Emilio Isgrò: Erasing to Create
Emilio Isgrò, Preghiera per l’Europa, 2016, | Courtesy © Archivio Emilio Isgrò | Estorick Collection, London
Dal 20 Maggio 2026 al 6 Settembre 2026
Londra | Visualizza tutte le mostre a Londra
Luogo: Estorick Collection
Indirizzo: 39A Canonbury Square, London N1 2AN
Orari: Mer - Sab 11.00 - 18.00 | Dom 12.00 - 17.00 | Lun-Mar chiuso
Telefono per informazioni: +44 20 7704 9522
E-Mail info: info@estorickcollection.com
Sito ufficiale: http://www.estorickcollection.com
Una grande mostra che ripercorre lo straordinario percorso artistico dell'artista italiano Emilio Isgrò (nato nel 1937), dalle sue opere concettuali pionieristiche degli anni '60 alle sue più recenti esplorazioni creative. Organizzata in collaborazione con la Fondazione Emilio Isgrò e il Consolato Generale d'Italia a Londra, questa retrospettiva celebra oltre sei decenni di innovazione. Traccia l'evoluzione del suo approccio distintivo, dalle prime opere di poesia visiva agli esempi della sua celebre Cancellatura, in cui parole e lettere di testi stampati vengono sapientemente oscurate, rivelando nuovi significati e ritmi visivi.
Dal 1969, la pratica di Isgrò si è anche confrontata con globi e mappe, cancellando i nomi dei luoghi per mettere in discussione le percezioni di spazio, identità e storia. Queste opere invitano i visitatori a riconsiderare il terreno della conoscenza e le politiche della comunicazione. La mostra presenta circa 40 opere iconiche dell'artista, tra cui un'opera concepita appositamente per l'esposizione.
Isgrò ha sempre sostenuto che il suo atto di cancellare «non distrugge ma crea; non censura ma rivela. Anzi, è il modo più efficace per salvare la parola – quel canale dell'eccellenza del pensiero umano – dalla minaccia di un mass media eminentemente visivo che ne minaccia l'esistenza stessa».
Dal 1969, la pratica di Isgrò si è anche confrontata con globi e mappe, cancellando i nomi dei luoghi per mettere in discussione le percezioni di spazio, identità e storia. Queste opere invitano i visitatori a riconsiderare il terreno della conoscenza e le politiche della comunicazione. La mostra presenta circa 40 opere iconiche dell'artista, tra cui un'opera concepita appositamente per l'esposizione.
Isgrò ha sempre sostenuto che il suo atto di cancellare «non distrugge ma crea; non censura ma rivela. Anzi, è il modo più efficace per salvare la parola – quel canale dell'eccellenza del pensiero umano – dalla minaccia di un mass media eminentemente visivo che ne minaccia l'esistenza stessa».
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