Ana Cardoso. Your Payment Verification Code Is 26QNFLU9
Ana Cardoso, Your Identity History Summary Request Has Been Accepted, 2021-2022, acrilico, olio e pastelli a olio su lino e cotone, 118 x 118 cm. Courtesy l’artista e Renata Fabbri arte contemporanea, Milano
Dal 24 Gennaio 2023 al 18 Marzo 2023
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Renata Fabbri arte contemporanea
Indirizzo: Via Antonio Stoppani 15/c
Orari: martedì - sabato 15.30 - 19.30. Lunedì su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 02 42449047
E-Mail info: info@renatafabbri.it
Sito ufficiale: http://www.renatafabbri.it
Renata Fabbri è lieta di annunciare Your Payment Verification Code Is 26QNFLU9, la prima mostra personale di Ana Cardoso in galleria. Per l’occasione, l’artista presenta una serie di nuovi dipinti che indagano i limiti del mezzo pittorico e le sue possibilità di sfociare in dimensioni installative e scultoree.
La ricerca pittorica di Cardoso si snoda tra astrazione e informe, materialità e illusionismo, concettualismo e ready-made. A partire da un’indagine approfondita del mezzo pittorico e, in modo particolare, dei movimenti di astrazione formalista e minimalista in pittura, l’artista crea tele modulari, strutture predefinite e antropometriche che, assemblate, giustapposte, sfalsate, impilate una sull’altra o mosse come all’interno di un vasto paesaggio di frammenti geometrici, generano composizioni dinamiche in grado di alterare la visione e la percezione dello spazio.
Attraverso l’utilizzo di forme semplici ed elementari – come triangoli, quadrati, parallelogrammi, rettangoli – e delle infinite possibilità formali che scaturiscono dalla loro combinazione, le “tele-oggetto” di Cardoso si aprono così ad una complessità concettuale ed interpretativa che mette in discussione il concetto di “opera finita” a favore di un’idea di pittura come processo performativo e mutevole. Intesa pertanto dall’artista come attività in continua evoluzione, l’esperienza pittorica si concretizza per Cardoso in un gioco di infiniti accostamenti, ripensamenti, capovolgimenti e destrutturazioni, allo stesso modo in cui lo è la costruzione di un’immagine, sia essa reale o virtuale: una combinazione di forme, colori e materiali, ma anche texture, pixel e codici invisibili, come suggerito dal titolo stesso della mostra.
Alludendo a una serie di caratteri alfanumerici tipica dei processi di registrazione e autenticazione online, il titolo lascia intuire la natura randomica e, al tempo stesso singolare, alla base della pratica dell’artista e dei lavori esposti. Dietro il rigore e la precisione delle forme utilizzate, i dipinti di Cardoso rivelano una sperimentazione nella forma che si traduce sul supporto pittorico attraverso l’alternarsi di campiture, stratificazioni, pattern e simboli: pennellate a volte meditate, alle altre più istintive, che confondono i confini della tela. Guardando all’eredità di esperienze come il neoconcretismo e il formalismo, Cardoso esplora i concetti fondamentali di superficie, composizione e colore, incoraggiando il dialogo con il passato e, al tempo stesso guardando ad essi come nuovi alfabeti, veicoli di sperimentazione romantica, luogo di incidenti, interrogativi, contaminazioni, incontri.
Ana Cardoso (Lisbona, 1981) vive e lavora fra Lisbona e New York. Nel 2006 ha conseguito un master in arti visive presso l’Hunter College, New York. Tra le mostre personali e bipersonali: Nuno Centeno, Porto (2019); Parapet Real Humans, St Louis (2018); Arpad Szenes – Vieira da Silva Museum, Lisbona (2018); Temnikova & Kasela, Tallin (2017); Jablonka Maruani Mercier, Knokke (2016); Andrew Rafacz, Chicago (2015); MNAC – Contemporary Art Museum, Lisbona (2015); Múrias Centeno, Lisbona (2014); Longhouse Projects, New York (2014); Maisterravalbuena, Madrid (2012); Pedro Cera, Lisbona (2012); Soloway, New York (2011); Conduits, Milano (2011) e Southfirst, New York (2008), tra le altre. Cardoso è stato inclusa nelle seguenti mostre collettive: Galerias Municipais – Galeria da Boavista, Lisbona (2022); Cristina Guerra, Lisbona (2021); Renata Fabbri, Milano (2020); Calouste Gulbenkian Museum, Lisbona (2018–19); MAAT Museum, Lisbona (2017); Rachel Uffner, New York (2015); Cluj-Napoca Art Museum, Cluj (2012); Prague Biennial 5, Praga (2011); Tate St Ives (2011); The Kitchen, New York (2009); White Flag Projects, Saint Louis (2008) e Culturgest, Lisbona (2007). Il suo lavoro è stato pubblicato su Artforum, Flash Art, Mousse, Modern Painters, Art in America, The Brooklyn Rail,Contemporânea e nel volume Painting Now a cura di Suzanne Hudson, edito da Thames & Hudson (Londra) nel 2015. Cardoso ha ottenuto una borsa di studio promossa dalla Pollock-Krasner Foundation (2019–20) ed è stata fellow di Shandaken: Projects, Paint School master class, New York (2018–19).
