Lucia Cristiani. Prede
Lucia Cristiani, The Toothless’ Club, dettaglio
Dal 22 Settembre 2022 al 7 Novembre 2022
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Toast Project Space
Indirizzo: Via delle Cascine 35
Curatori: Stefano Giuri e Gabriele Tosi
Sito ufficiale: http://www.manifatturatabacchi.com
Toast Project Space presenta giovedì 22 settembre 2022 dalle ore 19:00 Prede di Lucia Cristiani, a cura di Stefano Giuri e Gabriele Tosi. Il progetto comprende un intervento strutturale sullo spazio di Toast, una performance eseguita da Rebecca Mari e Damiao Solfanelli e una pubblicazione di Aosta Publishing che sarà rilasciata nel corso della mostra.
Su Toast, l’artista è intervenuta rimuovendo vetri e soffitto, modificando lo spazio in maniera irreversibile. Ha quindi utilizzato alcuni degli elementi di risulta per creare dei display.
Su di questi ha trovato posto The Toothless’ Club, un oggetto realizzato saldando in sequenza alcuni scheletrati (protesi odontoiatriche che seguono la forma della bocca sorreggendo i denti artificiali attraverso un collegamento con la dentatura naturale). L’artista riconfigura Toast come un’unica entità ‘sdentata,’ ponendola in balia degli agenti esterni. In un luogo rivelato insicuro ma aperto, elementi individualmente deboli di rinsaldano, stringendosi in un nuovo organismo. L’unica fonte di luce, infine invisibile dall’esterno ma quasi accecante all’interno, conferisce all’installazione un tono d’inquietudine che rimanda alla disumanizzazione degli ambienti asettici e laboratoriali.
Fuori da Toast, nel frattempo, due persone affrontano la vulnerabilità e il mutamento indossando Zanne fragili. Le protesi realizzate dall’artista sono apparecchi dentali ottenuti galvanizzando incisivi e canini provvisori accumulati gli uni sugli altri. I due, che forse rappresentano il grado zero di una nuova società, mordono le protesi impazzite. La loro immagine è calata, in occasione dell’opening, nella realtà della città e di Manifattura. Intende far emergere una bestialità inespressa in seno alla società contemporanea innescando confronti non programmati.
Nel suo complesso Prede è un’operazione che si colloca tra intimità e collettività, anche assecondando la particolare collocazione di Toast (uno spazio privato di sperimentazione all’interno di un cortile comunitario). L’utilizzo che il progetto fa del corpo e delle strutture riguarda il potere di paure ataviche e represse, e come queste agiscano nell’esercizio di scelte individuali e collettive e nella configurazione di nuove comunità.
Lucia Cristiani nasce a Milano nel 1991, vive e lavora tra Milano e Sarajevo. La sua ricerca si nutre del rapporto fra il paesaggio, gli oggetti che lo abitano e coloro che lo vivono. Nelle sua ricerca il paesaggio è inteso come naturale, politico, storico, personale, come esperienza umana. L'artista indaga percezioni individuali e collettive attraverso la memoria degli oggetti e della loro relazione con narrazioni e frammenti di identità. Fra le sue ultime mostre: How far should we go? a cura di Rossella Farinotti, Fondazione ICA, Milano (upcoming-2022); Altri quadri. Artisti e immaginari in movimento, a cura di Martina Melilli, Mart, Rovereto (2022); Break-in, temporal displacement, a cura di Arnold Braho, The Address Gallery, Brescia (2022); Porta Portese a cura di Gaia Bobò presso Spazio Mensa, Roma (2021);Temporary North Star, Luccicanza, a cura di Gabriele Tosi e Filippo Tappi, Localedue, Bologna (2020); Immersione Libera, un progetto di Fondazione Elpis, a cura di Giovanni Paolin in collaborazione con Galleria Continua e con Bagni Misteriosi di Milano (2019); How far should I go to explode?, House of Displacement, a cura di CampoBase, promosso da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2019); MONO4 Tiropugni, a cura di Gabriele Tosi and Fabio Farnè, Localedue, Bologna (2019); The Grace of Maybe, a cura di UNA galleria, GAM, Galleria Arte Moderna Achille Forti, Verona (2018).
