Camille Henrot
© ADAGP / Camille Henrot | Camille Henrot, Silex Films and kamel mennour, Paris
Dal 3 Ottobre 2014 al 8 Febbraio 2015
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Museo Gucci
Indirizzo: piazza della Signoria 10
Orari: da lunedì a domenica 10-20; giovedì 10-23
Costo del biglietto: € 7
Telefono per informazioni: +39 055 75923302
E-Mail info: guccimuseo@it.gucci.com
Sito ufficiale: http://www.guccimuseo.com/it/gucci-arte
Dopo la mostra dedicata a opere storiche degli anni 1960-1970 di Lee Lozano, Alina Szapocznicow e Evelyne Axell, il Museo Gucci punta ora l'obiettivo su Camille Henrot, artista francese nata nel 1978.
La sua opera, che abbraccia numerose discipline dell'arte e della conoscenza in generale, si avvale di un'ampia varietà di mezzi, film, video, disegno, fotografia, scultura, installazione... La mostra del Museo Gucci consente di vedere a Firenze Grosse Fatigue, opera presentata per la prima volta nel 2013 alla 55a Biennale di Venezia, dove si è aggiudicata il Leone d'Argento suscitando grande interesse da parte della critica internazionale. Esposta in molti musei di tutto il mondo, da allora quest'opera non era mai più stata vista in Italia.
Grosse Fatigue
Basata su un immenso lavoro di ricerca svolto allo Smithsonian Institute di Washington, Grosse Fatigue è un film di 13’, ritmato dalla musica del compositore Joakim e dalla voce dello slammer Akwetey Orraca-Tetteh, che declama in "spoken word" una lunga poesia scritta in collaborazione con lo scrittore Jacob Bromberg. Grosse Fatigue è attraversato da una immensa e utopica ambizione: quella di sovrapporre tutti i racconti scientifici, storici, mitologici, artistici, antropologici… legati alla Genesi e all'evoluzione del mondo. "Nel mio video", spiega l'artista, "la volontà di universalizzare le conoscenze si accompagna alla coscienza che ho di questo atto. Vale a dire che nel momento stesso in cui aspiro a rendere il mondo abitabile mediante una totalizzazione soggettiva, sono anche consapevole della follia di questo tentativo e dei suoi limiti intrinseci".
La mostra, in programma dal prossimo 3 ottobre fino all’8 febbraio 2015, è curata dal direttore di Palazzo Grassi a Venezia Martin Béthenod che ha deciso di portare a Firenze, per concessione della Pinault Collection, anche due opere che derivano dal lavoro di scultrice di Camille Henrot: Tevau (2009) e la serie intitolata “È possibile essere rivoluzionari e amare i fiori?”, iniziata nel 2012 alla Triennale del Palais de Tokyo.
Camille Henrot
Nata nel 1978. Vive e lavora a Parigi e New York.
Per Grosse fatigue ha ricevuto nel 2013 il Leone d'Argento della 55a Biennale di Venezia.
La sua opera è stata presentata in numerose mostre nelle principali istituzioni internazionali come la Tate Modern (Londra), il New Museum (New York), lo Sculpture Center (New York), il Palais de Tokyo (Parigi, il Centro Pompidou (Parigi), il Jeu de Paume (Parigi), la Fondazione Van Gogh (Arles), lo Stedelijk Museum (Amsterdam), il Macba (Barcellona), ecc.
La sua opera, che abbraccia numerose discipline dell'arte e della conoscenza in generale, si avvale di un'ampia varietà di mezzi, film, video, disegno, fotografia, scultura, installazione... La mostra del Museo Gucci consente di vedere a Firenze Grosse Fatigue, opera presentata per la prima volta nel 2013 alla 55a Biennale di Venezia, dove si è aggiudicata il Leone d'Argento suscitando grande interesse da parte della critica internazionale. Esposta in molti musei di tutto il mondo, da allora quest'opera non era mai più stata vista in Italia.
Grosse Fatigue
Basata su un immenso lavoro di ricerca svolto allo Smithsonian Institute di Washington, Grosse Fatigue è un film di 13’, ritmato dalla musica del compositore Joakim e dalla voce dello slammer Akwetey Orraca-Tetteh, che declama in "spoken word" una lunga poesia scritta in collaborazione con lo scrittore Jacob Bromberg. Grosse Fatigue è attraversato da una immensa e utopica ambizione: quella di sovrapporre tutti i racconti scientifici, storici, mitologici, artistici, antropologici… legati alla Genesi e all'evoluzione del mondo. "Nel mio video", spiega l'artista, "la volontà di universalizzare le conoscenze si accompagna alla coscienza che ho di questo atto. Vale a dire che nel momento stesso in cui aspiro a rendere il mondo abitabile mediante una totalizzazione soggettiva, sono anche consapevole della follia di questo tentativo e dei suoi limiti intrinseci".
La mostra, in programma dal prossimo 3 ottobre fino all’8 febbraio 2015, è curata dal direttore di Palazzo Grassi a Venezia Martin Béthenod che ha deciso di portare a Firenze, per concessione della Pinault Collection, anche due opere che derivano dal lavoro di scultrice di Camille Henrot: Tevau (2009) e la serie intitolata “È possibile essere rivoluzionari e amare i fiori?”, iniziata nel 2012 alla Triennale del Palais de Tokyo.
Camille Henrot
Nata nel 1978. Vive e lavora a Parigi e New York.
Per Grosse fatigue ha ricevuto nel 2013 il Leone d'Argento della 55a Biennale di Venezia.
La sua opera è stata presentata in numerose mostre nelle principali istituzioni internazionali come la Tate Modern (Londra), il New Museum (New York), lo Sculpture Center (New York), il Palais de Tokyo (Parigi, il Centro Pompidou (Parigi), il Jeu de Paume (Parigi), la Fondazione Van Gogh (Arles), lo Stedelijk Museum (Amsterdam), il Macba (Barcellona), ecc.
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