Paul Jenkins. Abstract Phenomenist
Paul Jenkins, Phenomena Gobi Wind, 1982, acquarello su carta, 78,4x109 cm
Dal 28 November 2015 al 23 January 2016
Livorno | Visualizza tutte le mostre a Livorno
Luogo: Galleria Guastalla Centro Arte
Indirizzo: via Roma 45
Orari: martedì-sabato 10.00-13.00/16.30-20.00
Telefono per informazioni: +39 0586808518
E-Mail info: info@guastallacentroarte.com
Sito ufficiale: http://www.guastallacentroarte.com/
La Galleria Guastalla Centro Arte, presenta una mostra dell'artista americano Paul Jenkins, nato nel 1923 a Kansas City e scomparso nel 2012 a New York. In mostra saranno presentate circa 20 opere: un grande dipinto, vari acquarelli e alcune opere grafiche, principalmente risalenti al periodo che va dagli anni'70 agli anni'80.
Formatosi in America a stretto contatto con gli artisti della Action Painting, in particolare con Pollock e Rothko, amici cui Jenkins riconosce anche il ruolo di maestri, si trasferì negli anni '50 a Parigi, dove, nel '54 realizzò la sua prima mostra europea. Fu da questo momento che nacque una travolgente attrazione per quegli artisti intenti a rifondare il codice linguistico della pittura europea, quali Wols, Dubuffet, Fautrier, Michaux. Dallo studio del colore di Odilon Redon, di Moreau e specialmente degli artisti della tradizione italiana, come Pisanello, Piero Della Francesca, Giotto, Sassetta, ma anche Burri, trasse l'ispirazione per il suo stile unico e riconoscibile, che sfugge alle definizioni, alle scuole, alle tendenze. Attratto dalla natura primordiale del colore e del suo purissimo rifrangersi sulla tela bianca, l'artista accosta colate di colori assoluti che si distendono sulla tela con gesto calmo: lì fa calare liquidi sulla carta o sulla tela, poi li indirizza, li corregge, li assesta con una lama d'avorio, obbligandoli a concentrarsi, a stendersi, a trovare la loro forma. La luce che crea il colore è un argomento determinante della sua poetica: il prisma spesso presente nella pittura, non è l'immagine, ma la prova fondamentale che la luce crea il colore. Altro polo nella formazione stilistica di Jenkins è rappresentato dalla conoscenza dell'Oriente, della cultura Zen, che assume, nella sua arte il ruolo di congiunzione fra la cultura americana e quella europea.
I titoli delle sue opere sono preceduti dalla parola "Phenomena", "Il fenomeno per me significa la cattura della realtà nelle sue perpetue metamorfosi, allo stesso tempo l'atto del dipingere e il suo risultato", "posso definire me stesso come un abstract phenomenist, uno che affronta la realtà in movimento", spiega Jenkins inventando una definizione nuova.
Formatosi in America a stretto contatto con gli artisti della Action Painting, in particolare con Pollock e Rothko, amici cui Jenkins riconosce anche il ruolo di maestri, si trasferì negli anni '50 a Parigi, dove, nel '54 realizzò la sua prima mostra europea. Fu da questo momento che nacque una travolgente attrazione per quegli artisti intenti a rifondare il codice linguistico della pittura europea, quali Wols, Dubuffet, Fautrier, Michaux. Dallo studio del colore di Odilon Redon, di Moreau e specialmente degli artisti della tradizione italiana, come Pisanello, Piero Della Francesca, Giotto, Sassetta, ma anche Burri, trasse l'ispirazione per il suo stile unico e riconoscibile, che sfugge alle definizioni, alle scuole, alle tendenze. Attratto dalla natura primordiale del colore e del suo purissimo rifrangersi sulla tela bianca, l'artista accosta colate di colori assoluti che si distendono sulla tela con gesto calmo: lì fa calare liquidi sulla carta o sulla tela, poi li indirizza, li corregge, li assesta con una lama d'avorio, obbligandoli a concentrarsi, a stendersi, a trovare la loro forma. La luce che crea il colore è un argomento determinante della sua poetica: il prisma spesso presente nella pittura, non è l'immagine, ma la prova fondamentale che la luce crea il colore. Altro polo nella formazione stilistica di Jenkins è rappresentato dalla conoscenza dell'Oriente, della cultura Zen, che assume, nella sua arte il ruolo di congiunzione fra la cultura americana e quella europea.
I titoli delle sue opere sono preceduti dalla parola "Phenomena", "Il fenomeno per me significa la cattura della realtà nelle sue perpetue metamorfosi, allo stesso tempo l'atto del dipingere e il suo risultato", "posso definire me stesso come un abstract phenomenist, uno che affronta la realtà in movimento", spiega Jenkins inventando una definizione nuova.
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 28 March 2026 al 22 November 2026
Venezia | Ca’ Pesaro – Galleria d’Arte Moderna
Jenny Saville a Ca’ Pesaro
-
Dal 27 March 2026 al 23 August 2026
Brescia | Museo di Santa Giulia
Bruce Gilden. A closer look
-
Dal 27 March 2026 al 29 June 2026
Roma | Palazzo Bonaparte
Hokusai
-
Dal 27 March 2026 al 26 July 2026
Vicenza | Basilica Palladiana
Guido Harari. Incontri. 50 anni di fotografie e racconti
-
Dal 21 November 2026 al 11 April 2027
Londra | The National Gallery
Van Eyck: The Portraits
-
Dal 18 February 2026 al 19 July 2026
Parigi | Musée du Luxembourg
Leonora Carrington