Toast Project Space, nato nel 2019 a Firenze nell’ex portineria della Manifattura Tabacchi, creato dall'artista Stefano Giuri. L’obiettivo dello spazio è di supportare la ricerca artistica contemporanea attraverso la produzione di progetti site specific.
Su Toast, l’artista è intervenuta rimuovendo vetri e soffitto, modificando lo spazio in maniera irreversibile. Ha quindi utilizzato alcuni degli elementi di risulta per creare dei display.
Su di questi ha trovato posto The Toothless’ Club, un oggetto realizzato saldando in sequenza alcuni scheletrati (protesi odontoiatriche che seguono la forma della bocca sorreggendo i denti artificiali attraverso un collegamento con la dentatura naturale). L’artista riconfigura Toast come un’unica entità ‘sdentata,’ ponendola in balia degli agenti esterni. In un luogo rivelato insicuro ma aperto, elementi individualmente deboli di rinsaldano, stringendosi in un nuovo organismo. L’unica fonte di luce, infine invisibile dall’esterno ma quasi accecante all’interno, conferisce all’installazione un tono d’inquietudine che rimanda alla disumanizzazione degli ambienti asettici e laboratoriali.
Fuori da Toast, nel frattempo, due persone affrontano la vulnerabilità e il mutamento indossando Zanne fragili. Le protesi realizzate dall’artista sono apparecchi dentali ottenuti galvanizzando incisivi e canini provvisori accumulati gli uni sugli altri. I due, che forse rappresentano il grado zero di una nuova società, mordono le protesi impazzite. La loro immagine è calata, in occasione dell’opening, nella realtà della città e di Manifattura. Intende far emergere una bestialità inespressa in seno alla società contemporanea innescando confronti non programmati.
Nel suo complesso Prede è un’operazione che si colloca tra intimità e collettività, anche assecondando la particolare collocazione di Toast (uno spazio privato di sperimentazione all’interno di un cortile comunitario). L’utilizzo che il progetto fa del corpo e delle strutture riguarda il potere di paure ataviche e represse, e come queste agiscano nell’esercizio di scelte individuali e collettive e nella configurazione di nuove comunità.
Lucia Cristiani nasce a Milano nel 1991, vive e lavora tra Milano e Sarajevo. La sua ricerca si nutre del rapporto fra il paesaggio, gli oggetti che lo abitano e coloro che lo vivono. Nelle sua ricerca il paesaggio è inteso come naturale, politico, storico, personale, come esperienza umana. L'artista indaga percezioni individuali e collettive attraverso la memoria degli oggetti e della loro relazione con narrazioni e frammenti di identità. Fra le sue ultime mostre: How far should we go? a cura di Rossella Farinotti, Fondazione ICA, Milano (upcoming-2022); Altri quadri. Artisti e immaginari in movimento, a cura di Martina Melilli, Mart, Rovereto (2022); Break-in, temporal displacement, a cura di Arnold Braho, The Address Gallery, Brescia (2022); Porta Portese a cura di Gaia Bobò presso Spazio Mensa, Roma (2021);Temporary North Star, Luccicanza, a cura di Gabriele Tosi e Filippo Tappi, Localedue, Bologna (2020); Immersione Libera, un progetto di Fondazione Elpis, a cura di Giovanni Paolin in collaborazione con Galleria Continua e con Bagni Misteriosi di Milano (2019); How far should I go to explode?, House of Displacement, a cura di CampoBase, promosso da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2019); MONO4 Tiropugni, a cura di Gabriele Tosi and Fabio Farnè, Localedue, Bologna (2019); The Grace of Maybe, a cura di UNA galleria, GAM, Galleria Arte Moderna Achille Forti, Verona (2018).
Toast Project Space, nato nel 2019 a Firenze nell’ex portineria della Manifattura Tabacchi, creato dall'artista Stefano Giuri. L’obiettivo dello spazio è di supportare la ricerca artistica contemporanea attraverso la produzione di progetti site specific.
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