Dall'Egitto dei Faraoni al Giappone dei Samurai attraverso il Medio Oriente islamico: recenti restauri del Settore Materiali Tessili dell'Opificio
Dal 21 Maggio 2014 al 13 Settembre 2014
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Opificio delle Pietre Dure
Indirizzo: via degli Alfani 78
Orari: dal lunedì al sabato 8.15-14
Curatori: Marco Ciatti, Susanna Conti
Costo del biglietto: intero € 4, ridotto € 2, gratuito meno di 18 e oltre 65 anni
Telefono per informazioni: +39 055 26511 / 055 2651347
E-Mail info: fabio.bertelli@beniculturali.it
Sito ufficiale: http://www.opificio.arti.beniculturali.it
La mostra, curata da Marco Ciatti e Susanna Conti e realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Opificio, ripercorre il lavoro svolto negli ultimi anni dal laboratorio di restauro dei Manufatti Tessili, con la presentazione per la prima volta al pubblico di alcune delle opere restaurate, tra le quali figurano anche due lavori che sono stati oggetto di tesi dell’ultimo corso formativo della Scuola di Alta Formazione e di Studio dell’Opificio.
In mostra sarà dunque possibile osservare tessili intrecciati provenienti dall’Egitto, opere che rimandano alla quotidianità di 2400 anni fa, come contenitori, sandali e borsetta, affiancati da altre interessanti e più recenti testimonianze dell’arte tessile.
Tra queste un Velo e un Cuscino di provenienza mediorientale e di epoca medievale, rinvenuti nel Reliquiario del Braccio di San Giovanni Battista del Museo dell’Opera metropolitana del duomo di Siena, rarissimi e preziosi esempi di tessuti in seta, lino e oro, conservati come reliquie di uno dei Santi più venerati della storia cristiana.
Altre reliquie sono presenti in mostra e provengono dalla sepoltura di San Basso, santo venerato sin dall’antichità e protettore di Cupra Marittima. L’eccezionalità di tali opere è rappresentata dallo stato di conservazione delle scarpe e del pettorale che adornavano e impreziosivano il corpo del Santo, e dalla possibilità di vedere, per la prima volta distesi, i veli rinvenuti vicino al Santo.
Conclude il percorso della mostra un raro costume giapponese, chiamato Manchira, parte dell’armatura di un samurai di alto rango. Questo indumento era destinato alla protezione del torace in battaglia oppure anche, data la sua pregevole manifattura, ad essere impiegato quale parte di un’armatura da parata.
La mostra che rientra nella serie di iniziative denominate “Effetto restauro”, resterà aperta dal 21 maggio al 13 settembre 2014, presentando un ricco corredo di immagini che illustrano le opere nel dettaglio e alcune fasi del delicato intervento di conservazione cui esse sono state sottoposte.
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