Luciano Rossi. Tutto nasce da Nethuns
Opera di Luciano Rossi
Dal 17 Luglio 2021 al 6 Agosto 2021
Piombino | Livorno | Visualizza tutte le mostre a Livorno
Luogo: Castello di Populonia
Indirizzo: Via S. Giovanni 28
Orari: tutti i giorni 10-12.30 / 17.30-22
Telefono per informazioni: +39 329 3765032
E-Mail info: ascka@tiscali.it
L’omaggio diretto è al Dio etrusco del mare, quello stesso mare che l’opera di Luciano Rossi indaga incessantemente a colpi di sfumature materiche, ma anche impastate da quella luce calda e totalizzante della terra di Maremma che sa trasportare in contemporanei messaggi di sostenute sintesi.
Dalle ore 18 di sabato 17 luglio, fino al 6 agosto 2021, la Sala espositiva Gasparri del Castello di Populonia (Piombino-LI) ospita una mostra inedita dell’artista piombinese, dove la resa del paesaggio appare ancora più immediata. Mentre dai fondali di quelle acque dai toni del blu unico di Rossi, attraversato dalle ragioni dell’espressionismo nella rincorsa stessa dell’impressionismo, emerge la figura del mito, volumetrica, come spesso nelle para-pitture già sperimentate in passato, sale “a galla” da dietro il colore, da quella stessa luce intuita nei consueti e familiari fondali.
Così dagli scorci con cui ha restituito gli ambienti a ridosso di un mare straordinario e quasi invadente, e dove la storia antica ancora riscalda gli animi, come nella stessa Populonia dove ha sede la mostra “Tutto nasce da Nethuns”, Luciano Rossi esprime la chiara consapevolezza per cui “tutto nasce dall’acqua, che dobbiamo venerare e ringraziare”. Un’occasione per omaggiare il Dio etrusco Nethuns, la divinità delle acque, dei mari e quindi dell’ignoto.
L’acqua come sinonimo di vita, come per quel popolo misterioso eppure solare che ancora sembra orientare il viandante nelle terre fisiche ed esistenziali dello straordinario.
Artista nativo di Piombino (LI), attualmente residente nella cittadina di Riotorto, dove ha sede anche lo studio-atelier, Luciano Rossi si è diplomato presso il liceo artistico “Pietro Aldi” di Grosseto. Classe 1961, pittore dalle consolidate competenze tecniche, scultore ed incisore, si muove nei percorsi di una ricerca ricondotta, attraverso una sostenuta forza espressiva ed essenzialità compositive, fino al limite dei territori del concettuale.
Rivela, con una pittura materica, spesso supportata da collage e supporti sperimentali, la potenza poetica e narrativa di ambienti dalla storia densa e dalle suggestioni di una naturale bellezza suprema.
Dalle ore 18 di sabato 17 luglio, fino al 6 agosto 2021, la Sala espositiva Gasparri del Castello di Populonia (Piombino-LI) ospita una mostra inedita dell’artista piombinese, dove la resa del paesaggio appare ancora più immediata. Mentre dai fondali di quelle acque dai toni del blu unico di Rossi, attraversato dalle ragioni dell’espressionismo nella rincorsa stessa dell’impressionismo, emerge la figura del mito, volumetrica, come spesso nelle para-pitture già sperimentate in passato, sale “a galla” da dietro il colore, da quella stessa luce intuita nei consueti e familiari fondali.
Così dagli scorci con cui ha restituito gli ambienti a ridosso di un mare straordinario e quasi invadente, e dove la storia antica ancora riscalda gli animi, come nella stessa Populonia dove ha sede la mostra “Tutto nasce da Nethuns”, Luciano Rossi esprime la chiara consapevolezza per cui “tutto nasce dall’acqua, che dobbiamo venerare e ringraziare”. Un’occasione per omaggiare il Dio etrusco Nethuns, la divinità delle acque, dei mari e quindi dell’ignoto.
L’acqua come sinonimo di vita, come per quel popolo misterioso eppure solare che ancora sembra orientare il viandante nelle terre fisiche ed esistenziali dello straordinario.
Artista nativo di Piombino (LI), attualmente residente nella cittadina di Riotorto, dove ha sede anche lo studio-atelier, Luciano Rossi si è diplomato presso il liceo artistico “Pietro Aldi” di Grosseto. Classe 1961, pittore dalle consolidate competenze tecniche, scultore ed incisore, si muove nei percorsi di una ricerca ricondotta, attraverso una sostenuta forza espressiva ed essenzialità compositive, fino al limite dei territori del concettuale.
Rivela, con una pittura materica, spesso supportata da collage e supporti sperimentali, la potenza poetica e narrativa di ambienti dalla storia densa e dalle suggestioni di una naturale bellezza suprema.
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