Sergio Angeli e Corrado Delfini. La materia dell’assenza
Dal 25 Giugno 2015 al 24 Luglio 2015
Campobasso | Visualizza tutte le mostre a Campobasso
Luogo: Aratro - Archivio delle Arti Elettroniche
Indirizzo: via Francesco De Sanctis 1
Orari: da lunedì a venerdì 10-19; sabato 10-13
Curatori: Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio
Telefono per informazioni: +39 0874 404476
E-Mail info: aratro@unimol.it
Sito ufficiale: http://oldweb.unimol.it/unimolise
Dopo la mostra dello scorso marzo al Museo Mastroianni di Marino e l’installazione Simmetrie Industriali da poco inaugurata al MAAM di Roma, l’ARATRO presenta una nuova tappa del progetto "La materia dell’assenza" che vede uniti Sergio Angeli e Corrado Delfini, due artisti legati da affinità di visione e di poetica.
Sergio Angeli (Roma 1972) e Corrado Delfini (Roma 1971), entrambi attivi a Roma, sono attenti, attraverso la pittura, al recupero degli oggetti abbandonati e dimenticati del mondo contemporaneo, al sentimento lirico e quasi futurista della materia, del ridare senso a cose che sembravano avere perduto definitivamente il loro scopo.
Tuttavia Delfini e Angeli sono consapevoli di questa perdita e non cercano di restituire piena funzione a quegli oggetti, ma cercano di scoprirne il lato poetico, l’ombra nascosta delle cose perdute, lavorano con uno sguardo che scava nelle pieghe mondo industriale trovando affinità con le opere di Burri, del New Dada e del Nouveau Réalisme, ma differenziandosi nella volontà di comporre il proprio lavoro più con la spettralità metafisica di quegli oggetti che con il loro riassemblaggio in un nuovo sistema costruttivo.
Così, grazie al gesto fondante dei due artisti, l’arte riscopre la vita segreta di questi oggetti, il meccanismo nascosto che si fonda sullo smarrimento della loro funzionalità, celebra cose assenti nella loro fisicità ma ancora più presenti nella fissità fluida della tessitura cromatica, macchine inutili per l’industria ma esseri pulsanti del sangue vibrante e misterioso di una materia esistenziale che si fa pittura.
Sergio Angeli nel suo percorso artistico attraversa paesaggi più drammatici e terre più luminose, in un cammino dove le ombre chiare degli oggetti sono usate per ricomporre un mondo apparentemente disperato, poi sempre più rischiarato da un sentimento panico dove le forme sembrano modellate dalla nostalgia lirica di un paesaggio rievocato dalle curve e dalle macchie colorate intorno alle particelle assemblate dal pittore.
La pittura di Corrado Delfini è invece segnata da un viaggio attraverso la materia e la rarefazione, in una sublimazione in cui il dato iconico viene declinato in forme nuove, dopo essere stato inizialmente annullato nel flusso della pittura e nella sua stratificazione concentrata in un acceso materismo cromatico di matrice informale. Lentamente l’elemento figurativo si è fatto strada all’interno di una tessitura gestuale e di una visione molto densa della pittura fatta di potenti campiture.
In occasione della mostra saranno presentati i due cataloghi dedicati agli artisti a cura di Lorenzo Canova, recentemente pubblicati da Rubbettino Editore.
Sergio Angeli (Roma 1972) e Corrado Delfini (Roma 1971), entrambi attivi a Roma, sono attenti, attraverso la pittura, al recupero degli oggetti abbandonati e dimenticati del mondo contemporaneo, al sentimento lirico e quasi futurista della materia, del ridare senso a cose che sembravano avere perduto definitivamente il loro scopo.
Tuttavia Delfini e Angeli sono consapevoli di questa perdita e non cercano di restituire piena funzione a quegli oggetti, ma cercano di scoprirne il lato poetico, l’ombra nascosta delle cose perdute, lavorano con uno sguardo che scava nelle pieghe mondo industriale trovando affinità con le opere di Burri, del New Dada e del Nouveau Réalisme, ma differenziandosi nella volontà di comporre il proprio lavoro più con la spettralità metafisica di quegli oggetti che con il loro riassemblaggio in un nuovo sistema costruttivo.
Così, grazie al gesto fondante dei due artisti, l’arte riscopre la vita segreta di questi oggetti, il meccanismo nascosto che si fonda sullo smarrimento della loro funzionalità, celebra cose assenti nella loro fisicità ma ancora più presenti nella fissità fluida della tessitura cromatica, macchine inutili per l’industria ma esseri pulsanti del sangue vibrante e misterioso di una materia esistenziale che si fa pittura.
Sergio Angeli nel suo percorso artistico attraversa paesaggi più drammatici e terre più luminose, in un cammino dove le ombre chiare degli oggetti sono usate per ricomporre un mondo apparentemente disperato, poi sempre più rischiarato da un sentimento panico dove le forme sembrano modellate dalla nostalgia lirica di un paesaggio rievocato dalle curve e dalle macchie colorate intorno alle particelle assemblate dal pittore.
La pittura di Corrado Delfini è invece segnata da un viaggio attraverso la materia e la rarefazione, in una sublimazione in cui il dato iconico viene declinato in forme nuove, dopo essere stato inizialmente annullato nel flusso della pittura e nella sua stratificazione concentrata in un acceso materismo cromatico di matrice informale. Lentamente l’elemento figurativo si è fatto strada all’interno di una tessitura gestuale e di una visione molto densa della pittura fatta di potenti campiture.
In occasione della mostra saranno presentati i due cataloghi dedicati agli artisti a cura di Lorenzo Canova, recentemente pubblicati da Rubbettino Editore.
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