Buon compleanno Antonio Massari. I 90 anni di un maestro
Antonio Massari, Autoritratto con la cattedrale di Otranto, 2000, tempera su carta, 70x50 cm.
Dal 11 Marzo 2022 al 11 Marzo 2022
Luogo: Museo Castromediano
Indirizzo: Viale Gallipoli 30
Orari: ore 18
Costo del biglietto: Ingresso gratuito con super green
Telefono per informazioni: +39 0832.37.52.72
Un museo di comunità è anche un museo degli artisti del territorio, che ritrovano nei suoi spazi e nelle sue visioni un interlocutore privilegiato, anche nei momenti speciali della propria vita.
È anche il caso di Antonio Massari che venerdì compirà 90 anni. E noi lo festeggeremo al museo, insieme a lui e ai suoi amici, con reading, proiezioni di immagini e video.
Sarà l’occasione per ripercorrere sessant’anni e oltre di ricerca artistica, le sue esperienze tra Lecce e Milano, dove ha vissuto per quarant’anni, e la storia della sua famiglia, del padre Michele e della sorella Annamaria, entrambi artisti. La storia della famiglia Massari è intimamente legata a quella del Museo Castromediano, all’interno della collezione della Pinacoteca sono custodite infatti alcune opere dei tre artisti.
Critici d’arte, scrittori, amministratori, collezionisti: tanti amici si ritroveranno, insieme al maestro, per festeggiare i suoi 90 anni.
L’artista è nato a Lecce nel 1932. Si è formato inizialmente presso il liceo classico e poi all’istituto d’arte, frequentando nel frattempo i corsi serali della scuola d’arte annessa alla Società Operaia di Mutuo Soccorso Eugenio Maccagni, sotto la guida di Luigi Balzani. Con la morte del padre nel 1954, Antonio dà il via alla sua indagine pittorica, alternando spesso la sua attività – dopo il 1957 – tra Lecce e Roma e dipingendo spesso ritratti per intere famiglie.Nel 1998 pubblica Edoardo: vera e propria narrazione di un’esistenza, mista ad aneddoti, visioni, prospettive del suo amico d’infanzia Edoardo De Candia, presenza costante nella sua vita: Massari in questo libro rivela dettagli sulla loro infanzia, sul rapporto d’amicizia che legava lui a De Candia, a Carmelo Bene, Tonino Caputo e Ugo Tapparini, protagonisti di scorribande incessanti, all’insegna dell’arte e dell’entusiasmo. Con il trasferimento definitivo in Lombardia, dopo il 1957, a Clusone, sulle Prealpi Orobiche, continua nella sua ricerca artistica impegnata nel figurativo e particolarmente connessa con tematiche sociali e politiche; ne sono un esempio opere quali Ospizio dei poveri Ss. Nicolò e Cataldo (1964) e Il prigioniero politico (1964). Negli anni SessantaAntonio ha vissuto e insegnato in provincia di Bergamo, nelle scuole medie inferiori per poi trasferirsi nel 1970 a Milano. Quando nei primi anni Sessanta Antonio Massari ha iniziato a sperimentare su quel fronte che poi ha battezzato Carte assorbenti, aveva già setacciato le strade figurative della pittura, in particolar modo quelle legate alla denuncia sociale, oltre che ai classici temi che gli erano geneticamente propri per eredità paterna. È del 2020 il libro di Lorenzo Madaro Michele Annamaria Antonio Massari. L’immaginario artistico di una famiglia (Manni Editore).
È anche il caso di Antonio Massari che venerdì compirà 90 anni. E noi lo festeggeremo al museo, insieme a lui e ai suoi amici, con reading, proiezioni di immagini e video.
Sarà l’occasione per ripercorrere sessant’anni e oltre di ricerca artistica, le sue esperienze tra Lecce e Milano, dove ha vissuto per quarant’anni, e la storia della sua famiglia, del padre Michele e della sorella Annamaria, entrambi artisti. La storia della famiglia Massari è intimamente legata a quella del Museo Castromediano, all’interno della collezione della Pinacoteca sono custodite infatti alcune opere dei tre artisti.
Critici d’arte, scrittori, amministratori, collezionisti: tanti amici si ritroveranno, insieme al maestro, per festeggiare i suoi 90 anni.
L’artista è nato a Lecce nel 1932. Si è formato inizialmente presso il liceo classico e poi all’istituto d’arte, frequentando nel frattempo i corsi serali della scuola d’arte annessa alla Società Operaia di Mutuo Soccorso Eugenio Maccagni, sotto la guida di Luigi Balzani. Con la morte del padre nel 1954, Antonio dà il via alla sua indagine pittorica, alternando spesso la sua attività – dopo il 1957 – tra Lecce e Roma e dipingendo spesso ritratti per intere famiglie.Nel 1998 pubblica Edoardo: vera e propria narrazione di un’esistenza, mista ad aneddoti, visioni, prospettive del suo amico d’infanzia Edoardo De Candia, presenza costante nella sua vita: Massari in questo libro rivela dettagli sulla loro infanzia, sul rapporto d’amicizia che legava lui a De Candia, a Carmelo Bene, Tonino Caputo e Ugo Tapparini, protagonisti di scorribande incessanti, all’insegna dell’arte e dell’entusiasmo. Con il trasferimento definitivo in Lombardia, dopo il 1957, a Clusone, sulle Prealpi Orobiche, continua nella sua ricerca artistica impegnata nel figurativo e particolarmente connessa con tematiche sociali e politiche; ne sono un esempio opere quali Ospizio dei poveri Ss. Nicolò e Cataldo (1964) e Il prigioniero politico (1964). Negli anni SessantaAntonio ha vissuto e insegnato in provincia di Bergamo, nelle scuole medie inferiori per poi trasferirsi nel 1970 a Milano. Quando nei primi anni Sessanta Antonio Massari ha iniziato a sperimentare su quel fronte che poi ha battezzato Carte assorbenti, aveva già setacciato le strade figurative della pittura, in particolar modo quelle legate alla denuncia sociale, oltre che ai classici temi che gli erano geneticamente propri per eredità paterna. È del 2020 il libro di Lorenzo Madaro Michele Annamaria Antonio Massari. L’immaginario artistico di una famiglia (Manni Editore).
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