Sacro & POP. La Quasi oliva speciosa in campis, di Nicolò Barabino: capolavoro della pittura ottocentesc
Nicolò Barabino, Quasi oliva speciosa in campis, particolare
Dal 20 November 2025 al 23 February 2026
Genova
Luogo: Museo Diocesano
Indirizzo: Via Tommaso Reggio 20r
Orari: Lunedì: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00 Martedì: chiuso Mercoledì – Domenica: 14:00 – 18:00
Curatori: Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese, Sergio Rebora
Telefono per informazioni: +39 010 2475127
E-Mail info: info@museodiocesanogenova.it
Sito ufficiale: http://www.museodiocesanogenova.it
"Sacro&Pop" è la mostra con cui il Museo Diocesano di Genova partecipa al programma di eventi pensato per riscoprire l’Ottocento genovese.
Partendo dalla famosissima opera di uno dei più importanti pittori genovesi del XIX secolo, la mostra esplora i meccanismi per cui un’immagine devozionale è diventata una vera e propria icona pop, diffusa e riprodotta in tutta Italia: un fenomeno che ricorda la viralità dei contenuti digitali del nostro tempo.
"Quasi oliva speciosa in campis" è il titolo del dipinto che raffigura una Madonna col Bambino, eseguito da Nicolò Barabino per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena. Il titolo fa riferimento a un versetto biblico, e paragona Maria a un maestoso albero d’ulivo che svetta tra i campi.
Prima di essere collocata nella chiesa, una prima versione dell’opera viene presentata alla Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, dove la nota la regina Margherita di Savoia, che l’acquista e la colloca nella propria camera da letto, nella Villa Reale di Monza.
Barabino deve allora realizzare una nuova versione del dipinto per Sampierdarena, in cui apporta dei cambiamenti significativi. Tra l'altro, sostituisce la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo: nella devozione popolare l’opera è nota anche come Madonna dell’ulivo.
La "Quasi Oliva speciosa" ha una eccezionale capacità di rappresentare un soggetto colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante; infatti, le due versioni della pala d’altare diventano da subito oggetto di una diffusione straordinaria, innanzitutto attraverso la fotografia e poi riprodotta, in decine di oggetti per la devozione domestica che raggiungono tutti i ceti sociali: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma, tra cui quelle della celebre manifattura Minghetti di Bologna. Una produzione di oggettistica di “consumo pop” che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.
Sono esposte testimonianze di come la Quasi oliva abbia ispirato anche opere prestigiose, come la Tomba Balduino realizzata da Giulio Monteverde per il Cimitero di Staglieno, che la cita direttamente e di cui è esposto il bozzetto; e viene ricostruito il lungo percorso di ricerca di Barabino sul tema della figura mariana, che torna in opere rilevanti presenti in mostra.
Chiunque conservi in casa, tra i ricordi dei nonni o nelle soffitte un’immagine della "Quasi oliva" è invitato a comunicarlo al Museo, inviando una mail con i dati dell’opera (materiale, misure), un’immagine e se possibile un pensiero, un ricordo che dia significato all’oggetto all’interno delle proprie memorie famigliari.
Tutti questi oggetti saranno raccontati in mostra all’interno di un video, destinato ad arricchirsi di versioni di questa famosa immagine e dell’affetto che le hanno dedicato i suoi possessori.
Museo Diocesano Data: da 20/11/2025 a 23/02/2026 "Sacro&Pop" è la mostra con cui il Museo Diocesano di Genova partecipa al programma di eventi pensato per riscoprire l’Ottocento genovese.
Partendo dalla famosissima opera di uno dei più importanti pittori genovesi del XIX secolo, la mostra esplora i meccanismi per cui un’immagine devozionale è diventata una vera e propria icona pop, diffusa e riprodotta in tutta Italia: un fenomeno che ricorda la viralità dei contenuti digitali del nostro tempo.
La mostra è a cura di Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese, Sergio Rebora.
