Ugo Mulas. La fotografia
Dal 16 April 2014 al 13 July 2014
Brescia
Luogo: Museo di Santa Giulia
Indirizzo: via dei Musei 81/b
Orari: da martedì a domenica ore 9.30-17.30; dal 16 giugno 10.30-19
Curatori: Jean-François Chevrier
Enti promotori:
- Comune di Brescia
Costo del biglietto: € 10 intero, € 7,50 ridotto (gruppi da 10 a 30 persone e convenzioni), € 5,50 ridotto (dai 14 ai 18 anni, sopra i 65 anni, studenti universitari e delle accademie), € 3 ridotto scuole (classi di min. 15 alunni e gruppi di min. 10 studenti universitari), € 4,50 con attività didattica
Telefono per informazioni: +39 030 2977834
E-Mail info: santa@bresciamusei.com
Sito ufficiale: http://www.bresciamusei.com/
Promossa da Comune di Brescia e organizzata da Fondazione Brescia Musei, la mostra che si apre il 16 aprile nello splendido complesso del Museo di Santa Giulia, patrimonio Unesco, è il frutto di una condivisione di intenti con l’Archivio Ugo Mulas - nelle persone di Valentina e Melina Mulas - che con la courtesy di Galleria Lia Rumma ha accolto l’invito della città e del fotografo Renato Corsini a partecipare a questo progetto.
Valore aggiunto di questa occasione bresciana, la curatela critica e attenta di Jean-François Chevrier, storico dell’arte e della fotografia, docente all’Ecole nationale superieure des Beaux-Arts di Parigi, autore di numerose pubblicazioni e curatore di importanti rassegne.
Il percorso costruito da Chevrier attraverso una ricca selezione di fotografie tra quelle che lo stesso Mulas aveva scelto di riprodurre nel 1973, mette in relazione i tre principali filoni in cui si è espressa la sua opera: ireportages sull’arte e sugli artisti, le indagini documentarie sul contesto urbano e, infine, l’analisi degli elementi costitutivi del procedimento fotografico.
Le fotografie che si riferiscono al primo ambito evidenziano come Ugo Mulas sia stato un grande osservatore e interprete delle novità apparse nel mondo dell’arte in Italia e negli Stati Uniti durante gli anni ’60. Il suo libro sulla “nuova scena artistica newyorkese” (New York: The New Art Scene, 1967), comprova che un reportage artistico può essere anche il risultato del lavoro di un critico d’arte. I suoi ritratti di artisti, spesso intenti nel loro lavoro, e gli interni d’atelier mostrano personaggi e opere, certo, ma documentano anche atteggiamenti e comportamenti.
Bresciano di nascita ma milanese di adozione, Mulas concepiva la sua attività di fotografo come un processo di apprendimento - applicato in particolare al territorio vissuto e al contesto urbano - nel corso del quale ha sempre tenuto legate arte e conoscenza, sperimentazione ed esperienza.
Questo approccio è riconoscibile in tutto il corpus della sua opera, e in modo quanto mai evidente nello studio metodico – in cui si combinano immagini e testi – che egli riservò all’operazione fotografica.
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