Vera Bugatti. La cura
Vera Bugatti, La Cura, 2022. Museo Diocesano di Brescia I Ph. Andrea Zampatti
Dal 1 Ottobre 2022 al 13 Novembre 2022
Brescia | Visualizza tutte le mostre a Brescia
Luogo: Museo Diocesano
Indirizzo: Via Gasparo da Salò 13
Orari: tutti i giorni, tranne mercoledì, 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
Prolungata: fino al 13 novembre 2022
Costo del biglietto: ingresso gratuito alla mostra
Telefono per informazioni: +39 030.40233
E-Mail info: museo@diocesi.brescia.it
Sito ufficiale: http://www.museodiocesano.brescia.it
Dal 1° al 30 ottobre 2022, il Museo Diocesano di Brescia accoglie La cura, l’installazione di Vera Bugatti (Brescia, 1979), artista tra le più apprezzate a livello internazionale nell’ambito della Urban art.
L’iniziativa nasce dell’ambito del progetto Diocesano integrato 2022, dedicato al tema Lo scampato pericolo. Società, arte, musica e spiritualità in uscita dalla pandemia.
“L’esperienza della pandemia - afferma Vera Bugatti -, oltre a ricordarci (temporaneamente) che una parte dell’umanità vive nell’indigenza o in condizione servile, ha reso la morte protagonista della nostra quotidianità. Si è avvertito il bisogno di condividere il dolore, di partecipare a riti e a cerimonie collettive”.
“Mi chiedo – continua Vera Bugatti - se il segno che ha lasciato ci abbia reso davvero più consapevoli, se lo “scampato pericolo” sia riuscito a toccarci nel profondo o se abbiamo ricominciato a correre più forte di prima, per recuperare un tempo che si considera perduto, dominati come siamo dalle logiche dell’economia”.
L’opera è composta da due pannelli dove quattro personaggi – un uomo, due donne, una ragazzina – realizzati in fil di ferro, dialogano tra loro e con la sala del Museo che li ospita.
Le figure si muovono nell’ambito della “cura” intesa come responsabilità verso gli altri e verso il mondo. Il proposito sarebbe quello di debellare la cultura dell’indifferenza, dello scontro e delle recriminazioni, riscoprendo i valori della comunità e della solidarietà, nella consapevolezza che esista un unico destino dell’umanità, cui tutti partecipano.
I quattro interagiscono tuttavia in modo titubante, incerti sull’instaurare dei rapporti di mutuo sostegno. L’uomo che abbraccia e protegge la ragazza ha tre mani, una è protesa verso l’esterno. La donna anziana con lo scialle gli porge dell’uva ma guarda in basso. La bambina con il balsamo lenitivo ha uno sguardo cinico.
A colmare la distanza tra i personaggi fluttua un albero quasi spoglio. Le sue radici nascono dalle stesse figure creando una sorta di piano collinare sospeso mentre l’ombra si ramifica tremolante nell’angolo retto, portando lo sguardo su un piano indefinito. A terra si stende un tappeto di foglie bianche cadute dai rami dell’albero, metafora della fragile esistenza terrena.
Al centro della sala una sedia bianca attende lo spettatore, lo invita a fermarsi, a dedicarsi del tempo in contemplazione.
L’installazione sarà inaugurata sabato 1° ottobre, alle ore 18.00, in occasione della Notte della cultura, alla presenza dell’artista stessa, con la proiezione del video della performance di Vera Bugatti realizzato da Silvano Richini su musica composta appositamente dal maestro Claudio Bonometti.
Vera Bugatti è nata a Brescia nel 1979. Laureatasi in Conservazione dei Beni Culturali a Parma, dal 2010 si dedica all’arte urbana, creando opere anamorfiche su asfalto-parete e installazioni in luoghi abbandonati.
Ha dipinto in Italia, Olanda, Francia, Germania, Irlanda, Croazia, Austria, Malta, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina, Portogallo, Spagna, Lettonia, Russia, Gran Bretagna, Bulgaria, Belgio, Stati Uniti, Messico, Emirati Arabi e India.
