La stanza di Policleto
La stanza di Policleto, Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA
Dal 13 Gennaio 2013 al 8 Febbraio 2013
Chieti | Visualizza tutte le mostre a Chieti
Luogo: Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA
Indirizzo: via Ravizza 27
Orari: venerdì e sabato 18-20
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 393 2237905
E-Mail info: [email protected]
Una struttura autoportante che narra di un destino imprescindibile. Due mostre curate dal Gruppo Radici inaugureranno il nuovo anno presso la Galleria d’arte Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA di Chieti: codici linguistici miscelati come le conoscenze di un bambino ancora in fase di formazione, pura potenzialità di un linguaggio che solo Policleto potrà sviluppare.
Nella prima mostra, che inaugurerà il 12 gennaio 2013, è proposta la prima delle due interpretazioni della stanza di Policleto bambino: gli artisti Federica Beretta, Enrico Partengo, Alejandro Tamagno, Zhang Zhe presso la galleria d’arte Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA a Chieti pensano all’armonia tra le parti alla luce di opere che rimandano sempre ad un equilibrio fatto di schemi, ordini e codici di lettura, un sistema articolato intorno ad una costante. Il corpo emerge come protagonista di una struttura narrativa che racconta di un fare perenne, in cui muoversi con la consapevolezza di un destino certo. Un equilibrio fragile, cercato pezzo per pezzo intorno all’idea di un’evoluzione comune che riguarda gli uomini. Il corpo è nascosto, indagato, trattato e riaffiora in ogni frammento.
I ritratti di Zhe Zhang sono percorsi da un gesto violento e vengono quasi tumefatti dalla potenza di una pittura che prende il sopravvento alla fine del processo pittorico, per rivalersi sull’oggetto della propria indagine. Come racconti tranquilli che tramortiscono per l’implacabilità del loro finale. Volti intaccati, i cui lineamenti vengono immancabilmente sfaldati dal segno del pittore.
I mattoni di Enrico Partengo richiamano ad un ordine suggerito dall’ideale classico. Pur venendo dislocati l’uno lontano dall’altro si rifanno ad un’unità primitiva.
I video di Federica Beretta si concentrano su particolari molto ravvicinati di macchine da cucire che scorrono su piccoli schermi cercando di nascondere l’oggetto della propria indagine, per concentrarsi su un movimento silenzioso e senza fine. L’atto della costruzione diventa il momento del pensiero. La macchina è un corpo che pensa se stesso.
Alejandro Tamagno mostra piccole sculture appoggiate a pesanti pietre. Piccoli corpi sono nascosti da un grosso mantello e si addossano ognuna alla propria base, si adagiano alle superfici sulle quali sono poste, per articolare un linguaggio di forme per un codice ancora immaturo o da decifrare.
La materia investe un ruolo centrale, in un discorso che ruota intorno al corpo e all’ideale armonico policleziano, ma che fa un passo indietro, un momento prima che l’uomo senta la necessità si accertarsi dell’esistenza di una struttura matematica di riferimento. Il momento in cui l’uomo, un Policleto bambino, gioca nell’inconsapevolezza della propria natura, pur essendo contrassegnato da un destino prestabilito.
Un video mostra un corpo che viene tatuato. Frammenti di immagini in cui emergono disegni, segni, particolari di questo corpo sottoposto alla pratica. Un corpo che si fa supporto, che narra a sua volta una storia antica, con immagini che promettono di volergli sopravvivere. Il video nato da una collaborazione tra il Gruppo Radici e Claudio Pieroni, vuole creare un ponte in un discorso che non si chiude con la mostra del 12 gennaio, ma continua con il secondo evento legato alla Stanza di Policleto, la personale dell’artista Claudio Pieroni che inaugurerà l’8 febbraio presso la stessa sede della galleria Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA per sviluppare il pensiero di evolvere una riflessione infinita sulla natura dell’uomo e dell’artista, proseguendo il percorso iniziato nella mostra di gennaio: Policleto e la sua stanza saranno nuovamente al centro dell’attenzione, ma come possibilità, questa volta, di trasformazione del linguaggio, del codice, di rappresentazione corporea.
Nella prima mostra, che inaugurerà il 12 gennaio 2013, è proposta la prima delle due interpretazioni della stanza di Policleto bambino: gli artisti Federica Beretta, Enrico Partengo, Alejandro Tamagno, Zhang Zhe presso la galleria d’arte Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA a Chieti pensano all’armonia tra le parti alla luce di opere che rimandano sempre ad un equilibrio fatto di schemi, ordini e codici di lettura, un sistema articolato intorno ad una costante. Il corpo emerge come protagonista di una struttura narrativa che racconta di un fare perenne, in cui muoversi con la consapevolezza di un destino certo. Un equilibrio fragile, cercato pezzo per pezzo intorno all’idea di un’evoluzione comune che riguarda gli uomini. Il corpo è nascosto, indagato, trattato e riaffiora in ogni frammento.
I ritratti di Zhe Zhang sono percorsi da un gesto violento e vengono quasi tumefatti dalla potenza di una pittura che prende il sopravvento alla fine del processo pittorico, per rivalersi sull’oggetto della propria indagine. Come racconti tranquilli che tramortiscono per l’implacabilità del loro finale. Volti intaccati, i cui lineamenti vengono immancabilmente sfaldati dal segno del pittore.
I mattoni di Enrico Partengo richiamano ad un ordine suggerito dall’ideale classico. Pur venendo dislocati l’uno lontano dall’altro si rifanno ad un’unità primitiva.
I video di Federica Beretta si concentrano su particolari molto ravvicinati di macchine da cucire che scorrono su piccoli schermi cercando di nascondere l’oggetto della propria indagine, per concentrarsi su un movimento silenzioso e senza fine. L’atto della costruzione diventa il momento del pensiero. La macchina è un corpo che pensa se stesso.
Alejandro Tamagno mostra piccole sculture appoggiate a pesanti pietre. Piccoli corpi sono nascosti da un grosso mantello e si addossano ognuna alla propria base, si adagiano alle superfici sulle quali sono poste, per articolare un linguaggio di forme per un codice ancora immaturo o da decifrare.
La materia investe un ruolo centrale, in un discorso che ruota intorno al corpo e all’ideale armonico policleziano, ma che fa un passo indietro, un momento prima che l’uomo senta la necessità si accertarsi dell’esistenza di una struttura matematica di riferimento. Il momento in cui l’uomo, un Policleto bambino, gioca nell’inconsapevolezza della propria natura, pur essendo contrassegnato da un destino prestabilito.
Un video mostra un corpo che viene tatuato. Frammenti di immagini in cui emergono disegni, segni, particolari di questo corpo sottoposto alla pratica. Un corpo che si fa supporto, che narra a sua volta una storia antica, con immagini che promettono di volergli sopravvivere. Il video nato da una collaborazione tra il Gruppo Radici e Claudio Pieroni, vuole creare un ponte in un discorso che non si chiude con la mostra del 12 gennaio, ma continua con il secondo evento legato alla Stanza di Policleto, la personale dell’artista Claudio Pieroni che inaugurerà l’8 febbraio presso la stessa sede della galleria Marianne Wild Arte Contemporanea UnicA per sviluppare il pensiero di evolvere una riflessione infinita sulla natura dell’uomo e dell’artista, proseguendo il percorso iniziato nella mostra di gennaio: Policleto e la sua stanza saranno nuovamente al centro dell’attenzione, ma come possibilità, questa volta, di trasformazione del linguaggio, del codice, di rappresentazione corporea.
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