Opening: 24 gennaio 2023, ore 18-21
La ricerca pittorica di Cardoso si snoda tra astrazione e informe, materialità e illusionismo, concettualismo e ready-made. A partire da un’indagine approfondita del mezzo pittorico e, in modo particolare, dei movimenti di astrazione formalista e minimalista in pittura, l’artista crea tele modulari, strutture predefinite e antropometriche che, assemblate, giustapposte, sfalsate, impilate una sull’altra o mosse come all’interno di un vasto paesaggio di frammenti geometrici, generano composizioni dinamiche in grado di alterare la visione e la percezione dello spazio.
Attraverso l’utilizzo di forme semplici ed elementari – come triangoli, quadrati, parallelogrammi, rettangoli – e delle infinite possibilità formali che scaturiscono dalla loro combinazione, le “tele-oggetto” di Cardoso si aprono così ad una complessità concettuale ed interpretativa che mette in discussione il concetto di “opera finita” a favore di un’idea di pittura come processo performativo e mutevole. Intesa pertanto dall’artista come attività in continua evoluzione, l’esperienza pittorica si concretizza per Cardoso in un gioco di infiniti accostamenti, ripensamenti, capovolgimenti e destrutturazioni, allo stesso modo in cui lo è la costruzione di un’immagine, sia essa reale o virtuale: una combinazione di forme, colori e materiali, ma anche texture, pixel e codici invisibili, come suggerito dal titolo stesso della mostra.
Alludendo a una serie di caratteri alfanumerici tipica dei processi di registrazione e autenticazione online, il titolo lascia intuire la natura randomica e, al tempo stesso singolare, alla base della pratica dell’artista e dei lavori esposti. Dietro il rigore e la precisione delle forme utilizzate, i dipinti di Cardoso rivelano una sperimentazione nella forma che si traduce sul supporto pittorico attraverso l’alternarsi di campiture, stratificazioni, pattern e simboli: pennellate a volte meditate, alle altre più istintive, che confondono i confini della tela. Guardando all’eredità di esperienze come il neoconcretismo e il formalismo, Cardoso esplora i concetti fondamentali di superficie, composizione e colore, incoraggiando il dialogo con il passato e, al tempo stesso guardando ad essi come nuovi alfabeti, veicoli di sperimentazione romantica, luogo di incidenti, interrogativi, contaminazioni, incontri.
Ana Cardoso (Lisbona, 1981) vive e lavora fra Lisbona e New York. Nel 2006 ha conseguito un master in arti visive presso l’Hunter College, New York. Tra le mostre personali e bipersonali: Nuno Centeno, Porto (2019); Parapet Real Humans, St Louis (2018); Arpad Szenes – Vieira da Silva Museum, Lisbona (2018); Temnikova & Kasela, Tallin (2017); Jablonka Maruani Mercier, Knokke (2016); Andrew Rafacz, Chicago (2015); MNAC – Contemporary Art Museum, Lisbona (2015); Múrias Centeno, Lisbona (2014); Longhouse Projects, New York (2014); Maisterravalbuena, Madrid (2012); Pedro Cera, Lisbona (2012); Soloway, New York (2011); Conduits, Milano (2011) e Southfirst, New York (2008), tra le altre. Cardoso è stato inclusa nelle seguenti mostre collettive: Galerias Municipais – Galeria da Boavista, Lisbona (2022); Cristina Guerra, Lisbona (2021); Renata Fabbri, Milano (2020); Calouste Gulbenkian Museum, Lisbona (2018–19); MAAT Museum, Lisbona (2017); Rachel Uffner, New York (2015); Cluj-Napoca Art Museum, Cluj (2012); Prague Biennial 5, Praga (2011); Tate St Ives (2011); The Kitchen, New York (2009); White Flag Projects, Saint Louis (2008) e Culturgest, Lisbona (2007). Il suo lavoro è stato pubblicato su Artforum, Flash Art, Mousse, Modern Painters, Art in America, The Brooklyn Rail,Contemporânea e nel volume Painting Now a cura di Suzanne Hudson, edito da Thames & Hudson (Londra) nel 2015. Cardoso ha ottenuto una borsa di studio promossa dalla Pollock-Krasner Foundation (2019–20) ed è stata fellow di Shandaken: Projects, Paint School master class, New York (2018–19).
Opening: 24 gennaio 2023, ore 18-21
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