Gonçalo Mabunda. Il creatore del nascosto
© Ph. Nicola Gnesi | Gonçalo Mabunda, Untitled (Throne), 2018-2019, Mixed media | Foto: Nicola Gnesi
Dal 18 Maggio 2019 al 30 Giugno 2019
Pietrasanta | Lucca | Visualizza tutte le mostre a Lucca
Luogo: Galleria Giovanni Bonelli
Indirizzo: Via Nazario Sauro 56
Orari: Mar - Sab 11 -19 | Dom - Lun Chiuso
Curatori: Alessandro Romanini
Costo del biglietto: Ingresso libero
Telefono per informazioni: +39 02 8724 6945
E-Mail info: pietrasanta@galleriagiovannibonelli.it
Sito ufficiale: http://www.galleriagiovannibonelli.it
Dal 19 maggio al 30 giugno 2019, la sede di Pietrasanta (LU) della Galleria Giovanni Bonelli ospita la personale di Gonçalo Mabunda (Maputo, 1975).
L’esposizione, curata da Alessandro Romanini, propone 20 sculture dell’artista mozambicano, che rappresenta il proprio paese alla Biennale di Venezia 2019, create utilizzando materiali bellici smantellati come proiettili, parti di fucili e mitragliatrici, usati nella lunga e sanguinosa guerra civile che per 16 anni ha insanguinato il suo paese.

Mabunda si appropria degli scarti bellici che vengono smontati e poi riassemblati per formare maschere e troni dalle reminiscenze tribali caratteristiche della cultura sub-sahariana.
L’inizio di questa sua particolare produzione va ricercato nel programma governativo chiamato Trasformare le pistole in speranze, al quale Mabunda partecipò già dal 1995. Scopo del progetto era raccogliere le armi ancora estremamente diffuse sul territorio segnato dalla guerra civile appena conclusa, e distruggerne la gran parte mentre la quantità residuale, veniva consegnata agli artisti, chiedendo loro di “trasformarle” in modo creativo.
Le maschere di Mabunda hanno la forza evocativa e mantengono le valenze simboliche e rituali delle antiche maschere tribali africane facenti parte della cultura e della tradizione con le quali l’artista è nato e cresciuto. Con le sue creazioni Mabunda condanna le atrocità della guerra e soprattutto ne mette in evidenza in chiave metaforica e simbolica, gli indissolubili legami con l’esercizio del potere politico.
I troni, simbolo del dominio conquistato con le armi di cui sono composti, diventano allo stesso tempo denunce della vacuità di un governo ottenuto con la violenza e un cortocircuito tra la modernità tecnologica (di cui le armi sono espressione) e l’ancestralità dei riti del popolo mozambichiano e della sua memoria collettiva.
“Mabunda - afferma Alessandro Romanini - si presenta quindi come creatore, nel senso letterale di costruttore, come colui che rende visibile, attraverso il lavoro di scomposizione e ricomposizione della forma, un senso ulteriore delle cose. Un mediatore in grado di far ascendere la dimensione personale e quella del suo popolo a una dimensione di valore universale.
“Il nascosto, evocato nel titolo - prosegue Alessandro Romanini - si riferisce alla nuova possibilità di esistenza di oggetti (le armi) all’interno di una struttura estetica che in nessun modo ne mitiga l’impatto aggressivo ma che lo incanala in una nuova possibilità di senso che diventa, per contrasto, denuncia ed epifania di una nuova forma di vita e di relazione sociale possibili”.
Catalogo in galleria.
Gonçalo Mabunda (1975, Maputo District, Mozambico. Vive e lavora a Maputo).
Nonostante l’infanzia trascorsa in un paese devastato dalla guerra civile (1975-1991) Mabunda ha potuto frequentare le scuole della capitale del Mozambico (Maputo): ha iniziato a dipingere a 17 anni e dai 22 anni ha iniziato a lavorare come artista a tempo pieno. Ha al suo attivo la partecipazione ad esposizioni in prestigiose istituzioni di livello internazionale quali ad esempio: il Centre Georges Pompidou di Parigi (2005); il Mori Museum di Tokyo (2006); il Guggenheim di Bilbao (2016); Palazzo Reale di Milano (2016); il Palais de Tokyo di Parigi (2018). La sua prima presenza alla Biennale di Venezia risale al 2015 mentre quest’anno (2019) è stato selezionato per rappresentare il Mozambico nel padiglione nazionale. A livello internazionale collabora con la Jack Bell Gallery di Londra. Numerosi riconoscimenti internazionali gli sono stati conferiti per il suo impegno di attivista contro la guerra trasmesso attraverso i suoi lavori.
Inaugurazione: sabato 18 maggio 2019, ore 18
SCARICA IL COMUNICATO IN PDF
MOSTRE A LUCCA
-
Dal 2 Dicembre 2025 al 2 Giugno 2026
Cavallerizza
Giovanni Boldini. La seduzione della pittura
-
Dal 27 Marzo 2026 al 27 Settembre 2026
Forte Pietro Leopoldo I
PITTURA A NAPOLI DOPO CARAVAGGIO. Il Seicento nella collezione della Fondazione De Vito
Visualizza tutte le mostre a Lucca
MOSTRE IN PRIMO PIANO
-
Dal 30 Aprile 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Museo Correr
Spiral Economy: Charrière and Canova
-
Dal 2 Maggio 2026 al 13 Settembre 2026
Roma | Museo di Roma
Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati
-
Dal 25 Giugno 2026 al 3 Gennaio 2027
Londra | Tate Modern
Frida: la nascita di un'icona
-
Dal 28 Aprile 2026 al 31 Dicembre 2026
Roma | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Artista alla GNAMC. Marinella Senatore artista dell’Anno 2026
-
Dal 25 Aprile 2026 al 10 Maggio 2026
Este | Ex Chiesa di San Rocco
Della bellezza
-
Dal 26 Aprile 2026 al 26 Agosto 2026
Ascona | Museo Castello San Materno
NOSTALGIA DEL SUD. Artisti tedeschi in Italia 1865-1915