Il dipinto di Nicolò Barabino "Quasi oliva speciosa in campis" è il titolo del dipinto che raffigura una Madonna col Bambino, eseguito da Nicolò Barabino per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena. Il titolo fa riferimento a un versetto biblico, e paragona Maria a un maestoso albero d’ulivo che svetta tra i campi.
Prima di essere collocata nella chiesa, una prima versione dell’opera viene presentata alla Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, dove la nota la regina Margherita di Savoia, che l’acquista e la colloca nella propria camera da letto, nella Villa Reale di Monza.
Barabino deve allora realizzare una nuova versione del dipinto per Sampierdarena, in cui apporta dei cambiamenti significativi. Tra l'altro, sostituisce la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo: nella devozione popolare l’opera è nota anche come Madonna dell’ulivo.
La mostra Sacro&Pop La "Quasi Oliva speciosa" ha una eccezionale capacità di rappresentare un soggetto colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante; infatti, le due versioni della pala d’altare diventano da subito oggetto di una diffusione straordinaria, innanzitutto attraverso la fotografia e poi riprodotta, in decine di oggetti per la devozione domestica che raggiungono tutti i ceti sociali: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma, tra cui quelle della celebre manifattura Minghetti di Bologna. Una produzione di oggettistica di “consumo pop” che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.
Sono esposte testimonianze di come la Quasi oliva abbia ispirato anche opere prestigiose, come la Tomba Balduino realizzata da Giulio Monteverde per il Cimitero di Staglieno, che la cita direttamente e di cui è esposto il bozzetto; e viene ricostruito il lungo percorso di ricerca di Barabino sul tema della figura mariana, che torna in opere rilevanti presenti in mostra.
Una mostra “partecipata” Chiunque conservi in casa, tra i ricordi dei nonni o nelle soffitte un’immagine della "Quasi oliva" è invitato a comunicarlo al Museo, inviando una mail a info@museodiocesanogenova.it con i dati dell’opera (materiale, misure), un’immagine e se possibile un pensiero, un ricordo che dia significato all’oggetto all’interno delle proprie memorie famigliari.
Tutti questi oggetti saranno raccontati in mostra all’interno di un video, destinato ad arricchirsi di versioni di questa famosa immagine e dell’affetto che le hanno dedicato i suoi possessori.
Partendo dalla famosissima opera di uno dei più importanti pittori genovesi del XIX secolo, la mostra esplora i meccanismi per cui un’immagine devozionale è diventata una vera e propria icona pop, diffusa e riprodotta in tutta Italia: un fenomeno che ricorda la viralità dei contenuti digitali del nostro tempo.
"Quasi oliva speciosa in campis" è il titolo del dipinto che raffigura una Madonna col Bambino, eseguito da Nicolò Barabino per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena. Il titolo fa riferimento a un versetto biblico, e paragona Maria a un maestoso albero d’ulivo che svetta tra i campi.
Prima di essere collocata nella chiesa, una prima versione dell’opera viene presentata alla Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, dove la nota la regina Margherita di Savoia, che l’acquista e la colloca nella propria camera da letto, nella Villa Reale di Monza.
Barabino deve allora realizzare una nuova versione del dipinto per Sampierdarena, in cui apporta dei cambiamenti significativi. Tra l'altro, sostituisce la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo: nella devozione popolare l’opera è nota anche come Madonna dell’ulivo.
La "Quasi Oliva speciosa" ha una eccezionale capacità di rappresentare un soggetto colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante; infatti, le due versioni della pala d’altare diventano da subito oggetto di una diffusione straordinaria, innanzitutto attraverso la fotografia e poi riprodotta, in decine di oggetti per la devozione domestica che raggiungono tutti i ceti sociali: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma, tra cui quelle della celebre manifattura Minghetti di Bologna. Una produzione di oggettistica di “consumo pop” che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.
Sono esposte testimonianze di come la Quasi oliva abbia ispirato anche opere prestigiose, come la Tomba Balduino realizzata da Giulio Monteverde per il Cimitero di Staglieno, che la cita direttamente e di cui è esposto il bozzetto; e viene ricostruito il lungo percorso di ricerca di Barabino sul tema della figura mariana, che torna in opere rilevanti presenti in mostra.
