Giancarlo Cerri. Nel segno della Croce: dipinti e disegni, 1965-2005
G.Cerri, Nel segno della croce, 2005, acrilico su tacola, cm 120x90
Dal 29 Marzo 2014 al 27 Aprile 2014
San Donato Milanese | Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria d'Arte Contemporanea “V. Guidi”
Indirizzo: piazza delle Arti
Orari: da lunedì a sabato 9.30-12.30/14.30-18.30; domenica 10-12.30/16.30-19
Enti promotori:
- Comune di San Donato
Telefono per informazioni: +39 02 52772409
E-Mail info: info@deangelispress.it
Sito ufficiale: http://https://www.comune.sandonatomilanese.mi.it
Giancarlo Cerri, lombardo classe 1938, pittore laicissimo e umanissimo, dal 29 marzo al 27 aprile presenta allo spazio per l’arte contemporanea Cascina Roma di San Donato un'ampia retrospettiva, di opere d'arte sacra eseguite dal 1965 al 2005.
La mostra, promossa dal Comune di San Donato, propone 55 opere fra dipinti di grandi e medie dimensioni, disegni e studi su tela il cui tema dominante è la Croce, intesa come simbolo dell’umana sofferenza.
Due i punti di partenza delle riflessione spirituale e umana dei Giancarlo Cerri.
Innanzitutto l’immane strage avvenuta negli Stati Uniti l'11 settembre 2001, espressione massima di una speranza di unione religiosa e umana calpestata e rinnegata, che l’artista ricorda nelle opere dal 2001 al 2002 con una gestione ben precisa degli spazi e dei colori.
“La mano è scabra come non mai, cerca il simbolo con forza, si muove scandendo equilibri semplicissimi eppure efficacissimi, sembra manovrata solo dalla sofferenza, dalla pretesa di sentirsi innocente ma non per questo risparmiata da un destino che tutti ci accomuna”, precisa Elisabetta Muritti nel testo in catalogo.
Le opere degli anni dal 2003 al 2005 sono dedicate invece a un’altra immensa tragedia: le migliaia di morti annegati in acque nel nostro mare di Lampedusa e dintorni. Componimento tragico di fronte al quale l’essere umano ha una grande responsabilità. Perché qui non ci sono estremismi inspiegabili per noi occidentali, e ancor più per noi Italiani, ma ci siamo solo noi come Cittadini, noi come Stato, noi come Umanità.
Disponibili in galleria il catalogo della mostra (testi di Elisabetta Muritti, Giancarlo Cerri e Veronica Riva) ed il libro di Giancarlo Cerri “La pittura dipinta, le mie quattro stagioni”.
Sabato 5 aprile alle ore 16 Giancarlo Cerri sarà disponibile ad incontrare il pubblico per spiegare dettagliatamente la mostra in corso.
La mostra, promossa dal Comune di San Donato, propone 55 opere fra dipinti di grandi e medie dimensioni, disegni e studi su tela il cui tema dominante è la Croce, intesa come simbolo dell’umana sofferenza.
Due i punti di partenza delle riflessione spirituale e umana dei Giancarlo Cerri.
Innanzitutto l’immane strage avvenuta negli Stati Uniti l'11 settembre 2001, espressione massima di una speranza di unione religiosa e umana calpestata e rinnegata, che l’artista ricorda nelle opere dal 2001 al 2002 con una gestione ben precisa degli spazi e dei colori.
“La mano è scabra come non mai, cerca il simbolo con forza, si muove scandendo equilibri semplicissimi eppure efficacissimi, sembra manovrata solo dalla sofferenza, dalla pretesa di sentirsi innocente ma non per questo risparmiata da un destino che tutti ci accomuna”, precisa Elisabetta Muritti nel testo in catalogo.
Le opere degli anni dal 2003 al 2005 sono dedicate invece a un’altra immensa tragedia: le migliaia di morti annegati in acque nel nostro mare di Lampedusa e dintorni. Componimento tragico di fronte al quale l’essere umano ha una grande responsabilità. Perché qui non ci sono estremismi inspiegabili per noi occidentali, e ancor più per noi Italiani, ma ci siamo solo noi come Cittadini, noi come Stato, noi come Umanità.
Disponibili in galleria il catalogo della mostra (testi di Elisabetta Muritti, Giancarlo Cerri e Veronica Riva) ed il libro di Giancarlo Cerri “La pittura dipinta, le mie quattro stagioni”.
Sabato 5 aprile alle ore 16 Giancarlo Cerri sarà disponibile ad incontrare il pubblico per spiegare dettagliatamente la mostra in corso.
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