Willow. 16 modi di dire verde
Willow. 16 modi di dire verde, Poliambulatorio Giardini Margherita, Bologna
Dal 24 Gennaio 2015 al 28 Febbraio 2015
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Poliambulatorio Giardini Margherita
Indirizzo: via S.Stefano 103
Telefono per informazioni: +39 349 5509403
E-Mail info: info@spaziosangiorgio.it
Sito ufficiale: http://www.spaziosangiorgio.it
ll Poliambulatorio Giardini Margherita, struttura sanitaria privata di alto livello e con una particolare attenzione al benessere psicofisico dei propri pazienti, proporrà in occasione di ArteFiera 2015, in collaborazione con Spazio San Giorgio arte contemporanea, una mostra dell’artista neo-pop Willow.
Leitmotiv di questa esposizione firmata Willow è sicuramente il verde. Un verde che accoglie, protegge e si disperde come liquido sulle tele. Un verde che invoglia, abbaglia e risuona, glorioso e ottimista. Un verde più verde del vero. Un verde jazz. Un Willow che trama colore per appunti di un viaggio nei ricordi di una natura naturans.
Come edera il suo colore cresce e nasce sugli spazi di una tela. Dapprima bianca poi vinta da queste energiche tempeste verdi.
I mondi di Willow eterei, fluttuanti, atemporali sono tutt'un caos di colore. Non hanno peso specifico, data od ora. Solo flusso e passaggio, solo ritmo, dal momento in cui ci capiti davanti.
Tra il fumetto e l'illustrazione i personaggi si disperdono in un non-sense di gettate di colore.
Gli smalti su tela sono storie che finiscono nella curva di un sorriso. Sicuramente erede di un neopop giapponese alla Takashi Murakami, le invasioni di esserini ci comunicano attraverso onomatopee da fumetto, per un fraseggio muto, che nutre di visioni e colore i suoni.
Smile, :D, dz, wuuup. Punti esclamativi. A! E!
"Verde te quiero verde", un romanticismo nostalgico e agrodolce, frizzante alla García Lorca, tutto verte in un amabile cocktail all'à plat. Come girovaghi gitani, i "polipetti" dell'artista fluttuano in oceani di informe, nell'incertezza liquida di un sogno distratto, in assenzi assenti.
Si aggrappano alla tela per non gocciolare in una realtà troppo monotono.
Willow da botanico atelierista ci crea con le sue opere varchi - finestre, organiche, bios in punta di pennello, tutto esplode a ritmo di verde, polifonicamente.
Come suggerirebbe Baricco:
"A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni." Nato nel 1978 a Milano si diploma presso la Scuola del Fumetto e Illustrazione di Milano nel 2000. Collabora da 12 anni con case editrici, agenzie pubblicitarie e aziende produttrici di gadgets e articoli da collezione e design. Con lo pseudonimo Willow realizza tele, grafiche, murales e vinyl toys vicine allo stile POP, collaborando con gallerie, aziende e designers in Italia e all’estero. Tra le principali collaborazioni: Comix, Motta, Borsalino. Weissestal, Ariete, Boffi.
Leitmotiv di questa esposizione firmata Willow è sicuramente il verde. Un verde che accoglie, protegge e si disperde come liquido sulle tele. Un verde che invoglia, abbaglia e risuona, glorioso e ottimista. Un verde più verde del vero. Un verde jazz. Un Willow che trama colore per appunti di un viaggio nei ricordi di una natura naturans.
Come edera il suo colore cresce e nasce sugli spazi di una tela. Dapprima bianca poi vinta da queste energiche tempeste verdi.
I mondi di Willow eterei, fluttuanti, atemporali sono tutt'un caos di colore. Non hanno peso specifico, data od ora. Solo flusso e passaggio, solo ritmo, dal momento in cui ci capiti davanti.
Tra il fumetto e l'illustrazione i personaggi si disperdono in un non-sense di gettate di colore.
Gli smalti su tela sono storie che finiscono nella curva di un sorriso. Sicuramente erede di un neopop giapponese alla Takashi Murakami, le invasioni di esserini ci comunicano attraverso onomatopee da fumetto, per un fraseggio muto, che nutre di visioni e colore i suoni.
Smile, :D, dz, wuuup. Punti esclamativi. A! E!
"Verde te quiero verde", un romanticismo nostalgico e agrodolce, frizzante alla García Lorca, tutto verte in un amabile cocktail all'à plat. Come girovaghi gitani, i "polipetti" dell'artista fluttuano in oceani di informe, nell'incertezza liquida di un sogno distratto, in assenzi assenti.
Si aggrappano alla tela per non gocciolare in una realtà troppo monotono.
Willow da botanico atelierista ci crea con le sue opere varchi - finestre, organiche, bios in punta di pennello, tutto esplode a ritmo di verde, polifonicamente.
Come suggerirebbe Baricco:
"A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni." Nato nel 1978 a Milano si diploma presso la Scuola del Fumetto e Illustrazione di Milano nel 2000. Collabora da 12 anni con case editrici, agenzie pubblicitarie e aziende produttrici di gadgets e articoli da collezione e design. Con lo pseudonimo Willow realizza tele, grafiche, murales e vinyl toys vicine allo stile POP, collaborando con gallerie, aziende e designers in Italia e all’estero. Tra le principali collaborazioni: Comix, Motta, Borsalino. Weissestal, Ariete, Boffi.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A BOLOGNA
-
Dal 18 Ottobre 2015 al 31 Dicembre 2030
Museo Geologico Giovanni Capellini
Il Mosasaurus di Novafeltria al Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna
-
Dal 30 Novembre 2025 al 10 Maggio 2026
Museo internazionale e biblioteca della musica
wunderkammer - il museo delle meraviglie
Visualizza tutte le mostre a Bologna
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 24 Aprile 2026 al 31 Luglio 2026
Bologna | Pinacoteca nazionale di Bologna
Albrecht Dürer. Apocalisse
-
Dal 24 Aprile 2026 al 13 Settembre 2026
Genova | Palazzo Ducale
MIMMO ROTELLA. 1945–2005
-
Dal 19 Aprile 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | LE STANZE DEL VETRO - Fondazione Giorgio Cini
1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia
-
Dal 21 Aprile 2026 al 14 Giugno 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
NATURA MORTA, NATURA VIVA. Giulio Malinverni
-
Dal 17 Aprile 2026 al 6 Settembre 2026
Venaria Reale | La Venaria Reale
Regine in scena. Mito, storia e fantasia
-
Dal 17 Aprile 2026 al 31 Luglio 2026
Venezia | Archivio di Stato
Dayanita Singh. Archivio