Chinese Propaganda Posters, Serve the People, China: Revolution - Evolution from 1949-1983
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Sao Zuotang, I want to be a scientist when I grow up, 1982, Liaoning
Dal 19 Marzo 2016 al 17 Ottobre 2016
Forte dei Marmi | Lucca
Luogo: Fondazione Villa Bertelli
Indirizzo: via Giuseppe Mazzini 200
Curatori: Massimo Scaringella
Telefono per informazioni: +39 0584 787251
Sito ufficiale: http://www.villabertelli.it
Conoscere la Cina di ieri, per capire la Cina di oggi, attraverso l'iconografia, l'arte e la propaganda maoista, in un percorso d’immagini originali d'epoca. Per la prima volta in Europa, dopo il grande successo al Centro Cultural Borges di Buenos Aires e nella sede espositiva del Municipio di Las Condes a Santiago del Cile, dal 19 marzo al 17 aprile 2016, arriva in Italia, a Forte dei Marmi, nella meravigliosa cornice di Villa Bertelli, la mostra Chinese Propaganda Posters, Serve the People, China: Revolution - Evolution from 1949-1983, a cura di Massimo Scaringella. Una selezione di Poster della propaganda cinese dell’epoca maoista appartenenti alla Hafnia Foundation di Xiamen (Cina) - una delle più grandi collezioni nel mondo su questa tematica – che ricrea in maniera attenta e ragionata un inedito viaggio nel passato prossimo del colosso orientale, per intenderne il presente e proiettarne il futuro. La mostra si compone di manifesti e dipinti originali utilizzati come modello per fogli stampati tra il 1949 e il 1983 corrispondente al periodo di Presidenza di Mao Tse Tung e alla sua storica “Rivoluzione Culturale”, ed è suddivisa in categorie (Società, Industria, Socialismo e Pittura) e sottocategorie per aiutare il visitatore a comprendere maggiormente la loro storia e creazione. I manifesti di propaganda cinese. Durante il forum di letteratura e arte di Yan'an realizzato nel maggio del 1942, il Partito Comunista Cinese guidato da Mao Tse Tung, tracciò le linee guida della "cultura rivoluzionaria" del partito. I discorsi di Mao, durante questo evento, delinearono il modello dell'arte che si sarebbe prodotta fino a dopo la Rivoluzione Culturale, negli anni '80. I suoi principali interessi erano che l’arte riflettesse la vita della classe operaia e la considerasse come la principale protagonista, e che fosse a servizio della politica e dello sviluppo del socialismo. Così, tutta la creazione artistica si trasformò in vera e propria propaganda, che principalmente, descriveva la vita dei contadini ed era a loro diretta. Una produzione artistica di grande bellezza che rappresenta ancora oggi, nel 2016, le speranze più alte dell'utopia Maoista, dove si distinguono immagini di purezza ideologica e di felicità familiare. In contrasto con la teoria tradizionale Marxista e a quella Marxista Leninista, il Maoismo, non è un’interpretazione materialistica dello sviluppo storico, ma piuttosto, una teoria idealista basata sulla convinzione di Mao che la coscienza e la volontà umana sono i principali fattori che guidano la storia. Da questo quadro ideologico, i propagandisti cinesi furono in grado di produrre opere che vennero valorizzate e apprezzate per la loro bellezza e il loro uso decorativo sia in ambienti pubblici che privati. Nei Manifesti della Propaganda Cinese si alternavano diversi stili artistici, incluso il realismo sociale e il tradizionale acquerello cinese. Alcune opere, come i dipinti rupestri sono bellissimi esempi di arte näif; lineari e pieni di colori, con un leggero e bizzarro senso della prospettiva. Senza dubbio, l'ndiscusso talento naturale dei pittori è inconfondibile. La mostra curata da Massimo Scaringella è accompagnata da un catalogo con la riproduzione di tutte le opere in mostra.
Orari:
mar, mer, gio, ven, dom ore 11-19; sab 11-22; lunedì chiuso
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