Nino Migliori. Una ricerca senza fine

Opera di Nino Migliori

 

Dal 17 Febbraio 2024 al 03 Giugno 2024

Ferrara

Luogo: Castello Estense

Indirizzo: Largo Castello 1

Orari: 10.00-18.00. Ultimo ingresso 17.15. Chiuso martedì. Aperto anche Pasqua, Lunedì dell'Angelo, 2, 23, 25 e 30 aprile; 1 maggio e 2 giugno

Curatori: Denis Curti

Enti promotori:

  • Fondazione Ferrara Arte
  • Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara
  • Fondazione Nino Migliori

Costo del biglietto: Intero: euro 12,00 - Ridotto: euro 10,00 (over 65, studenti universitari, gruppi min. 15 pax, categorie convenzionate). Minori di età compresa tra 11 e 17 anni: euro 5,00. Gruppi scuole superiori e medie: euro 5,00 Per ogni adulto pagante, 1 minore entra gratis. GRATUITO fino a 11 anni e per i possessori della card turistica MYFECARD

Telefono per informazioni: +39 0532 419180

E-Mail info: castelloestense@comune.fe.it


La fotografia di Nino Migliori (Bologna, 1926) è in perenne movimento. Un flusso di idee, progetti, sperimentazioni, ma anche precise prese di posizione etiche e politiche accompagnate da un ideale estetico in continua evoluzione. L’artista ha sempre agito con un unico e irrinunciabile obiettivo: spostare sempre più in là i confini della fotografia, riscrivendo costantemente la grammatica delle immagini, aprendo e legittimando filoni di indagine prima di lui sconosciuti.
Questa antologica ripercorre la “ricerca senza fine” condotta da Migliori dal 1948 ad oggi: dagli scatti di sapore neorealista, che raccontano l’Italia degli anni Cinquanta, e dalle serie dei Muri e dei Manifesti strappati, dove mostra affinità con la pittura informale europea, alle sperimentazioni concettuali con cui indaga aspetti trascurati o non previsti del linguaggio fotografico (la reazione dei materiali, il ruolo cosciente del caso, quello del tempo, la presenza fisica e gestuale dell’artista), e alle opere che evidenziano un particolare interesse per la comunicazione visiva nel suo insieme.
Nel percorso di Nino Migliori la fotografia assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco: oggi lo si considera un vero architetto della visione perché ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.

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