La Fondazione Plart ospite a Restauro - Salone dell’Economia, della Conservazione, delle Tecnologie e della Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali
Salone del Restauro di Ferrara, Logo
Dal 6 Aprile 2016 al 8 Aprile 2016
Ferrara | Visualizza tutte le mostre a Ferrara
Luogo: Ferrara Fiere
Indirizzo: via della Fiera 11
Sito ufficiale: http://www.fondazioneplart.it/
La Fondazione Plart, museo privato che nasce nel 2008 con l’obiettivo di diffondere e promuovere la cultura e la ricerca scientifica legata ai materiali polimerici, è stata invitata a partecipare alla XXIII edizione di Restauro-Salone dell’Economia, della Conservazione, delle Tecnologie e della Valorizzazione dei Beni Culturali e Ambientali, il rinomato appuntamento internazionale che si terrà dal 6 all’8 aprile a Ferrara. Per la dinamica e innovativa realtà di Napoli sarà occasione per offrire una panoramica a 360° di quelle che sono le sue finalità e attività. Durante i giorni ferraresi il Plart presenterà una selezione di oggetti di design della collezione permanente e saran
no illustrati i risultati raggiunti dal laboratorio di restauro di recente costituzione, coordinato da Alice Hansen e Antonella Russo. Un ulteriore prestigioso motivo per la partecipazione della Fondazione è la presentazione degli atti del convegno “Il Futuro del Contemporaneo.
Conservazione e Restauro del Design” (Gangemi Editore) a cura di Giovanna Cassese, programmata per giovedì 7 aprile, ore 15.00, considerato uno degli eventi più attesi del Salone per per il suo valore unico e di grande eccellenza a livello internazionale. Il convegno, tenutosi a maggio 2015 come uno degli eventi principali nella programmazione del ‘Festival internazionale del design - Tradizione, innovazione e sviluppo sostenibile’, ha prodotto importanti risultati testimoniati dalla fitta rete di collaborazioni intessute sia a livello nazionale che internazionale e dai notevoli livelli di partecipazione di pubblico con caratteristiche trasversali.
Con la presentazione degli atti al Salone del Restauro continuerà la riflessione sul tema della conservazione del design, disciplina recente nata a seguito delle problematiche riscontrate nelle nascenti collezioni museali dedicate al design in Europa e in Italia e sarà occasione per interrogarsi su ricerca, progetto, innovazione e deperibilità e/o durabilità del design. Conservare il design significa infatti conservare le testimonianze materiali del vivere quotidiano nell’epoca moderna.
La variabilità e l’instabilità dei materiali contemporanei (a cominciare dalla plastica) e le rapide innovazioni dell’era post-industriale impongono una riflessione sulla conservazione degli oggetti di design, oggetti-simbolo del XX secolo, che percepiamo come contemporanei e sempiterni ma che si deteriorano e si perdono irrimediabilmente molto più velocemente rispetto alle epoche passate. Domande quali Perché restaurare il design? Cosa va conservato, come e perché? A che punto è arrivata la ricerca in Italia e all’estero? Che cosa cambia rispetto ai canoni del restauro tradizionale delle opere d’arte? saranno al centro di questa riflessione. Il design è una disciplina giovane e in continuo movimento che, per la sua varietà funzionale e per le tipologie di oggetti, pone ai conservatori, ai restauratori e alla comunità scientifica questioni complesse, generando la necessità di una propria identità metodologica rispetto alla “teoria del restauro” maturata sull’esperienza del restauro d’arte. Questo il fulcro tematico al centro della conferenza curata da Giovanna Cassese (docente di Storia dell’arte contemporanea e Problematiche della conservazione dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, istituzione che ha anche diretto dal 2007 al 2013 aprendo la prima Scuola di restauro accreditata delle Accademie), Alice Hansen e Antonella Russo (entrambe restauratrici di Arte Contemporanea e responsabili del Dipartimento di Ricerca e Conservazione del Museo Plart). Un’iniziativa che ha ottenuto il patrocinio del MIUR, del MIBACT, del CNR, dell’IGIIC e della Società Chimica Italiana e che ha accolto un pubblico di storici del design, direttori di musei, galleristi, chimici, conservatori, diagnosti, restauratori, docenti di restauro e designer affermati.
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