Alla scoperta del Tibet. Le spedizioni di Giuseppe Tucci e i dipinti tibetani
Dal 3 Aprile 2015 al 5 Luglio 2015
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone
Indirizzo: piazzale Giuseppe Mazzini 4
Orari: martedì 9-18; mercoledì, giovedì venerdì e sabato 9-19; domenica 9.30-19.30
Curatori: Deborah Klimburg-Salter
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3, gratuito per i cittadini UE da 0 a 18 anni e la domenica per i residenti nel Comune di Genova
Telefono per informazioni: +39 010 542285
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.culturainliguria.it
Il suo grandissimo sapere costituisce dunque l’eredità scientifica fondamentale dalla quale continuano a trarre vigore, ancor oggi, gli studi e le ricerche sul Tibet svolte in ogni parte del mondo. Grazie alla benevolenza che il governo tibetano nutriva nei suoi confronti, Giuseppe Tucci poté esercitare il suo eccezionale acume scientifico per selezionare e raccogliere insigni opere d’arte – quelle stesse che, da lui medesimo portate in Italia e oggi custodite nel Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma a lui dedicato, sono oggi accessibili al pubblico e alla comunità degli studi internazionali. La mostra rappresenta un omaggio profondo e sentito sia a Giuseppe Tucci sia al Tibet, alla sua meravigliosa cultura d’immagine e alla sua altissima civiltà spirituale.
Organizzata in collaborazione con l’Università di Vienna – CIRDIS (Center for Research and Documentation of Inner and South Asia, Austrian Academy of Sciences Institut für Kultur-und Geistesgeschichte Asiens) e FWF (Der Wissenschaftfonds, Vienna), la mostra presenta la storia delle esplorazioni tibetane di Giuseppe Tucci seguendo due filoni iconografico-documentari:
- i capolavori della pittura tibetana dei secoli XIV-XIX, che documentano la vita religiosa e la cultura d’immagine del Tibet alla luce della prospettiva storica;
- le fotografie d’epoca scattate durante le spedizioni.
La mostra si articola in due parti:
Capolavori della pittura tibetana
Giuseppe Tucci portò in Italia oltre 170 thangka, le tradizionali pitture tibetane di soggetto religioso, oggi parte delle collezioni del Museo Nazionale d’Arte Orientale "Giuseppe Tucci" di Roma, costituendo in tal modo la più importante raccolta statale di dipinti su stoffa.
Tra queste, le 36 opere scelte per la mostra al Museo Chiossone sono databili dal XIV al XVIII secolo e rappresentano i più importanti stili artistici e regionali del Tibet.
In maggioranza si tratta di dipinti d’ispirazione buddhista provenienti dal Tibet Centrale e Occidentale. Non mancano tuttavia gli esemplari legati alla tradizione tibetana pre-buddhista denominata Bön.
Due sono le principali tematiche pittoriche rappresentate: il mondo divino e le effigi di personaggi storici, tra cui ad esempio i maestri spirituali e i committenti dei dipinti stessi.
Ordinate nelle due sotto-sezioni Il Sentiero dei Sūtra e Il Sentiero dei Tantra, queste pitture rappresentano il Buddha, varie divinità e rilevanti personaggi storici venerati da tutti i Buddhisti, come i monaci Lama.
Le spedizioni Tucci (1926-1948)
Una quarantina di fotografie corredate di snelli apparati didattici guidano il visitatore nel viaggio attraverso il Tibet tradizionale, fornendo preziosa testimonianza dei monasteri e dei monumenti oggi in parte scomparsi o in rovina. Scelte tra le oltre ventimila che compongono l’Archivio Tucci, le riprese sono dovute a diversi fotografi che accompagnarono Tucci nelle varie spedizioni, tra i quali ricordiamo: Eugenio Ghersi, Tibet Occidentale, 1933 e 1935; Fosco Maraini, spedizione nel Gyantse, 1937; Felice Boffa, Tibet Centrale, 1939.
Particolare attenzione merita il trentennale lavoro di restauro e manutenzione conservativa dei dipinti e delle cornici tessili. Esposti per centinaia d’anni all’adorazione e alla meditazione dei fedeli, i dipinti tibetani della collezione Tucci presentavano danni cospicui sulle superfici dipinte, sulle montature tessili e sui veli di protezione: depositi di polvere, sporcizia e fuliggine grassa dovuta alle lampade devozionali a burro in uso nell’area tibeto-himalayana. Pertanto, l’ordinamento e l’allestimento dell’esposizione sono stati preceduti da un lungo, pazientissimo lavoro di restauro, guidato da M. Eclisse del Laboratorio di Restauro e Conservazione del Museo Nazionale d’Arte Orientale, coadiuvato da L. Iacuitti e D. Queloz. L’ICCROM, l’ENEA, l’Istituto Nazionale di Ottica applicata del CNR di Firenze e l’Istituto Superiore di Conservazione e Restauro di Roma hanno svolto le analisi non distruttive delle materie pittoriche e tintorie. Infine, il restauro delle montature tessili è stato eseguito a Firenze presso Palazzo Pitti a cura del Laboratorio di Restauro Renzo Ruggeri Tappezzeria. Il riassemblaggio dei dipinti e delle cornici tessili è stato eseguito presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale "Giuseppe Tucci".
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