Paola Cristina De Angelis. Personaggi in cerca d’artista
Paola Cristina De Angelis, M'inganno, 2019, tecnica mista su cartoncino, cm. 56x42
Dal 11 Aprile 2026 al 2 Maggio 2026
Genova | Visualizza tutte le mostre a Genova
Luogo: Palazzo Stella
Indirizzo: Piazza Stella 5/1
Orari: dal martedì al sabato 15:00–19:00
Curatori: Flavia Motolese
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.satura.it
S’inaugura sabato 11 aprile alle ore 17:00, nelle suggestive sale di Palazzo Stella a Genova, la mostra personale “Personaggi in cerca d’artista” di Paola Cristina De Angelis,a cura di Flavia Motolese. La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2026 con orario dal martedì al sabato 15:00–19:00.
Nella ricerca pittorica di Paola Cristina De Angelis, il titolo della mostra "Personaggi in cerca d'artista" non è solo un colto richiamo letterario, ma una dichiarazione di poetica che definisce l'intero arco della sua indagine. Le sue opere non si configurano come semplici ritratti, bensì come entità psichiche che sembrano emergere da un limbo introspettivo per reclamare una forma, un colore e una legittimità esistenziale. L’artista si muove sul confine sottile tra l’involucro sensibile del corpo e la soglia spirituale del volto, scompaginando la fisionomia tradizionale per approdare a una figurazione espressionista intrisa di un simbolismo arcaico e moderno al tempo stesso.
La narrazione visiva mette in scena una metamorfosi interiore: la figura umana è ridotta all'essenza, lasciando che la complessità del vissuto affiori come una trama vitale che sovrasta e definisce l'essere. L’artista espone architetture organiche e anatomie interiori che diventano metafore di una vulnerabilità manifesta, in un universo dove il dolore e la bellezza coesistono in un equilibrio magnetico e necessario. I suoi protagonisti, colti in istanti di mutazione o di profonda alienazione, possiedono sguardi che spesso escludono l'osservatore per rivolgersi a un "dentro" inaccessibile, vibrante di vita propria. È un'anatomia dell'anima che trasfigura la materia in spirito, rendendo visibile ciò che solitamente resta taciuto.
Il linguaggio tecnico di De Angelis è fatto di frammentazioni e accumuli, dove l’uso sapiente dei diversi media pittorici permette una resa tattile dei sentimenti. La sua cifra stilistica si distingue per una gestione cromatica che spazia da trasparenze eteree e sognanti a contrasti netti e viscerali, segnando un’urgenza comunicativa che non ammette mediazioni. Ogni segno sulla carta o sulla tela sembra voler scavare nella superficie del supporto per estrarre l'essenza più autentica dell'essere, trasformando anche una cicatrice o una deformazione in elementi di una bellezza nuova, consapevole e fiera della propria imperfezione.
I personaggi di Paola De Angelis si offrono come archetipi dell’umano, specchi in cui riflettere la complessità della condizione contemporanea. Essi cercano un testimone che sappia riconoscere nelle loro peculiarità le proprie inquietudini universali. L’artista costruisce così un glossario dei sentimenti inespressi e dà vita a un’arte che abita il mondo dal di dentro, trasformando il vissuto interiore in una forma sublime e globale di conoscenza.
Nella ricerca pittorica di Paola Cristina De Angelis, il titolo della mostra "Personaggi in cerca d'artista" non è solo un colto richiamo letterario, ma una dichiarazione di poetica che definisce l'intero arco della sua indagine. Le sue opere non si configurano come semplici ritratti, bensì come entità psichiche che sembrano emergere da un limbo introspettivo per reclamare una forma, un colore e una legittimità esistenziale. L’artista si muove sul confine sottile tra l’involucro sensibile del corpo e la soglia spirituale del volto, scompaginando la fisionomia tradizionale per approdare a una figurazione espressionista intrisa di un simbolismo arcaico e moderno al tempo stesso.
La narrazione visiva mette in scena una metamorfosi interiore: la figura umana è ridotta all'essenza, lasciando che la complessità del vissuto affiori come una trama vitale che sovrasta e definisce l'essere. L’artista espone architetture organiche e anatomie interiori che diventano metafore di una vulnerabilità manifesta, in un universo dove il dolore e la bellezza coesistono in un equilibrio magnetico e necessario. I suoi protagonisti, colti in istanti di mutazione o di profonda alienazione, possiedono sguardi che spesso escludono l'osservatore per rivolgersi a un "dentro" inaccessibile, vibrante di vita propria. È un'anatomia dell'anima che trasfigura la materia in spirito, rendendo visibile ciò che solitamente resta taciuto.
Il linguaggio tecnico di De Angelis è fatto di frammentazioni e accumuli, dove l’uso sapiente dei diversi media pittorici permette una resa tattile dei sentimenti. La sua cifra stilistica si distingue per una gestione cromatica che spazia da trasparenze eteree e sognanti a contrasti netti e viscerali, segnando un’urgenza comunicativa che non ammette mediazioni. Ogni segno sulla carta o sulla tela sembra voler scavare nella superficie del supporto per estrarre l'essenza più autentica dell'essere, trasformando anche una cicatrice o una deformazione in elementi di una bellezza nuova, consapevole e fiera della propria imperfezione.
I personaggi di Paola De Angelis si offrono come archetipi dell’umano, specchi in cui riflettere la complessità della condizione contemporanea. Essi cercano un testimone che sappia riconoscere nelle loro peculiarità le proprie inquietudini universali. L’artista costruisce così un glossario dei sentimenti inespressi e dà vita a un’arte che abita il mondo dal di dentro, trasformando il vissuto interiore in una forma sublime e globale di conoscenza.
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