Allan McCollum. MINIME VARIAZIONI. Drawings and Plaster Surrogates
Allan McCollum, Drawings, 1989. Courtesy Allan McCollum Studio, New York
Dal 18 Gennaio 2024 al 29 Marzo 2024
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Fumagalli
Indirizzo: Via Bonaventura Cavalieri 6
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 19
Telefono per informazioni: +39 02 36799285
E-Mail info: info@galleriafumagalli.com
Sito ufficiale: http://galleriafumagalli.com
La Galleria Fumagalli ospiterà dal 18 gennaio al 29 marzo 2024 MINIME VARIAZIONI. Drawings and Plaster Surrogates, la prima mostra personale in galleria del maestro americano Allan McCollum (Los Angeles, 1944) che torna a esporre in Italia dopo quindici anni con un progetto site-specific.
Allan McCollum, uno tra gli artisti americani concettuali più originali e influenti, sarà a Milano per una mostra di respiro museale: un progetto appositamente pensato per lo spazio principale della galleria, composto da 660 elementi realizzati tra il 1988 e il 1992, che andranno a comporre un’unica estesa installazione: Collection of Drawings. L’opera restituisce la ricerca cinquantennale dell’artista che si concretizza in “collezioni” di opere – disegni o oggetti scultorei, da pochi elementi a diverse migliaia – apparentemente prodotti in serie, ma caratterizzati da sottili e minime variazioni di forme e colore che distinguono il singolo dalla “massa”. Attraverso la riproduzione di forme simili e la loro esposizione in installazioni e sequenze mai uguali, Allan McCollum riflette sull’eterno paradosso dell’esistenza umana per cui ogni individuo aspira a essere parte di un gruppo, ma allo stesso tempo a sentirsi unico.
Nel 2008 in occasione della sua partecipazione alla Biennale di San Paolo, Allan McCollum ha affermato: «È un'idea semplice, creare un sistema per produrre una “forma” emblematica unica per ogni persona sul pianeta. Naturalmente è complicato e poco pratico, ma poiché spesso riteniamo l’arte un “sogno impossibile”, ho pensato che avrei potuto provarci.»
Dagli anni ’70, Allan McCollum indaga e pone in discussione la dicotomia tra produzione a mano di opere uniche e produzione di massa, tra indagine artistica dell’individuo e destinatari tradizionalmente intesi come folla senza nome, proponendone il superamento e la creazione di nuove identificazioni per gli spettatori in contrasto con le categorizzazioni dell’arte tradizionale di produttore e destinatario valutato in base a istruzione e classe. Per tale attenzione ai processi di ricezione culturale, l’opera di McCollum è stata spesso associata alle ricerche dei contemporanei Michael Asher, Daniel Buren, Andrea Fraser, Louise Lawler e Allan Ruppersberg.
Allan McCollum vive e lavora a New York dove si è trasferito nel 1975, dopo gli esordi a Los Angeles, sua città natale.
Fondamentali per la sua affermazione sono i gruppi di opere: Surrogate Paintings iniziato nel 1978, Plaster Surrogates emerso nel 1982 e Drawings dal 1988.
Ha partecipato alla Whitney Biennial del 1975 e alle Biennali di Venezia del 1988 e 2012. Sue opere sono presenti nelle collezioni di oltre settanta musei d’arte fra i più prestigiosi del mondo tra cui il Centre Pompidou a Parigi; il MoMA, il Whitney Museum of American Art, il Guggenheim Museum e il Metropolitan Museum of Art a New York; il MAMCO a Ginevra; il Castello di Rivoli a Torino. Allan McCollum seguirà personalmente l’allestimento della mostra, che durerà circa due settimane, e sarà presente all’opening del 18 gennaio 2024 ore 17-21.
Allan McCollum, uno tra gli artisti americani concettuali più originali e influenti, sarà a Milano per una mostra di respiro museale: un progetto appositamente pensato per lo spazio principale della galleria, composto da 660 elementi realizzati tra il 1988 e il 1992, che andranno a comporre un’unica estesa installazione: Collection of Drawings. L’opera restituisce la ricerca cinquantennale dell’artista che si concretizza in “collezioni” di opere – disegni o oggetti scultorei, da pochi elementi a diverse migliaia – apparentemente prodotti in serie, ma caratterizzati da sottili e minime variazioni di forme e colore che distinguono il singolo dalla “massa”. Attraverso la riproduzione di forme simili e la loro esposizione in installazioni e sequenze mai uguali, Allan McCollum riflette sull’eterno paradosso dell’esistenza umana per cui ogni individuo aspira a essere parte di un gruppo, ma allo stesso tempo a sentirsi unico.
Nel 2008 in occasione della sua partecipazione alla Biennale di San Paolo, Allan McCollum ha affermato: «È un'idea semplice, creare un sistema per produrre una “forma” emblematica unica per ogni persona sul pianeta. Naturalmente è complicato e poco pratico, ma poiché spesso riteniamo l’arte un “sogno impossibile”, ho pensato che avrei potuto provarci.»
Dagli anni ’70, Allan McCollum indaga e pone in discussione la dicotomia tra produzione a mano di opere uniche e produzione di massa, tra indagine artistica dell’individuo e destinatari tradizionalmente intesi come folla senza nome, proponendone il superamento e la creazione di nuove identificazioni per gli spettatori in contrasto con le categorizzazioni dell’arte tradizionale di produttore e destinatario valutato in base a istruzione e classe. Per tale attenzione ai processi di ricezione culturale, l’opera di McCollum è stata spesso associata alle ricerche dei contemporanei Michael Asher, Daniel Buren, Andrea Fraser, Louise Lawler e Allan Ruppersberg.
Allan McCollum vive e lavora a New York dove si è trasferito nel 1975, dopo gli esordi a Los Angeles, sua città natale.
Fondamentali per la sua affermazione sono i gruppi di opere: Surrogate Paintings iniziato nel 1978, Plaster Surrogates emerso nel 1982 e Drawings dal 1988.
Ha partecipato alla Whitney Biennial del 1975 e alle Biennali di Venezia del 1988 e 2012. Sue opere sono presenti nelle collezioni di oltre settanta musei d’arte fra i più prestigiosi del mondo tra cui il Centre Pompidou a Parigi; il MoMA, il Whitney Museum of American Art, il Guggenheim Museum e il Metropolitan Museum of Art a New York; il MAMCO a Ginevra; il Castello di Rivoli a Torino. Allan McCollum seguirà personalmente l’allestimento della mostra, che durerà circa due settimane, e sarà presente all’opening del 18 gennaio 2024 ore 17-21.
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