gioccatoli da infanti. Ispirato alle mutevoli combinazioni dei "Lego", Intrecci rappresenta un albero genealogico e lo stemma su una una tomba come se il passato intrecciasse il presente in un incastro sempre variabile. Di matrice apparentemente pop le tre opere Delitto passionale, Educazione di un altro tempo e Lava e asciuga in cui un personaggio amato ed iconico come Mickey Mouse appare in duplice versione su barre che scompongono e ricompongono l'immagine a seconda del punto di vista, scoprono i giochi che si nascondono dietro il suo volto rassicurante.
Niccolò Montesi è nato a Padova nel 1977. Vive e lavora a Milano.
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