La sua opera è presente nei volumi: Sidewalk Canvas di J. Kirk Purcell, Londra 2011; Street Art di R. Thorne, Londra 2014; The Art of Chalk di T. Lee Stum, USA 2016; Street Art en Europe di N. Oxygène e B. Silhol, Parigi 2018; Designing graphic illusions, Cina 2019.
L’iniziativa nasce dell’ambito del progetto Diocesano integrato 2022, dedicato al tema Lo scampato pericolo. Società, arte, musica e spiritualità in uscita dalla pandemia.
“L’esperienza della pandemia - afferma Vera Bugatti -, oltre a ricordarci (temporaneamente) che una parte dell’umanità vive nell’indigenza o in condizione servile, ha reso la morte protagonista della nostra quotidianità. Si è avvertito il bisogno di condividere il dolore, di partecipare a riti e a cerimonie collettive”.
“Mi chiedo – continua Vera Bugatti - se il segno che ha lasciato ci abbia reso davvero più consapevoli, se lo “scampato pericolo” sia riuscito a toccarci nel profondo o se abbiamo ricominciato a correre più forte di prima, per recuperare un tempo che si considera perduto, dominati come siamo dalle logiche dell’economia”.
L’opera è composta da due pannelli dove quattro personaggi – un uomo, due donne, una ragazzina – realizzati in fil di ferro, dialogano tra loro e con la sala del Museo che li ospita.
Le figure si muovono nell’ambito della “cura” intesa come responsabilità verso gli altri e verso il mondo. Il proposito sarebbe quello di debellare la cultura dell’indifferenza, dello scontro e delle recriminazioni, riscoprendo i valori della comunità e della solidarietà, nella consapevolezza che esista un unico destino dell’umanità, cui tutti partecipano.
I quattro interagiscono tuttavia in modo titubante, incerti sull’instaurare dei rapporti di mutuo sostegno. L’uomo che abbraccia e protegge la ragazza ha tre mani, una è protesa verso l’esterno. La donna anziana con lo scialle gli porge dell’uva ma guarda in basso. La bambina con il balsamo lenitivo ha uno sguardo cinico.
A colmare la distanza tra i personaggi fluttua un albero quasi spoglio. Le sue radici nascono dalle stesse figure creando una sorta di piano collinare sospeso mentre l’ombra si ramifica tremolante nell’angolo retto, portando lo sguardo su un piano indefinito. A terra si stende un tappeto di foglie bianche cadute dai rami dell’albero, metafora della fragile esistenza terrena.
Al centro della sala una sedia bianca attende lo spettatore, lo invita a fermarsi, a dedicarsi del tempo in contemplazione.
L’installazione sarà inaugurata sabato 1° ottobre, alle ore 18.00, in occasione della Notte della cultura, alla presenza dell’artista stessa, con la proiezione del video della performance di Vera Bugatti realizzato da Silvano Richini su musica composta appositamente dal maestro Claudio Bonometti.
Vera Bugatti è nata a Brescia nel 1979. Laureatasi in Conservazione dei Beni Culturali a Parma, dal 2010 si dedica all’arte urbana, creando opere anamorfiche su asfalto-parete e installazioni in luoghi abbandonati.
Ha dipinto in Italia, Olanda, Francia, Germania, Irlanda, Croazia, Austria, Malta, Svezia, Danimarca, Bosnia ed Erzegovina, Portogallo, Spagna, Lettonia, Russia, Gran Bretagna, Bulgaria, Belgio, Stati Uniti, Messico, Emirati Arabi e India.
La sua opera è presente nei volumi: Sidewalk Canvas di J. Kirk Purcell, Londra 2011; Street Art di R. Thorne, Londra 2014; The Art of Chalk di T. Lee Stum, USA 2016; Street Art en Europe di N. Oxygène e B. Silhol, Parigi 2018; Designing graphic illusions, Cina 2019.
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