Chiunque conservi in casa, tra i ricordi dei nonni o nelle soffitte un’immagine della "Quasi oliva" è invitato a comunicarlo al Museo, inviando una mail con i dati dell’opera (materiale, misure), un’immagine e se possibile un pensiero, un ricordo che dia significato all’oggetto all’interno delle proprie memorie famigliari.
Tutti questi oggetti saranno raccontati in mostra all’interno di un video, destinato ad arricchirsi di versioni di questa famosa immagine e dell’affetto che le hanno dedicato i suoi possessori.
Museo Diocesano Data: da 20/11/2025 a 23/02/2026 "Sacro&Pop" è la mostra con cui il Museo Diocesano di Genova partecipa al programma di eventi pensato per riscoprire l’Ottocento genovese.
Partendo dalla famosissima opera di uno dei più importanti pittori genovesi del XIX secolo, la mostra esplora i meccanismi per cui un’immagine devozionale è diventata una vera e propria icona pop, diffusa e riprodotta in tutta Italia: un fenomeno che ricorda la viralità dei contenuti digitali del nostro tempo.
La mostra è a cura di Lilli Ghio, Paola Martini, Caterina Olcese, Sergio Rebora.
Il dipinto di Nicolò Barabino "Quasi oliva speciosa in campis" è il titolo del dipinto che raffigura una Madonna col Bambino, eseguito da Nicolò Barabino per la chiesa di Santa Maria della Cella in Sampierdarena. Il titolo fa riferimento a un versetto biblico, e paragona Maria a un maestoso albero d’ulivo che svetta tra i campi.
Prima di essere collocata nella chiesa, una prima versione dell’opera viene presentata alla Esposizione Nazionale di Venezia del 1887, dove la nota la regina Margherita di Savoia, che l’acquista e la colloca nella propria camera da letto, nella Villa Reale di Monza.
Barabino deve allora realizzare una nuova versione del dipinto per Sampierdarena, in cui apporta dei cambiamenti significativi. Tra l'altro, sostituisce la presenza di simboliche arance con ricche fronde di ulivo: nella devozione popolare l’opera è nota anche come Madonna dell’ulivo.
La mostra Sacro&Pop La "Quasi Oliva speciosa" ha una eccezionale capacità di rappresentare un soggetto colto e classicheggiante in maniera immediata e accattivante; infatti, le due versioni della pala d’altare diventano da subito oggetto di una diffusione straordinaria, innanzitutto attraverso la fotografia e poi riprodotta, in decine di oggetti per la devozione domestica che raggiungono tutti i ceti sociali: copie di dilettanti, disegni, stampe, immaginette, finti arazzi e stendardi, sbalzi metallici, statuine in maiolica policroma, tra cui quelle della celebre manifattura Minghetti di Bologna. Una produzione di oggettistica di “consumo pop” che anticipa strategie mediatiche e commerciali tipiche dei nostri giorni.
Sono esposte testimonianze di come la Quasi oliva abbia ispirato anche opere prestigiose, come la Tomba Balduino realizzata da Giulio Monteverde per il Cimitero di Staglieno, che la cita direttamente e di cui è esposto il bozzetto; e viene ricostruito il lungo percorso di ricerca di Barabino sul tema della figura mariana, che torna in opere rilevanti presenti in mostra.
Una mostra “partecipata” Chiunque conservi in casa, tra i ricordi dei nonni o nelle soffitte un’immagine della "Quasi oliva" è invitato a comunicarlo al Museo, inviando una mail a info@museodiocesanogenova.it con i dati dell’opera (materiale, misure), un’immagine e se possibile un pensiero, un ricordo che dia significato all’oggetto all’interno delle proprie memorie famigliari.
Tutti questi oggetti saranno raccontati in mostra all’interno di un video, destinato ad arricchirsi di versioni di questa famosa immagine e dell’affetto che le hanno dedicato i suoi possessori.
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